Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
L'iniziativa

“Buono come l’olio”, così Terre di Himera rilancia il territorio

16 Gennaio 2013
himera himera


Da sinistra Fabrizio Russo di Terre di Himera, Ottavio Guccione e Antonio Cappadonia

“Buono come l'olio”, anno uno.

Anzi, anno zero. Una prova, un test, per dire che il territorio è tutto. E che quel territorio attorno al parco archeologico di Himera, tra Termini Imerese e Cefalù ha potenzialità tutte da stanare e valorizzare.


Maria Gambino

Così Maria Gambino e Fabrizio Russo, i titolari del sito di turismo rurale che prende il nome dal parco, sulla strada che porta al borgo agricolo di Villaurea, nel territorio di Termini, hanno invitato un po' di protagonisti di eccellenze agroalimentari nel nome dell'olio extravergine. Eh sì, perché oltre alla struttura ricettiva Terre di Himera è anche un piccolo produttore di olio. “Partiamo da qui, dal monocultivar Biancolilla, per dire che quella delle olive e dell'olio è la prima risorsa agroalimentare di questa zona – dicono i titolari di Terre di Himera  – poco conosciuta, quasi per niente qualificata. Eppure ci sono uliveti dappertutto e questa zona della Sicilia che nei giorni di bel tempo vede le Eolie ad est ha una vocazione fortissima. Ecco perché ci siamo messi a produrre l'olio che è anche quello con cui cuciniamo e che offriamo ai clienti della nostra struttura ricettiva. Ma attorno a questo c'è dell'altro: i carciofi di Cerda, il miele dell'ape nera sicula di Carlo Amodeo, le provole delle Madonie, la salsiccia di Caccamo, il gelato di un bravissimo maestro come Antonio Cappadonia. Un piccolo sistema di qualità che potrebbe diventare un volano per tanti piccoli produttori. La nostra idea è che si faccia sistema, tutti quanti, senza cercare scorciatoie”, aggiungono Maria Gambino e Fabrizio Russo.

E per cominciare ecco allora “Buono come l'olio” che ha visto la partecipazione di produttori, appassionati gourmet e qualche amico della coppia. Tra i primi oltre al già citato Cappadonia anche Ottavio Guccione, fornaio a Palermo che si è dliettato con il collaudato forno a legna di Terre di Himera ed Epifanio Gullo, tenace produttore di olio extravergine in un paese vicino, Aliminusa. In previsione altri eventi, per divertire e per fare sistema. Con una proposta che si augurano possa diventare concreta: una nuova Dop che magari prenda il nome delle vicine Madonie per valorizzare le produzioni di olio di questa zona della Sicilia. Al posto della Dop Val di Mazara che già esiste ma che è ritenuta troppo estesa per cogliere le peculiarità di questo territorio.

C.d.G.