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L'azienda

Il vino (buono) delle Alte Madonie: a Gangi la scommessa della Tenuta San Giaime

08 Agosto 2017
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Pochi ettari e 10 mila bottiglie. Ma le idee del titolare Salvatore Cicco sono chiare: fare di queste zone un punto di riferimento per gli appassionati del mondo enologico


(Salvatore Cicco – ph Vincenzo Ganci)

di Gianni Paternò

Con questo clima che sempre più tende a tropicalizzarsi con temperature medie che ogni anno crescono considerevolmente e con piogge sempre più rare, sarebbe poco razionale impiantare nuovi vigneti a quote basse dove la calura diviene insopportabile. 

Il futuro vinicolo siciliano pertanto è destinato agli alti colli: Etna, ma specialmente quelle montagne che ancora sono vergini o quasi a riguardo delle uve: Madonie, Peloritani, Nebrodi che possono vantare situazioni pedoclimatiche favorevoli con temperature massime più basse e con notti che rinfrescano considerevolmente. Non sappiamo se è stato questo principio quasi filosofico o solo il caso a condurre Salvatore Cicco a realizzare un’azienda vinicola ancora minuscola nella contrada San Giaime di Gangi chiamandola appunto Tenuta San Giaime.


(ph Vincenzo Ganci)

La famiglia di Salvatore possiede un’azienda agricola di 25 ettari in quella contrada, con terreni di natura argillosa di medio impasto a quote comprese tra 600 e 1.000 metri. Vengono coltivati essenzialmente cereali, ma come in tutte le campagne c’erano alcune viti per fare il vino per la famiglia. Salvatore scoprì che erano di Syrah allora gli si accese la lampadina: impiantarne un vigneto che fu di un ettaro e mezzo a cui ne aggiunse un altro mezzo di Grillo.


(Salvatore Cicco e Franco Mastrandrea – ph Vincenzo Ganci)

Lo affianca in questa attività il figlio Alessio che ne è diventato il titolare, ma specialmente l’esperienza e la competenza del cognato Franco Mastrandrea che per 30 anni è stato cantiniere in una nota cantina sicula, avendo come maestri Giacomo Tachis e Riccardo Cotarella. Fino ad oggi si fa quello che i francesi chiamano vin de garage in quanto la cantina, che comprende le piccole attrezzature strettamente indispensabili è ricavata in un minuscolo magazzino a piano terra della loro casa di campagna. La prima uscita del Syrah nel 2012 con l’annata 2008, oggi sono 4.628 bottiglie più 150 magnum di Syrah nel millesimo 2015, che si chiama S’15 a cui se ne aggiungono altre 3.500 di Grillo, G’16. Il vino è molto buono per cui lo si può trovare in molti locali di Milano dove i Cicco hanno un’avviata attività imprenditoriale e perfino in ristoranti italiani a Tokyo. Chiaramente una produzione così piccola non porta reddito quindi si è piantato un ettaro di Nerello Mascalese affiancato da poco Pinot Noir ed entro l’anno se ne impianteranno altri 4 di Catarratto, Grillo e Perricone e si sta portando avanti il progetto di una vera cantina che possa sopportare anche possibili ulteriori ampliamenti.


(S '15 – ph Vincenzo Ganci)

In campagna una conduzione agricola rispettosa dell’ambiente e della vite secondo i principi della viticoltura biologica: pochi trattamenti minerali, concimazione con sovescio di favino e quelle pratiche potatorie atte a limitare la produzione. Anche in cantina rispetto rigoroso delle uve. Il rosso S’15 viene da vigne mediamente a 900 metri, fermenta in tini in cemento con lieviti spontanei, un vino pulito senza aggiunta di chimica e di additivi che affina 9 mesi in barrique di secondo passaggio e almeno 3 mesi in bottiglia senza chiarifica né filtrazione, dando un ottimo vino dai sentori di frutta rossa, liquirizia, spezie ed una bevuta fresca per la notevole acidità, buoni tannini ed ottima struttura, un vino che si accompagna praticamente a tutto un pasto a base di carni, ortaggi grigliati, frittate, formaggi.


(G '16 – ph Vincenzo Ganci)

Il Grillo G’16 proviene da vigna a Guyot a 750 metri di altezza, coltivata sempre alla maniera biologica; nel garage: diraspatura, pressatura soffice e decantazione del mosto a bassa temperatura, fermentazione a temperatura controllata con lieviti selezionati e affinamento in acciaio. Un Grillo splendido per equilibrio e profumi che conferma in bocca le sue qualità: minerale, fresco, di ampia struttura. Al vino si affianca una produzione di olio, Archè, da cultivar di Sant’Agatese ed Ogliarola messinese provenienti dalle loro campagne di Tusa (Me). In occasione di Calici di Stelle l’azienda il 9 agosto apre le sue porte con una ampio programma, i cui dettagli leggete QUI dedicato ai suoi vini, ai prodotti gastronomici del territorio cucinati dal rinomato ristorante Il Palazzaccio di Castelbuono. Completerà la serata la musica e l’incontro con l’arte di Antonello Blandi ed infine l’osservazione della volta stellata guidata dagli esperti del Planetario di Palermo. Si suggerisce di trascorrere un’intera giornata visitando prima le bellezze architettoniche ed artistiche della medievale Gangi, Borgo più bello d’Italia e Gioiello d’Italia, possibilmente pranzando in una delle sue trattorie ed agriturismi.
 
Tenuta San Giaime
Contrada San Giaime 
90024 Gangi (PA) 
tel. 0921 564005 – 339 6665858
info@tenutasangiaime.it
www.tenutasangiaime.it