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Pubblicato in La degustazione il 09 Agosto2021
Carla Maugeri e Giuseppe Raciti

di Alessia Zuppelli

In scena ai piedi dell'Etna “Tutti Brut”, l’evento ormai giunto alla terza edizione che si è tenuto a Riposto, nel boutique hotel Zash, con tanto di ristorante una stella Michelin del talentuoso Giuseppe Raciti.

Appuntamento in una sera di mezz’estate fra i vibranti Spumanti dell’Etna e le proposte finger food dell’Executive Chef Raciti, per un connubio di sapori e rivisitazioni tessuto di “sicilitudine” e carattere vulcanico. "Un evento fortemente voluto a cui l’head sommelier Daniele Forzisi ha sempre tenuto particolarmente - dice Carla Maugeri, manager della struttura - e che quest’anno si è arricchito della presenza degli spumanti rosé". Un successo che registra un crescendo di interesse di pubblico, addetti ai lavori, appassionati e semplici curiosi.

Testimonianza di come le bollicine celebrino la piacevolezza della condivisione, come spiega Forzisi: “Tutti Brut nasce proprio dalla voglia di fare festa intorno a tutto ciò che ci circonda. In primo luogo il vino, il vulcano in vista, i produttori e gli ospiti. Il tutto immaginato come un momento brioso e spensierato dove bere bene non solo si traduce in gioia e svago, ma anche in attimi di confronto e conoscenza. Le bollicine sono inoltre il vino che più richiamano una festa o un ricordo di piacevolezza, così ho pensato a questo format provando a mantenere l’eleganza di Zash e del suo stile in modo soave".

L’atmosfera, esaltata dalla cornice naturalistico-architettonica di Zash, è stata in perfetta sintonia con un impeccabile servizio di sala guidato dal maitre Piero Pappalardo Gangemi. Il tutto accompagnato da musica dal vivo e spettacolo in piscina. Fra le diverse portate finger non poteva mancare una delle proposte più apprezzate negli anni dello Chef Raciti, l’iris salata. Con porcini, vastedda del Belice e guanciale è stato l’assaggio imperdibile della serata. La degustazione degli spumanti si è snodata fra già note certezze e qualche novità. Ecco i nostri assaggi.

Lo Spumante Etna Doc Cottanera, Brut Metodo Classico Brut Millesimato 2014, sboccatura 2019 è stato il sorso più entusiasmante. L’azienda, fra le pioneristiche nel panorama della viticoltura etnea non ha bisogno di presentazioni, se non un plauso per questa etichetta. Perlage fine, ricco e complesso al naso, agrumi e leggerissime note di pasticceria, fiori bianchi e sbuffi iodati, rivela tutta la sua espressività al palato. Pieno e particolarmente sapido e persistente chiude con un finale delicatamente tostato. Eccellente espressione.

Gli spumanti Etna Doc Nuzzella, piccola azienda a conduzione biologica a Piedimonte Etneo, entrano con eleganza e in punta di piedi nel panorama della spumantistica del Vulcano. Il Blanc de Noir annata 2018 sboccatura 2021 rivela, seppur giovane, particolare finezza gusto olfattiva. Imperdibile il Blanc de Noir 36 mesi annata 2016, sboccatura 2020. Fresco e di gradevole sapidità gioca su un susseguirsi di richiami floreali e agrumi.

Assoluta rivelazione fra etichette altisonanti e spumanti più strutturati è lo spumante metodo Charmat Extra Brut Duca Nero 2019 prodotto con uve Pinot Nero coltivate sull’Etna da Duca di Salaparuta. Il nobile vitigno si esprime con tutte le caratteristiche del terroir vulcanico coniugando elegante e piacevole sapidità. Struttura gradevole, sorso piacevolmente vibrante. Una bollicina immancabile a bordo piscina.
Chi in questi anni è riuscito con pazienza ad affermarsi è sicuramente Destro Vini con la linea di spumanti metodo classico “Saxanigra”. In degustazione il brut millesimato 2014 schiude notevole complessità. Un blanc de noir ricco e fragrante, complice la lunga sosta sui lieviti, dove si intrecciano sentori floreali, sfumature tostate, e frutta secca. Scia minerale e sapida piacevolmente lunga e persistente. Non da meno, per qualità e piacevolezza, il millesimato brut rosé 2015.
Fra i grandi classici ai piedi del Vulcano presente Mon Pit Brut Blanc de Blancs di Cantine Russo, blend di Carricante e Catarratto, annata 2016, sboccatura 2021. I sessanta mesi di sosta sui lieviti evidenziano il particolare potenziale evolutivo dei vitigni a bacca bianca etnei, anche vinificati in spumante. Intenso al naso e di gradevole beva mostra una spalla acida che regge un sorso pieno e piacevolmente lungo.
Non si può parlare di Spumanti dell’Etna se non si menziona Murgo. La prima azienda che scommise già sulle bollicine più di trent’anni fa. In degustazione il Brut e il Brut Rosé, entrambi annata 2018 sboccatura 2021 confermano la maestria dell’azienda nella produzione di due prodotti che, con sfumature diverse, dal floreale ai piccoli frutti rossi, rispettivamente per il Brut e il Brut rosé, consegnano tutta la sobria vivacità del territorio vulcanico anche in gioventù.

Sfumature rosé anche in casa Benanti con Lamoremio Brut rosato 2017 sboccatura 2019, proveniente da Nerello Mascalese coltivato alle pendici sud del Vulcano. Profumi delicati al naso sono accompagnati in bocca da buona freschezza. Della stessa annata e sboccatura Noblesse Brut Carricante che offre sfumature più acide, tipiche del vitigno, in armonia con i sentori di zagara.
Sul versante sud da qualche anno Tenute Nicosia ha dedicato una linea a sé stante alle bollicine, gli spumanti “Sosta tre santi”. Un lavoro in crescita in termini qualitativi, sia per il Carricante che per il Nerello Mascalese, in assaggio entrambi millesimati rispettivamente 2018 e 2017. Freschezza per il primo, particolare fragranza per il secondo. Il percorso intrapreso dalla famiglia Nicosia con l’enologa Maria Carella, in tal senso, va nella giusta direzione.
Fra i più “vintage” in degustazione Apum 48 mesi Brut Millesimato 2012 di Cantine di Nessuno. Riflessi dorati e sensazioni gusto olfattive che mostrano un notevole invecchiamento. Fiocco rosa anche per Seby Costanzo che ha colto l’occasione per presentare il raffinato e piacevole Apum brut rosé Millesimato 2018, delicato e di scorrevole beva. Da riservare per il futuro.

Caterina di Plachi Brut Rosato Metodo Classico di Tenute Mannino di Plachi annata 2017, sboccatura 2020 è la nuova scommessa dell’azienda. Uno spumante rosato, tenute nel colore e nei sentori molto delicati. Piacevole al naso e al palato, fra qualche anno potrà raccontare di più.
Diversi i riconoscimenti negli anni per Terrazze dell’Etna, presente all’evento con la Cuvèe Brut 2016 da uve Chardonnay, 36 mesi. Uno spumante dal perlage fine e di piacevole e intensa degustazione. Sempre una certezza.
Briosi, di buona sapidità, e identitari si presentano gli spumanti metodo classico de La Gelsomina, ramo etneo di Tenute Orestiadi. Affinamento per il Blanc de Noir e il Rosé entrambi di almeno 30 mesi, sboccatura 2021. In particolar modo il Blanc de Noir, blend di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, che si fregia della denominazione Etna Doc, come da disciplinare, rivela un bouquet sottile ed elegante. Floreale e di buona sapidità, buono da degustare adesso e da leggere in prospettiva futura.
Da degustare in spensieratezza lo Spumante metodo classico da uve Carricante Planeta. In assaggio l’annata 2018. Scorrevole alla beva è sempre un prodotto che si distingue per particolare acidità.
Di recente ha fatto il suo ingresso nel mondo delle bollicine del Vulcano anche Palmento Costanzo, di cui ne abbiamo già parlato qui in anteprima nei mesi scorsi. 
Gaudensius è la linea di spumanti metodo classico dell’Etna realizzata da Firriato. Oltre il Blanc de Noir, anche la nota azienda siciliana ha voluto scommettere da quest’anno sul rosato. I prodotti, entrambi sans année, risultano essere un gradevole approccio a chi si affaccia da neofita alla degustazione delle bollicine del Vulcano.
In scena anche Tornatore con due proposte Metodo Charmat. Immediati, briosi, e di pronta beva gli spumanti della linea Valdemone con il Brut di Nerello Mascalese vinificato in bianco e il rosato extra dry. Entrambi gradevolmente profumati di buona e scorrevole beva.

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