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Pubblicato in La degustazione il 24 Dicembre2019

di Michele Pizzillo, Tollo (Chieti)

E’ una delle più piccole Dop d’Italia che nasce dove, duemila anni fa, sorgeva quella che gli storici ritengano sia il primo esempio di grande azienda agricola organizzata. 

Per Tullum è stato del tutto casuale e, comunque, positivo per gli archeologici, impiantare il primo vigneto di Pecorino nella piccola tenuta collinare, località San Pietro, in agro di Tollo, in provincia di Chieti, perché ritenuta la location perfetta dal gruppo di viticoltori (con alla testa Tonino Verna e Domenico Di Pillo) che nel 2008 ha dato vita al progetto sperimentale di archeo-enologia con l’intento di rivitalizzare e, contestualmente, proteggere un ambiente fragile. Il progetto, che “abbiamo chiamato Feudo Antico, ci ha già regalato risultati molto positivi, incontri straordinari, annate di cui siamo orgogliosi” ha detto Verna nel corso della presentazione di alcuni vini di Feudo Antico, organizzata a Milano, nello spazio che si affaccia su piazza Duomo, allestito da un abruzzese famoso, lo chef Niko Romito. 

Ricorda, Verna, che “per avere un riconoscimento importante come la dop, che gratifica chi da anni lavora per dare dignità a questo territorio, siamo partiti dallo studio dei suoli, del microclima, dei portainnesti, definendo i singoli fogli mappali dove concentrare la piantumazione dei vitigni, cominciando dal Pecorino, affinchè ogni vino avesse origine in un terreno ben circoscritto, individuato in base ad un’indagine approfondita, così da esprimere il concetto di cru in senso pieno. E, con il coordinamento del prof. Attilio Scienza e la partecipazione di un pool di ricercatori dell’Università di Milano, possiamo dire che finalmente abbiamo la possibilità di produrre meglio, senza spreco di risorse e nel rispetto dell’ambiente”. Nel 2010 i promotori di Feudo Antico hanno portato la propria sperimentazione nel cuore dei monti abruzzesi, e precisamente a Castel di Sangro, a 800 metri di altitudine, nel vigneto Casadonna di proprietà dello chef Romito. E’ nato, così, il Pecorino igt Terre Aquilane Feudo Antico per Casadonna, con una produzione di appena 800 bottiglie: praticamente un vino da collezione. Dai 15 ettari di vigneto che attualmente rappresentano il patrimonio di Feudo Antico, arrivano i vini che abbiamo degustato nello Spazio Niko Romito, al Mercato del Duomo di Milano. 

E, cioè:

Tullum Dop Passerina 2018
Ottenuto da une provenienti da un vigneto impiantato su terreno sabbioso e leggermente calcareo, fresco, che si trova in località Pianedetitta ed è un bianco di antica origine e ripescato di recente con ottimi risultati anche grazie alla sua freschezza, alla bella acidità e alle intense note fruttate. Vinificazione e affinamento avvengono in acciaio e vetrocemento.

Tullum Dop Pecorino biologico 2018
Ottenuto da uve di un vigneto di località Sabatiniello con terreno di medio impasto e leggermente calcareo. E’ un eccellente bianco affinato sui lieviti in vasche di cemento e acciaio e imbottigliato senza essere né filtrato né stabilizzato. 

Tullum Dop rosso riserva 2014
Montepulciano d’Abruzzo in purezza proveniente da un vigneto impiantato su terreno argilloso calcareo con presenza di scheletro, in località Colle di Tollo. La vinificazione è fatta in serbatoi di acciaio inox con macerazione delle bucce a temperatura controllata; un primo affinamento di 12 mesi in botti di rovere da 25 ettolitri, subito dopo in vasca di cemento per 18 mesi. Grande personalità, complessità olfattiva e note fruttate sostenute da eleganti sentori speziati sono le caratteristiche più evidenti di questo bel rosso. 

Spumante brut metodo classico Tullum dopo 2014
È fatto da uve Chardonnay coltivato in località Colle dei Campli, su terreno sciolto e lievemente calcareo. 6 mesi di permanenza sui lieviti in vasche di vetrocemento; rifermentazione in bottiglia dove viene affinato sui lieviti per oltre 30 mesi per questo elegante spumante che spicca per la sua raffinata eleganza.  

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