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Pubblicato in L'azienda il 01 Aprile2020
Alberto Zampino

L’azienda, riferimento assoluto per chef e appassionati di spaghetti e fusilli compensa i cali degli ordini della ristorazione con una forte crescita dell’e-commerce. L’ad Alberto Zampino: “Momento difficile ma si ripartirà presto”

di Giorgia Tabbita

Un marchio storico che, dalla Campania, ha portato il “verbo” italiano della pasta nel mondo. La Pasta Gentile, prodotto di eccellenza italiano, creato a Gragnano, è infatti ormai un must per gli esperti e amanti, di uno dei prodotti più venduti in Italia. E se in un clima surreale e inaspettato il mondo intero ha dovuto imparare e reinventarsi, sostituendo quello che era il lavoro d’ufficio con l’ormai noto "Smart Working", cos’è cambiato per le aziende enogastronomiche che giornalmente collaborano con il settore della ristorazione, al momento in black out? A illustrarci una fetta di quella che è la condizione attuale di molte aziende produttrici italiane è Alberto Zampino, amministratore delegato di Pasta Gentile.

“Stiamo vivendo due sentimenti completamenti opposti – spiega Zampino – da una parte siamo concentrati e carichi di lavoro, viste le richieste importanti che il mercato sta avendo, dall’altro stiamo vivendo questo periodo con ansia e preoccupazione. Il nostro primo obiettivo non è la vendita, ma la tutela dei nostri dipendenti”. Sicurezza e prevenzione, infatti, sono le solide basi su cui si poggia attualmente il lavoro dei dipendenti del pastificio, quotidianamente impegnanti nel garantire un prodotto di alta qualità. Ma proprio in questi giorni di “arrembaggio all’acquisto” come possiamo distinguere una tipologia di pasta di qualità rispetto ad un’altra? “A primo impatto bisogna verificare che, sulla confezione, ci sia scritto che la pasta è stata essiccata a bassa temperatura ed è stato utilizzato un grano 100% italiano – sottolinea Zampino – Da un punto di vista ottico, invece, bisogna confrontare il colore di una pasta rispetto ad un’altra. Quanto più è bianca e ruvida, rispetto ad una scura e liscia, quello denota una qualità maggiore. L’ultima conferma, infine, si ha con l’assaggio”.

Ma come evolve nello scenario attuale la vendita e la distribuzione di un marchio strettamente legato alla ristorazione? “Abbiamo la fortuna di poter lavorare oggi perché negli anni, sia in Italia che all’estero, abbiamo diversificato il mercato, senza dedicarci soltanto alla ristorazione, che rappresenta comunque il 60% del nostro fatturato – continua Zampino – Abbiamo anche un sito e-commerce che in questi giorni è esploso. Basti pensare a tutti i consumatori che normalmente andavano dal bottegaio sotto casa per comprare Pasta Gentile e che adesso preferiscono ricevere i nostri prodotti a casa”. Un produzione di circa 35 quintali di pasta al giorno e un’azienda a conduzione familiare che hanno fatto sì che il piatto simbolo d’Italia, la pasta, venisse conosciuto dal mondo intero e localizzato in Campania.

“Noi siamo di Gragnano, la città della pasta - precisa l’Ad di Pasta Gentile – prima che vendere un prodotto, vendiamo un territorio. Siamo una realtà medio-piccola e, come amo dire sempre, siamo più piccoli di come ci identifica il mercato. La nostra produzione, seppur inferiore a quella di un’azienda di riferimento industriale, è infatti avvantaggiata da una distribuzione molto visibile. Questo per noi è motivo di orgoglio per la nostra terra”. Nonostante, dunque, il colpo inferto sul settore della ristorazione, si è fiduciosi per il futuro. “Io sono di natura ottimista e sono convinto che al netto di quelle che saranno le disponibilità finanziarie delle persone – conclude Zampino – si ripartirà velocemente. Ci saranno delle problematiche legate agli incassi, ai solleciti e ai pagamenti, però credo che l’azienda produttrice, sacrificandosi e stando vicino al cliente verrà ripagata dello sforzo nel giro di un anno”.

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