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L'azienda

Colterenzio e la sfida Pinot Nero: “Con questo vitigno un rapporto di amore e odio”

13 Agosto 2021
La_Rocca_di_Lonato La_Rocca_di_Lonato

di Fosca Tortorelli

“Libri Satiari Nequeo” cioè “Dei libri non mi sazio mai”, questa citazione rappresenta la filosofia del senatore Ugo Da Como (1869-1941), uomo di cultura, che ha lasciato un patrimonio importante nella Fondazione da lui voluta.

La biblioteca della Fondazione – che ha sede a Lonato del Garda (Brescia) – diventa cornice perfetta della presentazione del nuovo nato in casa Colterenzio, il Pinot Nero che rientra nella gamma Lafòa, la linea di pregio aziendale nata verso la fine degli anni 1980 sulla spinta del settore vitivinicolo altoatesino. Un traguardo raggiunto dopo anni di intenso lavoro sulla qualità a tutti i livelli. Lo stesso percorso è stato seguito anche per questo nuovo Pinot Nero 2018, vitigno che, come sottolinea Max Niedermayr (presidente della Cantina e Coltivatore di questa varietà): “Con il Pinot Nero ho un rapporto di amore e odio. Adoro questo vino e coltivare quest’uva è una sfida che mi piace da matti, anche se mi fa passare le pene dell’inferno tutti gli anni”.

(La Rocca di Lonato)

Il Pinot Nero è senza dubbio un vitigno affascinante, molto elegante ed avvincente al palato; dello stesso avviso è anche Martin Lemayr, l’enologo di Colterenzio, che sottolinea la gioia nel poter presentare il risultato di tanto impegno, dopo dieci anni dall’inizio del progetto di qualità Pinot Nero. Ma i colpi di scena non finiscono qui, nulla è lasciato al caso e per l’occasione, prima ancora di immergersi nell’eleganza del nuovo Pinot Nero, vengono presentati i nuovi calici Josephine Hutte (disegnati da Kurt Zalto in persona), perfetti per esaltare l‘elegante personalità di questo vino.

(I calici di Kurt Zalto – ph Andrea Piacenza)

La Fondazione fa capo ad un eccezionale complesso monumentale che comprende la Casa-museo detta del Podestà, la Rocca visconteo veneta e un piccolo gruppo di antichi edifici facenti parte del borgo medievale lonatese. Un contesto unico e di preziosa bellezza che vede disvelarsi la caparbietà, la tenacia e il lavoro pionieristico portato avanti da Cantina Colterenzio. Come sottolineato da Alex Ferrigato – Direttore commerciale di Colterenzio: “All’epoca, il pioniere Luis Raifer sull’omonimo vigneto non piantò solo nuovi vitigni, ma allo stesso tempo introdusse nuovi standard di qualità; meno resa per uva e vino di miglior qualità. Fu proprio su questo vigneto pilota che nacque “l’idea Lafóa”: l’introduzione di nuovi standard di qualità che ancora oggi vengono seguiti rigorosamente sia dai soci viticoltori che dai collaboratori in Cantina. Oggi Lafóa è sinonimo di bianchi e rossi dalla struttura forte, raffinati e con grande potenziale di invecchiamento. Comunicare ciò che è bello e buono; qui alla Rocca di Lonato oggi celebriamo la nascita del nuovo vino la Lafóa, come un genitore festeggia la nascita di un figlio; per noi è un momento magico e unico”.

(Alex Ferrigato – ph Andrea Piacenza)

Lafóa è ben più di una linea, ma come più volte evidenziato è legata alla storia e all’evoluzione della Cantina negli anni. Anche per questo motivo, Colterenzio non solo ha scelto un luogo ricco di storia per la presentazione del vino, ma ha voluto dedicargli un cortometraggio in cui questo progredire trovasse piena espressione. “L’ Heure Esquise”, l’ora incantevole, un film promozionale che la Cantina Colterenzio ha realizzato tra l’estate e l’autunno 2020, assieme al regista italiano Carlo Guttadauro e il suo team “Anam Cara”. Il risultato è un lavoro artistico che ha come tema il tempo, l’eccellenza, l’arte e il piacere. Un’operazione celebrativa che non poteva tralasciare l’arte della musica; il Vino e la Musica sono infatti, in forme diverse, due elementi fortemente psicotropi. Difficile sapere a priori quale possa essere l’effetto scaturito dalla loro combinazione, di certo il risultato è esplosivo e dirompente. Un connubio intrigante che ha visto accompagnare e tradurre in note la sequenza delle referenze Lafóa. La voce del mezzosoprano Alessia Nadin, il violinista della Scala Dino Sossai e il pianista Michele Bolla, hanno accompagnato in modo esemplare la sequenza delle ultime uscite Lafòa, a cui sono stati abbinati i piatti di Enrico Bartolini, anche lui coinvolto per l’occasione. Un intreccio di suggestioni emotive che hanno coinvolto gli ospiti in un’esplorazione sinestetica; un’esperienza tra sogno e realtà.

(Dino Sossai, Michele Bolla e Alessia Nadin – ph Andrea Piacenza)

Così tra la lirica dell’ heure exquise di Reynaldo Hahn, il Mon coeur di Saint-Saëns, la Rapsodia n. 2 di Liszt, il “Meine lippen” di Lehàr e “Por una cabeza” di Gardel, si sono intrecciati con il Gewurztraminer Lafoa Schreckbichl-Colterenzio 2018 Alto Adige Doc, un vino caratterizzato da quelle tinte Art Nouveau date dalle note del frutto della passione, del lytchee e di un complesso melange di spezie; opulento e sontuoso al palato.

(Il Cabernet)

Erbe aromatiche e suggestioni esotiche per il Sauvignon Lafoa Schreckbichl-Colterenzio Alto Adige Doc 2019, scattante e carnoso allo stesso tempo. Balsamico e accomodante lo Chardonnay Lafoa Schreckbichl-Colterenzio Alto Adige Doc 2019, connotato dalle tinte agrumate di arancia e la stuzzicante pungenza dello zenzero. Prima di tornare alle suadenti sfumature de Pinot Nero il passaggio è obbligato, arriva nel calice il Cabernet Sauvignon Lafòa Schreckbichl-Colterenzio Alto Adige Doc 2017, luci ed ombre un gioco di chiaroscuro con quella carezza vellutata che rassicura al primo sorso.

(Il Pinot nero)

Si ritorna al fascino del Pinot Nero, che gioca le sue carte sulla complessa eleganza, sul tempo storico e sul tempo vissuto. “Abbiamo deciso di sfruttare i punti forti di ogni singolo vigneto per dare forma a qualcosa di eccezionale – sottolinea Martin Lemayr – Mi piace paragonare questa idea alle spezie: ogni ingrediente, ogni elemento contribuisce al gusto finale del piatto”. Un’etichetta che farà il suo debutto sul mercato il prossimo autunno. Un vino frutto di un disegno, che mostra tutto il suo carattere, la sua potenza, il suo essere sussurrato, irruento, carismatico e autentico.