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Pubblicato in L'azienda il 02 Novembre2011

Dopo Bruxelles alla volta di Honk Kong. L’uomo delle bollicine siciliane Giuseppe Milazzo dal palco di Megavino, l’esposizione di vino più grande del Belgio è approdato nel Sol Levante con un bottino carico di onorificenze.

Dai curatori del Concours Mondial De Bruxelles ha ricevuto, insieme ai colleghi di podio, gli elogi ufficiali in occasione del salone svoltosi dal 21 al 24 ottobre. I giudici di gara a maggio avevano fatto salire il patron dell’azienda agricola Milazzo sul gradino più alto con le tre medaglie d’oro date al Duca di Montalto Rosso 1999, Duca di Montalto 2002 e il Terre di Baronia 2002 rosso.

Grazie a questo piazzamento il produttore agrigentino rappresenta una Sicilia che nel calice non solo non teme paragoni con i grandi ma è anche competitiva nei nuovi mercati. I meriti però non se li vuol prendere e piuttosto preferisce dedicarli a tutti i produttori siciliani.

 “Noto che negli ultimi anni il livello qualitativo della nostra produzione è di alto livello, io ho recentemente assaggiato vini di colleghi siciliani che mi hanno entusiasmato. Ho avuto il piacere di stappare etichette davvero che non hanno niente da invidiare a quelle francesi. Il vino italiano in generale non deve avere complessi di inferiorità”, sostiene il produttore agrigentino.

In questi giorni, durante la tre giornate dell’ International Wine & Sprits, in programma dal 3 al 5 novembre, Milazzo sfilerà quindi con ottimismo sicuro delle performance e dell’alto livello del vino siciliano, fiducioso del riscontro che questo comincia a godere presso i palati stranieri più lontani. A sollevare le sue prospettive è infatti lo sbocco sicuro che offre il mercato della Cina. “Ad oggi è quello che dà più speranze. Ci sono arrivato già molti anni or sono, 12 anni fa, quando ancora nessuno guardava ai consumatori asiatici. Posso dire che solo ultimamente la curiosità e la richiesta di vino, anche siciliano, sta davvero vivendo un bel momento”. I cinesi li conquisterà proprio con le bollicine portando lo spumante Metodo Classico e il Federico II. “Nell’immaginario di tutti e anche in questa parte del mondo le bollicine sono sinonimo di champagne ma le nostre hanno tutte le caratteristiche per farsi amare sin da subito. E ho visto che si comincia ad apprezzarle - precisando - Piacciono”.

 Se l’umore è positivo sull’andamento dell’export un po’ più di preoccupazione Milazzo la nutre nei confronti del mercato interno dove il vino italiano non sarebbe sufficientemente sostenuto. Propone così una soluzione anti crisi, almeno per il settore vitivinicolo, basata esclusivamente sul “bere italiano: “Si deve spingere il consumo del vino italiano. Provocatoriamente dico che dovremmo chiudere le frontiere ai produttori stranieri, come fanno appunto i francesi che hanno saputo proteggere il loro mercato”. E lancia poi l’appello: “Si dovrebbe attuare un piano di promozione su tutti i fronti rivolto ai nostri consumatori”.

Manuela Laiacona

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