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Pubblicato in La birra della settimana il 03 Luglio2022

di Simone Cantoni

"Rotolando verso sud" (come cantavano i Negrita, con il loro singolo omonimo, uscito nel 2005), ci portano in Sicilia i sentieri battuti da “Le birre dell’anima”.

Si tratta del nostro appuntamento periodico volto a tratteggiare, volta per volta, il ritratto di una singola etichetta la cui storia e la cui “essenza” racchiudono, per il proprio produttore, un valore e una rappresentatività speciali; e ciò in virtù di ragioni la cui natura può essere legata al “cuore” come alla pianificazione commerciale, al gusto (in fatto di consumo) come alle stesse vicende imprenditoriali. Facciamo dunque rotta – come già in altre occasioni con questa rubrica – verso la maggiore tra le isole italiane; stavolta il nostro “salotto” ospita idealmente Marco Gianino, contitolare, a Ragusa, del marchio artigianale “Yblon” insieme ad altri quattro soci e amici: Antonio Frasca, Fabio Bruno, Carlo La Terra e Giorgio Arezzi; per farci raccontare del loro particolare legame con la Belgian Blond Ale “della casa”, iconica fin dal nome: “Yblond”

IL BIRRIFICIO
“Yblon” apre i battenti nel 2015. Un punto d’inizio e, insieme, di approdo. D’inizio perché, da lì in avanti, la passione verso “orzi e luppoli” nutrita dai cinque protagonisti (con Marco in produzione) diventa avventura professionale; un punto d’approdo, d’altra parte, perché quel passaggio è preceduto da un percorso di crescita e di preparazione fatto di entusiasmo, certo, ma anche di valutazioni, di riflessioni, di apprendimento e di maturazione: essendo evidente come certe svolte esistenziali vadano affrontate con consapevolezza e chiarezza di visione. Requisiti, questi ultimi, che di certo non mancavano, ai “nostri”, in merito al “modo di essere” che la loro birra avrebbe dovuto esprimere: non una semplice bevanda, ma uno strumento d’incontro e aggregazione, un “pacere del palato” attorno al quale potersi parlare, abbattendo gli “steccati” dovuti ai confini e alle convenzioni sociali.

BERE PER COMUNICARE
Ecco: esattamente da questo obbiettivo (la pinta come “lubrificante umano”) – un intento fissato con chiarezza fin nel primo momento in cui era balenata l’idea di avviare, un giorno, un impianto di produzione vero e proprio – discende la scelta di indicare, come “birra dell’anima” appunto la “Yblond”. Spiega Gianino: “Incarna in sommo grado la nostra filosofia. Una bevuta facile e, contemporaneamente, ricca di sfaccettature. Una sorsata che, con la sua arrendevolezza, induce disponibilità a sciogliersi reciprocamente, anche in coloro che la consumano. Ti rinfreschi, ti rinfranchi e la parola si fa disinvolta; ti confronti con chi ti sta di fronte e, con semplicità, riesci a vedere, nel tuo interlocutore, quel che c’è al di là degli schemi”.

LA YBLOND IN “FOTOTESSERA”
“In più”, aggiunge Marco, “la Yblond, sotto il profilo tecnico, è sempre una bella sfida: si sa, è nelle birre più semplici (da bere) che spesso si annidano i maggiori elementi di difficoltà (nel produrle)”. In effetti, la ricetta è improntata all’essenzialità: in miscela solo malto Pils; in luppolatura solo due varietà, lo sloveno Styrian Golding e lo statunitense Amarillo; in tino di fermentazione un ceppo belga capace di forte attenuazione. Insomma, un’alchimia di pochi elementi, ciascuno dei quali, tuttavia, ben caratterizzanti. E quella che Gianino chiama “sfida” consiste, anzitutto, nel dare amalgama, agli apporti, incisivi, degli ingredienti in gioco; imperativo categorico: garantire equilibrio e fruibilità. Ebbene, missione compiuta. Al banco d’assaggio il colore è dorato pieno, l’aspetto pulito, la schiuma bianca e copiosa; l’aroma intreccia temi di panificato chiaro, pera matura, fiori (achillea, lino), spezie (chiodo di garofano, pepe bianco); il palato si avvale di una corporatura, di una bollicina e di una gradazione (4.8%) tutte e tre “sottili”, al fine di garantire un “bicchiere” agile da svuotare, la cui corsa gustativa chiude con un taglio asciutto e di lieve amaricatura.

ABBINAMENTO, ANZI ABBINAMENTI
Leggera, speziata e solo leggermente amaricante, la “Yblond”, come “compagna in tavola” si rivela piuttosto versatile; unico accorgimento raccomandabile, stare indietro con il sale: detto questo, le opzioni sono davvero tante. Un paio? Volendo spingere in particolare sulla leva del richiamo olfattivo con le note prative espresse dalla birra, si può scommettere sia su un pesce persico alle erbe aromatiche sia su una frittata ai carciofi e patate con timo e salvia. Passando alla dimensione metaforica degli abbinamenti, una bevuta così fresca e “mediterranea” non può non suggerire, intanto, idee direttamente collegate a questa indicazione geografica: un film, “Mediterraneo” (appunto) di Gabriele Salvatores; e una vacanza, in qualche isola ellenica (peraltro Ragusa si è sviluppata a partire da un antico insediamento greco, quello di Hybla Heraia). Poi, seguendo invece il filo dettato dal saper trovare “pienezza e appagamento nelle cose semplici”, ecco la proposta di un libro: “Sono felice, dove ho sbagliato?”, di Diego De Silva.

YBLON
Via Arturo di Natale, 6 - Ragusa
T. 0932 1613376
www.yblon.it
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