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L'intervista

Maietta (Ais): “Cambierà la figura del sommelier. Diventerà sempre più eclettico”

18 Ottobre 2017
Antonello_Maietta Antonello_Maietta


(Antonello Maietta)

di Michele Pizzillo, Milano

Sabato 21, con il suo simpatico brio, accoglierà a Milano i produttori e gli ospiti che parteciperanno alla presentazione di “Vitae”, la guida dei vini che ha fortemente voluto e della quale ne è direttore responsabile, anche come presidente nazionale dell’Ais. 

Il 24 ottobre Antonello Maietta sarà a Taormina, per una sorta di sopralluogo nei posti dove l’Associazione dei sommelier celebrerà il suo 51° congresso nazionale, dal 27 al 29 ottobre. E, della scelta di portare a Taormina e quindi in Sicilia i sommelier italiani, Maietta ne è molto fiero. Tanto che dice “sono dieci anni che disertiamo l’Isola: imperdonabile”. Da grande esperto di vini qual è, il presidente dell’Ais sa molto bene che lo scenario enologico della Sicilia è completamente cambiato. Eppure sono trascorsi solo due lustri, sufficienti, però, per cambiare il profilo dei vini, per offrire prodotti eleganti, raffinati ed espressione del territorio di origine. Insomma, vini unici, che non finiscono nel grande calderone della globalizzazione che appiattisce tutto.

Una conferma, secondo il leader dei sommelier italiani, che i produttori siciliani – e, probabilmente, di tutto il Sud -, hanno preso coscienza delle proprie potenzialità, generando una grande crescita e, oltretutto, in continua evoluzione. “Insomma, la Sicilia, sa imporre un proprio stile produttivo e, contestualmente, guarda con particolare attenzione alle pratiche agricole che privilegiano la sostenibilità. Questo perché da queste parti il legame con la terra è molto radicato e – dice Maietta – nello stesso tempo il consumatore ha capito che dietro ad una bottiglia di buon vino c’è impegno, ricerca, rispetto per la terra e, molto importante, attenzione per il consumatore. Ritengo che la filiera produttiva è una costante degli operatori siciliani impegnati nel mondo del vino. E, poi, mi ha ammaliato la biodiversità che ho visto nei miei viaggi in questa terra, oltre ad avermi affascinato le bollicine”. Senza sottovalutare il potenziale varietale di vitigni che ha la Sicilia. Vitigni che quando trovano il giusto habitat, danno sempre uve per fare grandi vini. 

Con queste premesse era praticamente impossibile non organizzare il congresso dell’Ais in Sicilia, oltretutto a Taormina, ai piedi della nuova “Bengodi” del vino. Sarà anche un congresso importante per il futuro della sommelerie italiana. Intanto si deciderà di modificare il sistema di elezione dei presidenti regionali. I soci non saranno più chiamati ad eleggere solo il presidente  ma, bensì, tutta la squadra che lo deve affiancare nella gestione dell’associazione territoriale. Quindi, squadra blindata. Questo permetterà di essere più vicini agli associati. A Maietta e all’attuale gruppo dirigente dell’Ais, sta molto a cuore la qualità della professionalità del sommelier che, dice “lo vorremmo non solo come l’uomo del vino, ma più eclettico, più completo, più dialogante con i clienti del ristorante dove lavora, per percepire subito la capacità o la voglia di spendere una cifra importante per una bottiglia di vino. Poi, vogliamo un sommelier che capisca di olio, di caffè, di tè e, quindi, con la capacità di saper consigliare questi prodotti agli ospiti del ristorante, anche attraverso il  racconto degli elementi che li distinguono anche fra loro stessi”.

E’ chiaro, a questo punto, che bisognerebbe individuare un nuovo percorso formativo per i sommelier. “Qualche idea credo che potrà diventare realtà dopo il congresso di Taormina. Al quale parteciperanno il Ministero delle risorse agricole e dell’istruzione per valutare la possibilità di riformare la scuola alberghiera. Ma, anche, il Ministero degli esteri, visto il ruolo e l’immagine che ha conquistato l’Italia nel mondo grazie alla cucina e al vino”, sottolinea Maietta. Che, aggiunge: “su queste idee stiamo lavorando già da un po’ di tempo, in particolare con l’Università Bocconi, che coinvolgiamo sempre di più per la presentazione di progetti di business sia in campo enologico sia per la ristorazione”.

Maietta è stato eletto presidente dell’Ais nel 2010 e riconfermato quattro anni dopo. Durante il suo mandato ha gestito la seconda scissione avvenuta nei primi cinquant’anni di Ais, quella di Franco Maria Ricci. Brillantemente superata, visto che il numero dei soci è in continua crescita. Su una eventuale ricandidatura – nel caso lo statuto lo permetta – Maietta non si pronuncia. E, sottolinea “al momento sono impegnato a sostenere tutte le iniziative che possano migliorare il nostro mestiere. A fare dei sommelier la cinghia di trasmissione dalla cucina alla sala; l’uomo che sa dialogare con tutti e quindi non focalizzato solo nella conoscenza del vino. Il sommelier deve essere una persona di sala completa e capace di interloquire con la cucina per trasmettere emozioni al cliente con l’abbinamento giusto per la pietanza che arriva dalla cucina, in modo che soddisfi il suo palato e lo rende contento di aver scelto il locale giusto per consumare la colazione.