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Pubblicato in L'intervista il 17 Giugno2021
Guido Coffa

di Geraldine Pedrotti

L’Italia è in trepidazione per la ripresa del turismo. Secondo gli ultimi dati del Centro studi turistici di Assoturismo, quest’estate nel nostro paese vedremo 33 milioni di arrivi e 140 milioni di pernottamenti, con un aumento di oltre il 20% rispetto allo scorso anno.

Ma, a sentire chi lavora con il turismo di alta fascia – prevalentemente extra Unione europea, la situazione non è rosea, complice l’impossibilità di programmare un viaggio intercontinentale da parte dei turisti stranieri, la fetta più grossa del target delle strutture di lusso. Ne abbiamo parlato con Guido Coffa, vulcanico – è proprio il caso di dirlo – proprietario di Monaci delle Terre nere, country boutique hotel alle pendici dell’Etna, precisamente nelle campagne di Zafferana etnea, premiato come Miglior albergo Best in Sicily 2017 da Cronache di gusto e inserito nel circuito Relais & Chateaux.

Con quale animo vi state preparando a questa nuova stagione? Quali aspettative avete sul ritorno dei turisti stranieri, lo zoccolo duro della vostra clientela?
“Quest’anno lavoreremo a circa il 35% della nostra potenzialità. Veniamo da un anno che era stato già tragico: nel 2020, rispetto ai canonici 290 giorni di apertura, ne abbiamo fatti 101. Quest’anno abbiamo riaperto il 13 maggio, con il rischio di andare nuovamente in perdita, ma l’abbiamo voluto fare per dare speranza ai nostri dipendenti. Speriamo di rivedere la luce a fine giugno, ma mi aspetto perdite consistenti anche quest’anno. C’è in atto nel nostro paese uno storytelling sulla ripresa che non coincide assolutamente con la realtà, per lo meno per le strutture di lusso come la nostra. Il 2021 è una stagione che ormai è bruciata”.

Ci spieghi meglio.
“In Italia il 40% dei turisti che frequentano le strutture di lusso proviene da paesi al di fuori dall’Unione europea e ad oggi non è ancora chiaro quali siano le regole di ingresso nel nostro paese. Questo tipo di clienti prenota i propri viaggi tra novembre e dicembre. Cosa che ovviamente, vista la situazione di incertezza che vivevamo a fine 2020, non è accaduta. Non potremo quindi accogliere la fetta più consistente della nostra clientela abituale. Ci stiamo preparando comunque ad ospitare i turisti italiani, che già prima della pandemia erano una parte importante del nostro target e che sicuramente aumenterà. Ma la situazione è drammatica per tutto il comparto del turismo di fascia alta”.

(Monaci delle Terre Nere)

Che novità troveranno i vostri clienti quest’anno a Monaci delle Terre nere?
“Innanzitutto la squadra che abbiamo quest’anno, forse la migliore mai avuta. Tutti grandi lavoratori, positivi, pieni di energia. E’ una cosa che riempie il cuore dopo un anno e mezzo di sofferenze. Inoltre, abbiamo creato una cantina con accesso diretto dal ristorante, dove si potrà pranzare e cenare circondati da una delle più importanti collezioni di vini etnei della Sicilia. E poi le suite, rinnovate e dotate di piscine a sfioro private. Infine l’offerta gastronomica, con una componente sempre maggiore di prodotti coltivati da noi”.

Anche alla Locanda Nerello, il ristorante di Monaci delle Terre nere, ci sono delle novità.
“Esattamente. Al nostro chef Gaetano Occhipinti, che ci segue dallo scorso anno, abbiamo affiancato Crescenzio Gallatola, chef di Riposto ma originario della Campania. Tra i due chef si è creata un’atmosfera di sintonia totale che è la base per la nascita di grandi piatti”.

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