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Pubblicato in L'azienda il 28 Aprile2021
Giacomo Funaro

Tre nuove etichette, tre vitigni autoctoni per vini non filtrati, fermentati senza l’utilizzo di lieviti indigeni selezionati; in purezza, Perricone, Inzolia e Zibibbo macerato.

È questa la nuova linea dei vini della cantina Funaro a Santa Ninfa in provincia di Trapani, che il produttore Giacomo Funaro definisce “assolutismo bio”. I tre vini nascono da una inedita collaborazione con l’enologo Alessandro Viola e sono l’espressione più tipica e immediata dei tre vitigni del territorio trapanese. “Un percorso entusiasmante vedere il vino cangiante nei giorni; materia viva che cambia quotidianamente. Con Alessandro Viola abbiamo trovato la giusta intesa ed il progetto è nato in modo spontaneo. Sono felice del risultato. Adesso aspetto il feedback dei consumatori”, racconta il produttore. L’inzolia nasce dal vigneto più vecchio, chiamato “la vecchietta”, nel territorio di Salemi, ad un’altitudine di circa 150 metri sul livello del mare. Il terreno, ricco di sostanza organica, presenta una struttura limosa-argillosa. Le uve, dopo una breve crio-macerazione, vengono fermentate spontaneamente, senza l’utilizzo di lieviti selezionati, in vasi vinari d’acciaio. A fine fermentazione, segue un primo travaso per eliminare le fecce grossolane e la maturazione prosegue in vasi vinari d’acciaio, per un periodo di circa 6 mesi. In primavera viene imbottigliato non filtrato per mantenere il prodotto integro e dopo qualche mese commercializzato. Dal colore giallo paglierino, appena opalescente, con leggeri riflessi dorati. Al naso si riscontra una gradevole nota fruttata tipica del vitigno; al palato armonico, fresco, dotato di ottima sapidità, conferita dal terreno di coltivazione e dalle basse rese per ettaro. 10 mila le bottiglie prodotte.

Lo Zibibbo è una bella sorpresa, una esplosione al naso e al palato. Si coltiva nel territorio di Santa Ninfa, ad un’altitudine di circa 400 metri sul livello del mare. Il terreno, a giacitura collinare, è prevalentemente calcareo-gessoso con una buona frazione di argilla, tipico della zona. Le uve vengono fermentate spontaneamente, senza l’utilizzo di lieviti selezionati, in vasche d’acciaio, con macerazione sulle bucce di circa 5 giorni, ad una temperatura controllata. A fine fermentazione, si effettua un travaso ed il vino viene lasciato sui lieviti per circa 6 mesi. In primavera viene imbottigliato non filtrato, per mantenere il prodotto integro, e dopo qualche mese commercializzato. Dal colore giallo paglierino, leggermente opalescente con tenui riflessi verdolini. Intrigante al naso per la sua aromaticità estremamente elegante, tipica del vitigno, esaltata dalla crio-macerazione in pressa; note di frutta tropicale, mango, papaia, erbe aromatiche, timo, fiori di campo, rosa, gelsomino, capperi, al palato armonico, delicato, dotato di ottima sapidità e freschezza. 3.600 bottiglie prodotte.

Il Perricone nasce dal vigneto a Salemi ad un’altitudine di circa 150 metri sul livello del mare. Le uve vengono fermentate spontaneamente, senza l’utilizzo di lieviti selezionati, in vasche d’acciaio, con macerazione sulle bucce di circa 5 giorni, ad una temperatura controllata di 22°C. Terminata la fermentazione malo-lattica, il vino viene travasato e rimane sui lieviti in vasche di acciaio a temperatura controllata per circa 6 mesi. In primavera viene imbottigliato non filtrato, per mantenere il prodotto integro, e dopo qualche mese commercializzato. Dal colore rosso rubino intenso, leggermente opalescente per via della non filtrazione. I riflessi spiccatamente violacei denotano la freschezza del prodotto. Accattivante bouquet fruttato con note di prugna e spezie, tipiche del vitigno. In bocca è fresco ed armonico, grazie al dal buon equilibrio tra alcool, acidi e tannini. Le caratteristiche di questo vino vengono esaltate dal “terroir” e dalle basse rese per ettaro. 7 mila le bottiglie prodotte.

In anteprima la degustazione del Metodo Classico Brut da uve Chardonnay, vendemmia 2018, sboccatura marzo 2021, 24 mesi sui lieviti. Dal colore giallo tenue con riflessi verdognoli, presenta un perlage finissimo e persistente con una elegante corona di spuma. Al naso, ricco con sentori di lievito e crosta di pane. In bocca pieno ed equilibrato con un gradevole finale acidulo. E poi il Metodo Classico Extra Brut vendemmia 2016, sboccatura marzo 2021,oltre 40mesi sui lieviti. Il colore tende leggermente al dorato. E' intenso e fine al naso con fiori gialli, sentori fruttati e scorzetta di cedro. Il sorso è fresco, preciso, ben articolato e leggermente sapido in chiusura. Mostra una stoffa decisamente superiore rispetto all'altro spumante.

Infine due rossi da Nero d'Avola:

Il Sicilia Doc Nero d’Avola Omnis 2017 si presenta di colore rosso rubino abbastanza carico. All'olfatto sono evidenti profumi di frutta rossa matura, prugna, cioccolato e spezie dolci con la vaniglia in evidenza. In bocca risulta disteso, leggermente sapido e persistente. Decisamente fruttato il gusto.

Il Sicilia Doc Nero d'Avola Omnis Single Barrel 2018 è un vino particolare perchè proviene da una sola barrique. Qui il naso mostra un profilo più nitido e definito, dominato dalla frutta con note di ciliegia in grande evidenza. Il sorso è vivo, dotato di ottima acidità, progressione e lunghezza. I tannini hanno bisogno di un po' di tempo per amalgamarsi al meglio, ma non risultano per niente eccessivi, in linea con le caratteristiche del Nero d'Avola. E' un rosso con interessanti potenzialità da seguire nel tempo.

L’azienda è nata nel 2003; la prima etichetta in commercio è del 2004. Guidata dalla famiglia Funaro, è a conduzione biologica certificata. 18 le etichette prodotte, insieme all’enologo Rosario Aiello. “Ad oggi produciamo circa 250 mila bottiglie, vendiamo per il 60 per cento dei casi in Italia e in Sicilia. L’estero è in crescita. Al momento siamo presenti in piccola parte negli Stati Uniti, in Giappone, in Australia e in Europa”, conclude Giacomo Funaro.

C.d.G.

Commenti   

+1 #2 De Vos Maurice 2021-04-29 12:20
In Belgio si fa birra non filtrata, fermentata senza l'utilizzo di livieti selezionati : GEUZE e
LAMBIC. A me piace perché sono habituato da bere dal gioventù, ma sono delle birre per pochi!
Viva la via di mezzo! Lasciare la natura fare il suo corso è un'utopia.
Infine non sarà sufficiente tisana per loro che vogliano computere 90 anni, dovranno assumere anche medicine !
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+3 #1 De Vos Maurice 2021-04-29 11:49
Ciao Giacomo, spero che mantenete il Perricone Fontana dei Grilli perche è il Perricone con il meglio rapporto prezzo/qualità.
Lieviti selvaggi colonizzano più lento e ci vuole più tempo per viene avviata la fermentazione. I gusci rimangono più a contatto con il succo, in modo più colore, più corpo, più carattere e piµ frutta
Questa è la teoria.
In pratica sono anche creato più acidi in una fermentazione spontanea. Questo può essere interessante in un clima caldo come la Sicilia, perché i vini sono più fresco (più acido).
Spesso, tuttavia, l'acido acetico ha il sopravvento e a me non piace.
A mi piace bere vino con molti acidi, ma solo quelli buoni!
C'è anche più rischio di infezioni batteriche.
Ciò si traduce in super vini un anno e l'anno successivo aceto magro senza frutto.
Cordiali saluti, De Vos Maurice Pane e Vino Enoteca Siciliana in Belgio
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