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L'azienda

I segreti dei soffiatori di Bottega: “Così realizziamo le nostre bottiglie uniche”

03 Giugno 2021
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di Maristella Vita

Una storia antica, di qualità, che negli ultimi 40 anni ha avuto uno sviluppo, meglio, una evoluzione che adesso sembra naturale, ovvia.

Ma anche quel che fa Roberto Bolle sembra semplice, ma non tutti sono Bolle… Sandro Bottega mostra con orgoglio questo percorso tutto trevisano, che parte dalla grappa, tradizione di famiglia mai dimenticata, per virare dalla fine del secolo scorso verso il prosecco, ma con la “P” maiuscola. Non a caso Bottega privilegia una distribuzione potremmo dire alto di gamma, per spiegarci meglio è leader nei duty free. Le sue bottiglie d’oro e d’argento o arlecchine decorano, è il caso di dirlo, gli angoli talvolta anonimi, perché standardizzati, delle aree sosta degli aeroporti di tutto il mondo, portando un piacevole respiro veneto e Made in Italy, che nobilita l’anonimato talvolta stucchevole, dei grandi brand mondiali di sigarette, cioccolato o profumi.

(Un corner Bottega)

Nel suo quartier generale a Godega Sant’Urbano (TV), una caratteristica residenza rurale del ‘600 ristrutturata, abbracciata dai vigneti, la squadra Bottega, capitanata da Sandro, sua sorella Barbara e il fratello più giovane Stefano, composta da 160 persone tra enologi, operatori del vino, della grappa e delle bevande spiritose, grafici, sperimentatori, comunicatori e sommelier, sviluppa, crea, produce. Grappe, liquori, prosecco e non solo. Vetro. Si, partendo dalla grande tradizione veneziana dei soffiatori, Bottega continua a produrre per le sue grappe premium le bottiglie scrigno di un distillato unico, che in tutto il mondo nessuno può chiamare diversamente, perché la “grappa” è solo italiana. Si vede in Sandro la soddisfazione di essere riuscito a mantenere questa tradizione, la sua soffieria è un anello forte tra ieri e oggi, che si apprezza visitando, a Godega, i suoi alambicchi storici e quelli più moderni e la collezione di bottiglie, una vera sancta sanctorum delle acquaviti.

(La produzione delle bottiglie in soffieria)

Ma come Elena ci spiega, la sommelier di casa Bottega, lo sforzo verso la produzione di prosecco è coerente con la vocazione di famiglia. Solo Prosecco Treviso Doc esce col marchio Bottega, utilizzando anche uve della Docg Conegliano Valdobbiadene declassate per l’occasione, alla ricerca della qualità e la soddisfazione del cliente. Persino i tappi di sughero vanno nella direzione autoctona Bottega, provenienti da sugherete sarde, frutto di accordi con aziende locali. Infine la ricerca: nuovi prodotti moderatamente alcolici per incontrare un pubblico giovane (creme e liquori), “approfondimenti” su quelli tradizionali (grappa) e innovazione su quelli internazionali (gin, whisky, vodka..); ma anche sulla produzione del vino, con innovative procedure di criobloccaggio della fermentazione dei mosti che permette la loro gestione durante tutto l’arco dell’anno, permettendo di proporre al mercato prodotti sempre al top della qualità, specie per una bollicina fresca e giovane come quella del Prosecco Doc.