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L'iniziativa

Best in Sicily, i nostri primi 10 anni alla scoperta dei migliori ristoranti

18 Gennaio 2017
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Continua il nostro viaggio nei ricordo del premio Best in Sicily che quest'anno festeggia i suoi primi dieci anni. 

Un decennale che avrà come cornice dell'evento del 2017, lo splendido Teatro Massimo di Palermo, il prossimo 30 gennaio. Sul palco saliranno i premiati di questa edizione, ma ad osservarli ed applaudirli ci saranno anche i premiati degli anni passati. La categoria miglior ristorante è nata insieme al premio. Tra di loro, scorrendo l'albo d'oro ci sono ristoranti che oggi vantano una o due stelle Michelin. O che saranno prossime ad averle. Perchè una cosa la possiamo dire: il nostro premio porta bene.


(Pino Cuttaia)

Lo ha scoperto Pino Cuttaia, chef de La Madia a Licata, premiato nel 2008. A quei tempi aveva una sola stella. Ma già avevamo intuito che la sua crescita non sarebbe finita. E infatti avevamo ragione. Oggi Cuttaia è bistellato ed è uno degli chef più importanti del panorama nazionale ed internazionale.


(Pietro D'Agostino)

L'anno dopo è toccato a La Capinera a Taormina. Ai fornelli un'altra conoscenza del firmamento Michelin, Pietro D'Agostino che ha portato nella cittadina dello Jonio la sua idea di cucina fresca, giovane e della tradizione, ma assolutamente rivisitata in chiave moderna. Rivisitazione azzeccata.


(Vincenzo Candiano)

Da Taormina a Ragusa, dove c'è la Locanda Don Serafino. Ora bistellato, ma ai tempi del premio, nel 2010, ne aveva solo una. E' l'esempio perfetto dell'impresa che si fa ristorante grazie al talento e alla visione di Antonio e Pino La Rosa. Che hanno trovato nello chef Vincenzo Candiano, oggi socio del ristorante, un vero alfiere della ristorazione.


(Le 4 chef de l'Antica Filanda)

A Capri Leone, in provincia di Messina, c'è l'Antica Filanda che possiamo racchiudere come la “forza della famiglia”. E' una vera certezza per gli amanti del buon cibo, una perla incastonata tra i Nebrodi, scenario fantastico di questa zona. E poi lasciatecelo dire, qui sono una vera “macchina da guerra”: sanno gestire nel migliore dei modi 10 coperti come 500. E non è cosa da tutti. 


(Tony Lo Coco)

Bagheria si trova a pochi chilometri da Palermo. I Pupi hanno ricevuto la stella Michelin due anni dopo il nostro premio, assegnato nel 2012. Ma una cosa l'avevamo capita: lo chef Tony Lo Coco ha del talento. Un autodidatta che è cresciuto in fretta, dalla mano pulita e creativa.


(Martina e Luca Caruso)

Viaggio in nave o aliscafo se preferite, per raggiungere l'isola di Salina. Qui c'è la famiglia Caruso al Signum, boutique hotel e ristorante. In cucina la bravissima e talentuosissima Martina; in sala il fratello Luca, un gentleman d'altri tempi. Martina è una vera enfant prodige di una famiglia che ha creato un posto unico nel suo genere per bellezza e comfort in una minuscola isola del Mediterraneo, seppur tra le più grandi delle Eolie. Anche qui anticipiamo la stella: due anni dopo il nostro premio il Signum riceverà la prima (e non ultima di certo) stella. 


(Crescenzo Scotti)

Rimaniamo nelle Isole Eolie. Traghettiamo verso Vulcano. Il premio nel 2014 va al ristorante Il Cappero del Therasia Resort. Ai tempi del premio c'era lo chef Crescenzo Scotti, ora ritornato in Campania. Ma il suo sostituto, Giuseppe Biuso, non sta facendo rimpiangere il collega e sta seguendo il solco scavato in questi anni. Attorno uno staff, diretto con grande maestria da Umberto Trani, che dimostra di meritare la stella. A proposito: a gennaio 2014 arriva il Best in Sicily, a novembre dello stesso anno arriva la Stella…


(Peppe Barone)

Torniamo nel ragusano con Fattoria delle Torri, a Modica precisamente. In cucina c'è Peppe Barone, scopritore di talenti allo stato puro della ristorazione. Il suo grande merito è infatti la capacità di sfornare giovani cuochi uno più bravo di un altro, talenti che poi consegna al mondo della cucina italiana ed estera: come Ninni Radicini, il suo ex sous chef che prosegue altrove la sua missione con successo. E alla Fattoria delle Torri non si sbaglia mai: è un grande classico per gli appasionati gourmet. 


(Carmelo Trentacosti)

Lo scorso anno è toccato al Cuvée du Jour, il ristorante che si trova nel magnifico scenario di Villa Igiea a Palermo. Il regno di Carmelo Trentacosti. Un motivo in più per visitare questo albergo la cui Sala Basile, esempio splendido del liberty, vale il viaggio. E con la cucina di Carmelo si fa il bis di emozioni. 

C.d.G.