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Pubblicato in L'iniziativa il 04 Luglio2022
Stefano Quaggio

di Emanuele Scarci

Non solo vini veneziani, ma anche le varietà di alcune regioni portate dai frati Carmelitani Scalzi nel giardino mistico del Convento, adiacente la chiesa di Santa Maria di Nazareth, sul Canal Grande.

Si tratta di circa 2 mila metri quadrati di vigneto fra pergola e filari di vite oltre a uno spazio per le erbe aromatiche e un frutteto. Lo scorso 2 luglio, nell’antico brolo dei frati è ritornato l’evento Feel Venice, che celebra la ricchezza enologica dell’area di Venezia. Il Consorzio vini Venezia, promotore dell’evento, ha condotto i visitatori (anche con 3 degustazioni guidate) alla scoperta dei vini provenienti dalle 5 denominazioni consortili. Protagonisti indiscussi della manifestazione sono state le denominazioni Piave, Lison-Pramaggiore, Venezia e le Docg Malanotte e Lison. Le "Big 5" sono legate a specifiche aree territoriali. Per esempio il Raboso Piave, il Glera, il Tocai Friulano (ora Lison), il Refosco, il Manzoni Bianco, il Verduzzo. Tra gli internazionali sono maggiormente presenti il Merlot, il Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e lo Chardonnay. Il Pinot Grigio è la varietà di punta del Triveneto, con l’85% della produzione nazionale. Nel 2021 Valoritalia ha segnalato 9,7 milioni di bottiglie per la Doc Venezia, 750 mila per la Doc Piave e circa 700 mila per Lison-Pramaggiore.

Venezia da bere
Nel 1633 i Carmelitani Scalzi ottennero dalla Repubblica della Serenissima il permesso di edificare chiesa, convento e brolo (orto e giardino) nel sestiere di Cannaregio, con affaccio sul Canal Grande. Oggi i frati che si occupano del complesso ecclesiastico sono appena 5. Dal 2010 il Consorzio vini Venezia ha dato vita al progetto di recupero della biodiversità vitivinicola a Venezia: due vigneti sperimentali nel cuore della città lagunare. Nell’isola di Torcello all’interno della tenuta privata Baslini e nel complesso di Santa Maria di Nazareth, con il convento dei Carmelitani Scalzi. Vennero raccolti più di 70 esemplari individuando 30 varietà di cui ancora 3 risultano sconosciute: Raboso Piave, Tocai Friulano, gli incroci Manzoni, i Pinot, il Refosco dal peduncolo rosso, i Cabernet, Merlot, Verduzzo trevigiano e friulano e Chardonnay, Malvasia istriana sono le varietà che sono state analizzate e mappate. Dal 2016, da questi vigneti il Consorzio realizza il vino della messa per i frati.

Pergola veneziana
"Nel brolo è presente la tipica pergola veneziana con uve sia per la produzione del vino sia per la semplice uva da tavola - osserva Stefano Quaggio, direttore del Consorzio vini Venezia -. Abbiamo 17 filari di vite con altrettante varietà allevate, tranne uno in cui le varietà sono due, per un totale quindi di 18 varietà". La gestione del vigneto è affidata, su base volontaria, ai soci del Consorzio. “Un esercizio tutt’altro che semplice - aggiunge Quaggio - perché si tratta ad ogni intervento di arrivare in centro città con tutte le attrezzature”. Alla fine, ogni anno si ottengono circa mille bottiglie di due vini della Venezia da bere. Il vino Ad mensam è un blend di uve a bacca bianca raccolte nel mese di settembre, mentre il Prandium è un vino rosso prodotto con un uvaggio di Raboso Piave, Marzemino, Turchetta, Recantina ed altre varietà veneziane.

 

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