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Pubblicato in L'olio della settimana il 20 Novembre2022

di Christian Guzzardi

Nella parte sud-occidentale del territorio di Monreale, in provincia di Palermo, collocata tra le colline di Camporeale e la costa settentrionale della Sicilia, ha sede l’azienda agricola Spadafora.

Ci troviamo nella contrada di Virzì, una zona prevalentemente rurale costellata da vigneti e oliveti in cui l’alternanza delle stagioni scandisce i ritmi della giornata. Qui la famiglia Spadafora, le cui origini risalgono al 1230, da oltre trent’anni si dedica alla produzione di vino e olio extravergine. Un lavoro avviato dal fondatore dell’azienda, don Pietro dei Principi di Spadafora, e proseguito oggi dal primogenito Francesco affiancato dalla figlia Enrica. Una storia che ha inizio nell’estate del 1988 e che, dopo anni di studi e assaggi, si traduce cinque anni dopo nella produzione della prima bottiglia a marchio “Dei Principi di Spadafora”, ribattezzata con il nome di “Don Pietro”. Nasceva così una delle più apprezzate realtà vitivinicole dell’isola che, ben prima della vendemmia del 1993, coltiva, presso l’area agricola che si sviluppa intorno alla cantina, vigne pregiate nel rispetto dei tempi e dei bisogni della natura.

(Francesco ed Enrica Spadafora)

Una filosofia produttiva che valorizza prodotti e territori e che è incentrata sui dettami dell’agricoltura biologica e della vinificazione senza l’utilizzo di solforosa. Il tutto accompagnato dall’utilizzo di energie alternative, vetri più leggeri, tappi biologici e da una gestione del tempo libera da frenesie. Tutti i vini “Dei Principi di Spadafora”, infatti, vengono affinati in bottiglia e immessi sul mercato solo quando considerati capaci di esprimersi ai massimi livelli. Il vigneto, circa cento ettari, ospita uve a bacca bianca (Chardonnay, Inzolia, Catarratto e Grillo) e a bacca nera (Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah e Nero d’Avola) dalle nascono cinque vini bianchi e sei rossi, oltre che un rosato, uno spumante (“Enrica Spadafora Brut Nature”) e un passito (“Amnesia”). Non solo vigne, in azienda sono presenti anche cinquecento esemplari di Nocellara del Belice distribuiti in circa venti ettari di uliveto; piante secolari che crescono naturalmente tra le vigne e che vengono sottoposte alla sola potatura annuale. Dalle olive prodotte da questi alberi nasce ogni anno “l’Olio di Kiki”.

Imbottigliato per la prima volta nel 2005, questo viene realizzato a partire dai primi mesi di ottobre in seguito a una raccolta verde fatta rigorosamente a mano. Le olive vengono trasportate presso il frantoio di fiducia, nella vicina Partinico in provincia di Palermo e molite a freddo entro poche ore senza l’aggiunta di acqua: una procedura che consente di preservare interamente le caratteristiche organolettiche e la carica polifenolica. Segue la decantazione sotto azoto e l’imbottigliamento in formato latta da mezzo litro e in bag-in-box da due e cinque litri. Una produzione complessiva di circa tremila litri all’anno che viene commercializzata in Sicilia (40%), in Italia (30%) e all’estero (30%) prevalentemente nel canale horeca.

In anteprima per Cronache di Gusto abbiamo assaggiato l’Olio di Kiki della campagna olearia 2022. Fruttato medio-intenso, questo monovarietale si caratterizza per un profilo aromatico vivace e variegato. Alla vista si presenta di color dorato, accompagnato da sfumature verdi, e leggermente velato. A spiccare sono soprattutto le note erbacee, accompagnate da sentori di carciofo, mandorla e foglia d’ulivo. All’assaggio risulta avvolgente ed equilibrato grazie a un leggero incipit amaro - che cresce progressivamente e richiama il gusto del carciofo - e a un finale dal piccante deciso e molto persistente. Extravergine dai tratti tipicamente siciliani, l’Olio di Kiki fotografa al meglio l’area geografica nella quale viene prodotto. Le sue caratteristiche, infatti, lo rendono un ottimo esempio di monocultivar da Nocellara del Belice e ne fanno un capace di esaltare piatti dai sapori decisi come zuppe a base di legumi, carni rosse, insalate arricchite da pomodoro e rucola. Si sposa molto bene anche con formaggi caprini, grigliate di pesce e crostacei. Esprime il meglio di sé a crudo.

Azienda agricola Spadafora
Dei principi di Spadafora
Contrada Virzì - Monreale (Pa)
www.spadafora.com
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