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Pubblicato in L'iniziativa il 15 Novembre2021
Mirco Carloni e Alberto Mazzoni

di Emanuele Scarci

Una regione piccola e tante eccellenze nel food che però stentano a trovare la giusta valorizzazione a causa dell’individualismo delle imprese.

E’ necessario per il business dell’agroalimentare, che rappresenta il 12% del Pil delle Marche, seguire la via tracciata dalle 21 Denominazioni del vino sui mercati grazie alla regia unica delle promozioni e del marketing e adottare strumenti legislativi di base. Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato la legge sull'enoturismo, sta preparando i bandi per il varo del Distretto del cibo e del biologico più grande d’Europa mentre accelerano i programmi di promozione di Food Brand Marche, marchio ombrello che raccoglie 32 prodotti certificati della Regione: olio, carni, formaggi, legumi, tuberi, olive, pasta, bio, ortofrutta, salumi, vino. "Insieme rappresentano il 50% della produzione territoriale per un fatturato di 850 milioni di euro", ha detto il presidente di Food Brand Marche Antonio Centocanti nel convegno di Urbania (Pesaro). "Dobbiamo evitare di adottare strategie diverse tra territori e livelli di governo - è intervenuto il vicepresidente della Regione Mirco Carloni - per non trasformare la nostra varietà agroalimentare in debolezza e fragilità. E’ tempo di percorrere una strada condivisa e sono convinto che il vino sarà un driver di comunicazione se miglioreremo l'accoglienza. La legge sull'enoturismo, con fondi per 3,5 milioni, prevede attività formativa in favore dell'offerta, ma anche semplificazione: si potrà finalmente fare mescita nei luoghi di produzione".

Cammini del vino
"Le Marche hanno 21 certificazioni enologiche - ha aggiunto Carloni - che andranno trasformate in Cammini del vino. Dobbiamo impegnarci per farli riconoscere dalla Unione europea come progetti culturali, divenendo dei percorsi da frequentare che non coinvolgano solo le cantine, ma tutte le espressioni significative dei territori. Per questo non dobbiamo copiare il progetto della Toscana, noi abbiamo di più". Sui distretti del cibo Carloni, che è anche assessore all’agricoltura, ha osservato che "si possono creare anche i distretti del latte e della suinicoltura. E anche i distretti dei prodotti tipici, per esempio quello del tartufo: va realizzato un portale con tutti i produttori e i trasformatori e comunicarlo perché sono stufo di sentir parlare solo del tartufo di Alba. Quando invece sappiamo che ad Alba arriva molto della produzione di Acqualagna. E le risorse pubbliche per finanziare questo programma ambizioso? Dal convegno non sono arrivate scadenze precise e Carloni non ha nascosto che "questi progetti hanno bisogno di molti soldi per passare dalla carta alla realtà".

Vino apripista del food
Parte integrante del progetto Sistema Marche è Food Brand Marche, guidato dal direttore Alberto Mazzoni, regista dell'Istituto Marchigiano di tutela vini e per la cui nascita furono necessari superare 12 anni e 3 ricorsi al Tar. Tra i soci di Food Brand Marche rientrano Fileni, Consorzio prosciutto di Carpegna, Consorzio vini piceni, TreValli Cooperlat. Mazzoni ha sottolineato come il comparto vitivinicolo sia "vivo, vegeto e coeso, pronto a condividere l'esperienza consortile con realtà da strutturare" come quelle del tartufo marchigiano e dei maccheroncini di Campofilone Igp. "Alcune realtà vanno guidate - ha concluso Mazzoni - Per esempio, i produttori dei maccheroncini di Campofilone sono soltanto 7 ma in 20 anni non sono riusciti a formare un Consorzio".


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