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L'intervista

Milano Wine Week si svela nei giorni del ProWein: ecco perché abbiamo scelto Düsseldorf

14 Marzo 2019
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La kermesse milanese sarà poi presentata al Vinitaly, al padiglione Lombardia, lunedì 8 aprile


(Federico Gordini tra Ruenza Santandrea e Daniele Cernilli a Milano)

Parte da Düsseldorf in concomitanza di ProWein la presentazione della seconda edizione della Milano Wine Week che si terrà nel capoluogo lombardo dal 6 al 13 ottobre.

Appuntamento, dunque, lunedì 18 marzo, alle 19,30 all’Hyatt Regency Hotel della città tedesca per un evento che svelerà i temi e i principali appuntamenti inseriti nel palinsesto della “settimana del vino” milanese. A fare gli onori di casa sarà Federico Gordini, fondatore e presidente di Milano Wine Week. Insieme a lui interverranno: Gian Marco Centinaio, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo; Fabio Rolfi, Assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione Lombardia; Luciano Ferraro, caporedattore centrale del Corriere della Sera; Silvana Ballotta, Ceo di Business Strategies e coordinatrice del Wine Business Forum. Quasi certa anche la presenza di Helmut Köcher, Presidente e Fondatore del Merano WineFestival e di The Wine Hunter, che lascia presagire una collaborazione con la Milano Wine Week. 

“Düsseldorf nei giorni del ProWein è l'inizio di un percorso di presentazioni che arriverà anche al Vinitaly di Verona (padiglione Lombardia, l'8 aprile alle ore 12,30) in cui sveleremo altri dettagli della kermesse milanese – dice Gordini – Abbiamo scelto di iniziare da Dusseldorf perché lì si raduna tutto il mondo del vino internazionale e ci è sembrato il luogo idoneo per raccontare il nostro progetto”. Lo scorso anno la Milano Wine Week, organizzata in appena tre mesi, mise insieme oltre 200 eventi a cui parteciparono 100 mila persone. Oltre 3 mila i calici per il brindisi di apertura che si è tenuto a Milano City Life, il cuore pulsante della città lombarda: “Un evento che lo scorso anno è nato in un tempo molto piccolo – dice Gordini – ma ha dato un risultato incredibile, mettendo insieme buona parte dei più grandi divulgatori italiani del vino, fino ad arrivare alle più importanti aziende e consorzi. Ecco, l'obiettivo del nostro evento è far capire l'importanza di stare insieme, un termine che il mondo del vino dovrebbe imparare a usare meglio”. 

Gordini, cresciuto tra le botti di vino (la famiglia produce nell'Oltrepo pavese), ha iniziato la sua esperienza con gli eventi milanesi nel 2009, con Milano Food Week, che quest'anno celebra i suoi primi dieci anni (2-8 maggio) con un'impostazione “fuori salone” e tanti eventi sparsi per la città, e con Bottiglie Aperte nel 2012 (oggi inserito all'interno del palinsesto della Milano Wine Week). “L'idea di organizzare un evento dedicato al food a Milano nasce dopo che alla città era stato assegnato l'Expo – spiega Gordini – Pensavamo a qualcosa che potesse condurci a questo straordinario evento. Milano non era caratterizzata per il mondo del food. Ma questi dieci anni hanno stravolto la città, che ha avuto un'evoluzione straordinaria. Mi ricordo i primi cooking show, con gli chef impacciati e quasi a disagio. Ora, magari, spuntano con manager e parrucchiere al seguito”. Dopo Bottiglie Aperte è anche arrivato Vivite, il festival delle cantine cooperative nel 2017 e “a seguito di questo percorso – spiega Gordini – è stato pensato ad un grande evento di sistema del mondo del vino”. Ma attenzione, spiega Gordini, “non dite che si tratta di una fiera – dice – Di fiera del vino in Italia ce n'è una sola ed è la più importante: il Vinitaly. E' fondamentale e non si tocca. Milano, in quanto capitale delle eccellenze può dare altre cose al mondo del vino, può essere la città dove si costruisce questa rivoluzione assolutamente necessaria della comunicazione del mondo del vino, che deve ripartire da una comunicazione completamente diversa. Siamo troppo tecnici. Cerchiamo di spiegare la malolattica a delle persone che non sanno distinguere un rosso da un bianco. Ma io non mi riferisco solo al consumatore finale, ma anche tra gli addetti ai lavori c'è ancora qualche lacuna”. 

Tema scelto di quest'anno è “The milanese Way of Wine”, ossia il punto di vista milanese sul vino, “un concetto che significa quello di voler dare una prospettiva sul vino fortemente milanese, nuova, legata al marketing, alla comunicazione, alle grandi eccellenze di questa città – dice Gordini – ma soprattutto al modo che ha questa città di trattare l'eccellenza. I percorsi che sono stati fatti qui per la moda e il design, sono percorsi che possiamo fare anche nel mondo del vino. C'è un potenziale enorme purché si faccia sistema”.

G.V.