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Pubblicato in L'intervista il 30 Ottobre 2020
di Giorgio Vaiana
Alfonso Iaccarino

di Fosca Tortorelli

Il Ristorante Don Alfonso 1890 è un punto di riferimento, una realtà che ha saputo rispettare la cultura e le tradizioni della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana, e al contempo attualizzarle.

Un lavoro lungimirante quello di Alfonso Iaccarino, chef patron del due stelle Don Alfonso 1890, che da sempre ha messo al centro l’ambiente e i suoi prodotti prendendosene cura e rispettandolo. Tra i primi a dare il via al valore del territorio e alle bellezze della penisola sorrentina, Alfonso Iaccarino riceve un importante attestato di stima, rientrando a pieno titolo nel ruolo di assessore al turismo del comune di Sorrento. Quando gli hanno proposto l’incarico è rimasto in un primo momento scioccato: ”Non me l’aspettavo e come prima cosa ho deciso di confrontarmi con la mia famiglia -dice lo chef - Ho quindi accettato con orgoglio quest’incarico, con la speranza di cambiare la mentalità a volte chiusa di molte persone e di portare i risultati sperati. In questi trent’anni ho sempre cercato di dare una scossa e di essere di esempio, portando in primo piano il valore delle bellezze paesaggistiche e ambientali che abbiamo la fortuna di avere. Forse gli errori commessi derivano proprio dal fatto che essendo circondati da tanta grazia e bellezza, a volte la diamo per scontata e non riusciamo a valorizzarla nel modo opportuno”.

Come vede il suo compito di assessore al turismo?
“Dobbiamo fare un lavoro di squadra intorno al sindaco Massimo Coppola, ampliando il confronto con gli altri attori che fanno parte del settore turistico, dobbiamo ripensare al nostro modello di vita. È un progetto lungo e importante, bisogna avere le idee chiare per mettere in moto il turismo futuro”.

Da cosa bisogna ripartire?
“Abbiamo infinite risorse ambientali e paesaggistiche, abbiamo un vero e proprio paradiso, ma non siamo mai stati in grado di accorgercene e di usare adeguatamente queste risorse. Abbiamo siti come Villa Fondi De Sangro, costruita nel 1840 dal Principe di Fondi don Giovanni Andrea De Sangro, una splendida struttura, con ampio parco di proprietà comunale ed a picco sul mare, costruita su di un suggestivo costone tufaceo e con un belvedere davvero meraviglioso con vista sul Golfo di Napoli. Dobbiamo ripartire da queste peculiarità, dal far ritornare alcune specie di uccelli, dal riconoscere fiori ed erbe spontanee e perché no, anche dal far ritornare i pastori in Penisola; riscoprire il territorio, anche dal punto di vista dell’artigianato. Puntare a una concertazione politica allargata, una programmazione del turismo non solo come Sorrento ma come comprensorio, con l’obiettivo di creare una rete tra i comuni per il futuro delle persone che amano questa terra”.

Progetti futuri e strategie?
“È fondamentale sviluppare un’accurata programmazione del futuro. Ora come ora non abbiamo nessuna certezza. Ci stiamo già confrontando in tavole rotonde chiedendoci quali saranno i nostri clienti del futuro, da quali Paesi verranno. Ma la cosa fondamentale è ridare quel senso di rispetto verso questa terra”.


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