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Pubblicato in L'intervista il 04 Dicembre 2012
di C.d.G.

Ha scommesso sulle sue energie e sui suoi desideri.

E ora anche sulla sua città, Marsala, il suo territorio, dove ha lanciato una sua azienda e un marchio. Renato De Bartoli, figlio d’arte in fatto di vini, giovane imprenditore vitivinicolo, fa parte del comitato organizzatore che dovrà cucire su Marsala il vestito con lo scudetto di Città europea del vino 2013. Rappresenterà i giovani imprenditori del territorio in questa occasione unica.


Renato De Bartoli 

“La nostra tradizione vitivinicola è un elemento spendibile in tutto il mondo - spiega De Bartoli -. Dalla nostra parte c’è anche il territorio, vocato alla produzione di vini di qualità, e la storia del vino di oltre duemila anni”.

Manca un po’ la coscienza di questo potenziale?
“A volte mi parlano, con una certa dose di sudditanza psicologica, dell’antagonismo con gli inglesi. Bisogna scrollarci da addosso questa storia. E’ vero, dall‘'800 gli inglesi hanno dato un impulso importante alla produzione del Marsala, ma noi abbiamo il territorio, la storia, che ci colloca molto tempo prima nel ciclo produttivo del vino. Dall’estero vengono ad investire sulle nostre terre, ci sarà un motivo. Ecco perché bisogna credere nel nostro potenziale e spingere sui nostri prodotti”.

Il titolo di città europea del vino vuol dire questo?
“Si tratta di un riconoscimento che darà la possibilità a Marsala di lasciare un segno indelebile nel settore dell’enoturismo e vitivinicolo. Abbiamo la possibilità di costruire un marchio territoriale riconoscibile in tutto il mondo. Ecco perché il comitato organizzativo dovrà guardare alle tante sfaccettature di questo titolo, considerando almeno tre elementi: territorio, prodotto e formazione”.

Come pensa che risponderà la città a questa grande novità?
“Con il lavoro di tutti, istituzioni, associazioni e produttori, stiamo attivando un progetto importante. Sarà un 2013 eccezionale, pieno di eventi straordinari per la città. Quello che voglio trasmettere ai miei concittadini è la voglia di proporre con orgoglio ed enfasi i nostri prodotti. Spero di vedere in tutti i bar e ristoranti l’esaltazione del nostro Marsala. Il riconoscimento europeo è anche un’occasione per intrecciare rapporti più stretti con il settore del turismo”.  

S.R.


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