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Pubblicato in L'intervento il 15 Settembre 2020
di Giorgio Vaiana

Cento vini buonissimi selezionati da Paolo Massobrio e Marco Gatti, volti noti degli appassionati del settore, che da 18 anni consecutivi realizzano una Top Hundred di vini per Il Golosario - selezionati da loro - che si basa su una selezione molto particolare: non premia mai le stesse aziende.

Così da diciotto anni, la loro Top Hundred ci permette di conoscere anche quei vini italiani poco conosciuti, consentendoci così di berli e approfondirli (leggi qui la lista).
Ma per sapere nel dettaglio come funziona la loro ricerca, e quale sforzo richiede, il nostro Direttore Fabrizio Carrera ha intervistato i due esperti e selezionatori, chiedendo subito loro da dove nasce questa classifica e qual è la sua storia. “Noi abbiamo fatto una battaglia contro le carte dei vini fotocopia - spiega Paolo Massobrio - dove l’oste non si divertiva nel dire cosa avesse di particolare un determinato vino, abbiamo deciso di fare un elenco dei vini che ritenevamo migliori ma che ogni anno erano diversi. Inizialmente pensavamo di portare avanti questo progetto per cinque anni, che poi son diventati dieci, fino ad oggi che siamo alla diciottesima edizione. Questo sforzo lo facciamo almeno per vent’anni, di non premiare le cantine degli anni precedenti, premiando cento cantine che meritano di essere ritenute tra le cantine migliori d’Italia. Quindi un lavoro di ricerca incredibile”.

Questo 2020 è un anno particolare, com’è stato gestire la selezione dei vini con il lockdown di mezzo?
“A dir la verità la selezione, paradossalmente, è stata quasi più facile per noi – spiega Marco Gatti - Quando ci siamo resi conto che non avremmo più girare, abbiamo ricominciato a riorganizzare le degustazioni (ognuno per conto suo data l’emergenza) e poi, in maniera assolutamente metodica, abbiamo ribattuto ogni settimana tutte le nostre ricerche. In realtà noi avevamo fatto un grosso lavoro di ricerca nei mesi precedenti al lockdown, per poi proseguire un grossissimo lavoro, insieme alle nostre collettive. Noi non siamo quelli delle bottiglie del giornalista, noi i vini li assaggiamo, stiamo sul campo e credo che il risultato di questo lavoro sia il quadro di un’Italia che altrimenti non avrebbe voce”.

Un’Italia che solo apparentemente è di Serie B, perchè poi le aziende che avete stanato hanno tutte le carte in regole per evolvere nel tempo. Toscana e Piemonte emergono per quantità di aziende premiate, però il Sud sembra si stia muovendo bene.
“Si, c’è stato questo fenomeno della Calabria che ha mostrato un’Italia sconosciuta – ha spiegato Massobrio - Territori che non si conoscono e non si vogliono conoscere per pigrizia, ci hanno regalato sette cantine da mettere sul podio di un livello grandissimo. Così come la Sicilia che, con così tante referenze, è un mare di scoperte. Ci sono state molte scoperte in zone solitamente trascurate. In Toscana, ad esempio, ci sono Doc cosiddette minori come Montecucco o la Maremma, che hanno regalato degli ottimi vini”.

Tra i 100 selezionati avete i Top dei Top, come nasce quest’idea?
“Abbiamo assaggiato tutti i vini, in questo caso 61 vini rossi premiati. Però alla fine quello che più ci ha stupito quest’anno è in terra bergamasca. Cabernet Franc Biologico "Vento Forte" 2018 di Le Corne di Grumello del Monte (Bg) in purezza prodotto con il metodo biologico. Una grande scommessa.”

Raccontateci qualche altro Top dei Top.
“Il Top dei Top degli Spumanti, che solitamente ci si aspetta provengano da grandi terre note per questa produzione, l’abbiamo trovato in Liguria. – sottolinea Gatti - I Top con le bolle liguri sono infatti ben due. Questo ci dice molto su una regione fino ad oggi sottovalutata e che invece sta crescendo moltissimo, con tanti giovani che si dedicano a questo settore". "Un altro vitigno, di un Top bianco, che dal nostro punto di vista segna la valorizzazione di un vitigno particolare - introduce Massobrio - è sardo. Più precisamente localizzato a 30 chilometri a nord di Cagliari. Lui sta studiando la spumantizzazione del Semidano, c’è tanta innovazione tra questi protagonisti della Top Hundred".

E, a tal proposito, il produttore del Top Bianco Sardegna Superiore Semidano 2016 "Costa J Vacca" di Muxurida di Samatzai (Su) partecipa all’incontro online con un contributo, ringraziando Massobrio e Gatti per l’opportunità. “Le produzioni sono basse e la coltivazione è difficile, - afferma - però il risultato fa la differenza. Questo premio significa che dopo tanti sacrifici e tanti anni di impegno, per me e per le persone che hanno seguito quest’idea, veniamo ripagati. Siamo soddisfatti del nostro operato e oggi più che mai siamo convinti di aver fatto la cosa giusta".

Per quanto riguarda l’edizione di quest’anno di Golosaria?
“Quest’anno Golosaria a Milano non ci sarà, perché l’incertezza non ci consente di organizzare un lavoro così complesso – spiegano Gatti e Massobrio - Ma stiamo organizzando una piattaforma online Golosaria Fiera Online, della durata di due mesi, che con eventi, premiazioni e degustazioni, permetterà ai partecipanti di presenziare in modo attivo, interloquendo con il produttore, visitando gli stand con un avatar, un’esperienza innovativa e simpatica. Inizieremo un tour nei primi tre mesi del 2021, se le condizioni lo permetteranno, per poter assaggiare questi vini dal vivo”.

Giorgia Tabbita

 


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