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Pubblicato in La degustazione il 26 Marzo2021
Albino Armani

Uno studio durato anni, una valutazione quasi quotidiana del clima, delle temperature, dei terreni.

Siamo a Sequals, provincia di Pordenone in Friuli Venezia Giulia. Una terra "difficile" da coltivare. Come spiega Albino Armani, presidente del consorzio Vini Doc delle Venezie e proprietario di una cantina che da queste parti ha una tenuta molto importante. Qui siamo nel cuore del Grave Friulano, attorniati dalle Alpi Carniche. Le escursioni termiche sono violentissime e l'aspetto di questi luoghi è molto particolare. Unico al mondo. Lo vediamo dalle fotografie che vengono fatte scorrere nel corso del webinar organizzato dallo stesso Armani in compagnia di Walter Filiputti che ha moderato l'incontro. Spiegare il Grave friulano è davvero complesso. Si tratta di un "puzzle" di terreni, come dice Filiputti, che cambiano costantemente, da metro a metro. Da queste parti, 60 milioni di anni fa, c'era un lago. Poi pian piano la zona si è riempita, lasciando sul terreno i sassi più grossi. Ma le esondazioni hanno contributo a rendere i terreni ricchi di argilla e misti. "Noi abbiamo sempre studiato questi luoghi - dice Armani - Perché il nostro obiettivo è sempre quello di adattare i vigneti ai singoli terreni. Noi siamo abituati a divesificare il lavoro in cantina a seconda di quello che portiamo dalla vigna. A Sequals questa cosa è amplificata".

(I vigneti di Sequals)

E' una viticultura molto affascinante, ma anche molto difficile. Ci sono troppe variabili da tenere in considerazione, dai terreni stessi fino alle concimazioni, passando per le precipitazioni che da queste parti sono molto abbondanti. E non manca il rischio di grandine. "Studiamo i terreni ormai da anni - dice Armani - Mi sento dire, essendo nato in un determinato contesto, che ormai capisco "a naso" cosa può venire fuori da un determinato vigneto. Si tratta di avere quella sensibilità enologica e culturale che dovrebbe essere alla base del nostro lavoro". A Sequals è stato davvero difficile trovare un terreno adatto al Sauvignon: "Ci abbiamo impiegato anni per individuare i cloni giusti - dice Armani - Poi ce l'abbiamo fatta. I nostri vigneti si trovano su terreni molto magri e hanno una resa bassissima. La stessa cosa abbiamo fatto con il friulano". Poi si parla di rossi: "Tanti gli errori che abbiamo fatto - dice Armani - Ma io sono testone e credo nel Pinot Nero. Il segreto? Ammettere i limiti del territorio e fare tanto studio. Bisognerebbe imparare a non pretendere quello che i territori non possono dare. Gli imprenditori, gli enologi stessi, ad un certo punto dovrebbe abbassare la testa e puntare solo su quello che una determinata zona può produrre, senza forzare la mano. L'imposizione delle mode e i vigneti non vanno molto d'accordo. Così come non ha senso produrre uve che non sono per nulla legate a quel territorio. L'idea è quella di accettare i limiti, ma farli diventare una risorsa". A seguire una degustazine di sei produzioni. Con una molto interessante: un campione di botte del Sauvignon che uscirà fra 18 mesi.

Pinot Grigio Friuli Grave Doc 2019
Pinot Grigio in purezza, un vino che ha carattere e grande verticalità. Minerale e sapido, profumi intensi di pera, mela, mandorle. In bocca è fresco, salino. Molto lungo.

Friulano Friuli Grave Doc 2019
Friulano in purezza. Non fa legno. Al naso si percepisce già la freschezza, con un bouquet elegante di fiori e pesca. In bocca molto minerale

Sauvignon Friuli Grave Doc 2019
Sauvigno blanc 100 per cento. Molto elegante al naso, mostra la sua "giovane età", anche se con un timbro non violento. Magnolia, note dolci e pompelmo al naso. In bocca equilibrato, ritornano le note aromatiche proposte al naso.

Sauvignon Friuli Grave Doc 2020 (Campione di botte)
Un blend di tre diversi modi di affinare il Sauvignon finirà in bottiglia. Nel campione inviato da Armani, l'assemblaggio è stato già fatto con un 60 per cento affinato in acciaio, 30/35 per cento affinato in botte grande da 25 ettolitri di secondo passaggio e la rimanente parte affinata in barrique nuove. Troppo presto per esprimere giudizi. Un vino che evolverà e che sarà disponibile sul mercato tra 18 mesi.

Ribolla Gialla Vsq Brut Metodo Classico
Perlage fine e persistente, molto minerale al naso con note floreali e agrumate. In bocca fresco e sapido. Abbastanza lungo.

Prosecco Rosé Doc extra dry millesimato
Blend di Glera e Pinot Nero. Al naso risaltano le note classiche della Glera e le spezie del Pinot Nero. Perlage fine, in bocca interessante. Molto persistente.

G.V.

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