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Pubblicato in L'azienda il 20 Aprile2011

Il produttore siciliano conquista la Francia alla 35ma edizione del Challenge International du vin. La sua azienda ha ottenuto quattro medaglie d’oro, tre d’argento e tre di bronzo

La Sicilia torna dalla Francia con un ricco medagliere. Alla 35ma edizione del Challenge International du vin, il concorso enologico che si è tenuto a Bourg l’8 e il 9 aprile, l’azienda Agricola Milazzo ha conquistato

una giuria composta da 769 giudici ottenendo quattro medaglie d’oro, tre d’argento e tre di bronzo. Risultato che vede l’Isola piazzarsi sui gradini più alti proprio grazie alla squadra schierata da Giuseppe Milazzo (nella foto). In totale sono 71 quelle vinte dall’Italia al quarto posto della classifica dei paesi più medagliati dal concorso, dopo la Francia, in testa con 788 medaglie, Spagna, con 180 e Portogallo con 82. Una delle competizioni più dure quella a cui ha dovuto sottoporsi la Sicilia. Oltre 4.000 i vini provenienti da tutto il mondo ed un terreno di gioco, quello di casa, difficilissimo, dove il 60% dei vini in gara è stato rappresentato dalla Francia, la maggior parte provenienti da Bordeaux.
 Il territorio di Campobello di Licata è stato l’unico della Sicilia ad aver tenuto testa con più tipologie di vini fermi e soprattutto con le bollicine da metodo classico. Una sfida che ha fatto emergere annate fuoriclasse come i quattro oro Excellent Rosato Metodo Classico, Terre della Baronia Rosso annate 2004 e 2006, Duca di Montalbo Rosso 1999. Settanta ettari a quota 350 metri che confermano ancora una volta il loro primato sulla scena internazionale anche con i neo tre argento Maria Costanza Rosso 2005, Selezione di Famiglia 2008 e Terre della Baronia Bianco 2009 e i bronzo Federico II Rex Sicilie 2003 Millesimato Metodo Classico, Terre della Baronia Gran Cuvèe e Fancello Rosso 2005. “Il premio corona i tanti sforzi che l’azienda ha sostenuto negli anni per raggiungere l’eccellenza - spiega il produttore -, il territorio indubbiamente è tra i più vocati in Sicilia per la coltivazione della vite e questo non è tutto. Siamo un’azienda che cura tutto a mano, rispetta la pianta con un regime biologico, seguendo la linea voluta da mio padre, quando nel 1964 decise di bandire qualsiasi sostanza chimica di sintesi”. Ennesimo primato raggiunto che non frena l’ambizione di Milazzo. “Non ci sentiamo arrivati. Siamo stati i primi a ricevere premi negli anni 90 e siamo stati i precursori della Sicilia del vino, non ci fermiamo. Vogliamo raggiungere la vetta dell’Everest, i livelli più alti dell’enologia italiana”. Anche se gran parte del bottino della Sicilia porta il nome di Milazzo, questo si compone di altri due traguardi prestigiosi raggiunti dalla contrada Virzì, tra Alcamo e Salemi, con l’oro andato a Sole dei Padri 2007 firmato da Francesco Spadafora e dal territorio di Sambuca di Sicilia con l’argento Impari 2007 di Zabu.

Manuela Laiacona

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