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L'azienda

Spontini, che “salto”: la pizza Made in Milano è pronta a conquistare il mondo

05 Febbraio 2018
Massimo_Innocenti Massimo_Innocenti


(Massimo Innocenti)

di Michele Pizzillo, Milano

Da brand milanese della pizza al trancio ad impresa globale, visto che comincia ad insediarsi in Paesi molto lontani dall’amata Milano. 

Questo è Spontini, che chiude il fatturato 2017 a 23,5 milioni di euro dalla vendita di 4.194.419 tranci di pizza nei 24 punti vendita – di cui 8 in franchising: 6 in Italia e 2 in Giappone – presenti prevalentemente a Milano e da poco sbarcato in altre città lombarde. Adesso, però, Massimo Innocenti, ceo di Spontini Holding è pronto a trasformare in globale il marchio del “made in Milano”. Qualche settimana fa, infatti, ha raggiunto l’accordo con il Gruppo Alshaya (proprietario di 3.500 negozi, 50.000 dipendenti e 5,5 miliardi di fatturato) che prevede l’apertura di 34 pizzerie nell’arco di sette anni, partendo dal Kuwait, sede del gruppo arabo, e dagli Emirati Arabi per poi allargarsi in una prima fase in Bahrein, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Libano e Giordania; la seconda e terza fase interesserà  Nord Africa, Turchia e Russia.

Però, Spontini “rimarrà fortemente connotato come marchio del food italiano e milanese in particolare, con le dovute modifiche al menu rese necessarie dai diversi contesti di mercato”, sottolinea Innocenti, alla guida dell’azienda dal 1977, quando l’acquistò dai genitori, Giuliano e Antonia Giarelli, il primo figlio di Santina, seconda generazione della famiglia Mungai, arrivata a Milano dalla Toscana negli anni '20, per aprire con l’insegna “Cibi Cotti” una serie di trattorie che univano piatti della tradizione contadina a una modalità di consumazione che venisse incontro agli usi e costumi di una città industriale. Una di queste trattorie era ubicata in via Spontini 4, rilevata da un’altra famiglia toscana, Banti, che nel 1953 la trasformò in pizzeria al taglio, chiamandolo con lo stesso nome della via dedicata al musicista Gaspare Spontini. Sarà Giuliano Innocenti, figlio di Santina, seconda generazione degli osti Mungai, a riportare il locale in famiglia per poi cederlo a Massimo. Che dopo un ventennio dietro al forno della pizzeria di via Spontini, capisce che è il momento di ampliare l’attività. Così nel 2008 apre la seconda pizzeria che segna, praticamente, il passaggio da pizzeria familiare ad impresa. E, Massimo, è molto bravo a gestire il successo, tanto che in poco tempo ne apre altre tre pizzerie, facendone di Spontini una sorta di istituzione.


(Il nuovo Spontini point)

Per sintetizzare la storia di questo marchio “made in Milano” che con le cinque aperture del 2017 ha valicato i confini cittadini, per sbarcare a Monza, a Como, a Bergamo e, fra qualche settimana, anche a Venezia, in zona Cannaregio, e all’aeroporto di Malpensa. Oltre a proporre una nuova formula, Spontini Point, che nei due locali aperti vicino al Duomo di Milano, fa mangiare in piedi un milione di clienti all’anno. Un vero successo, confermando che l’espansione delle pizzerie tradizionale con tavoli e posti a sedere nello storico colore rosso e nella versione nera di recente introduzione negli Spontini Point è inarrestabile. “Tant’è vero che abbiamo programmato una media di 5-10 aperture all’anno – dice Innocenti -. Non abbiamo problemi di soldi e tanto meno di quotarci in borsa. Investiamo tutti gli utili per fare crescere l’azienda”. Un esempio è la Spontini Factory creata nel 2015 per attività di formazione del personale interno (307 dipendenti, di cui 42% donne, 30% stranieri), di sviluppo e creazione di nuovi prodotti e di erogazione di corsi per i pizzaioli del futuro.

Per le nuove aperture l’attenzione è verso il centro storico – a Como e in primavera a Venezia – e il canale travel, che dopo l’esordio nella stazione centrale di Milano, fra qualche giorno l’insegna Spontini sarà presente a Malpensa. Dice Innocenti: “Malpensa sarà per noi una vetrina sul mondo utile per farci conoscere e per studiare gusti e comportamenti dei consumatori di altri mercati e di altre culture. La partnership con MyChef di Areas Italia ci permette di svilupparci in luoghi di transito altamente visibili e battuti”. Chissà che un giorno non si arrivi anche a Napoli, però nella stazione centrale  e all’aeroporto, non in città, confida il ceo delle pizzerie milanesi. Il grande evento, però, è l’apertura della prima pizzeria programmata con il Gruppo Alshaya, nel centro commercia TheMall, a Kuwait City, che l’anno scorso ha registrato il passaggio di 48 milioni di visitatori. Sarà un esordio veramente dirompente per l’impresa di cui Innocenti dice che “rappresenta lo stile e i valori di Milano, grazie alle sue qualità e alla fedeltà alla tradizione, visto che la ricetta della pizza, preparata in padelle di ferro e cotta nel forno a legna,  è la stessa dal 1953”. Gli ingredienti sono tutti italiani: i pomodori dalla provincia di Piacenza, la mozzarella arriva della campagne del pavese e del comasco, la farina è di grani italiani molita nei pressi della Certosa di Pavia, l’olio di soia è di Ravenna, acciughe, origano e sale arrivano dal Sud Italia.