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La degustazione

Dalle uve Albarossa si possono fare gandi vini: il tasting con Bonfante

02 Luglio 2021
Albarone_2011 Albarone_2011

Basta un dato per avere un’idea dell’impegno dei Bonfante nel mondo del vino: la collina dove li ha visto cresce ha preso il loro nome.

Con tutto ciò, pur rappresentando l’ottava generazione, Marco Bonfante la sua azienda l’ha creata nel 2007, insieme alla sorella Micaela. E, come tradizione di famiglia, hanno dato qualche idea al comparto vitivinicolo piemontese. E, cioè, l’impegno a fare conoscere il vitigno Albarossa che rischiava addirittura di sparire. Eppure, come ha dimostrato Marco, le uve Albarossa possono produrre grandi vini, basta avere le idee giuste di come trattare il vitigno e di cosa si vuole fare delle uve una volta arrivate in cantina. Il vitigno possiamo dire che è abbastanza giovane perché nasce nel 1938, per iniziativa di Giovanni Dalmasso, che unì geneticamente il Nebbiolo di Dronero detto Katus (fiore) e la Barbera (polline) per creare un nuovo vitigno, combinando le caratteristiche del Nebbiolo con la rusticità e la fertilità del Barbera. La diffusione del nuovo vitigno, però, risale ai primi anni del 2000, mentre la denominazione “Piemonte doc Albarossa” è del 2009, con Marco Bonfante fra i pionieri a proporre questo nuovo vino ottenuto da un vitigno che, come si deduce dal nome, rappresenta un chiaro tributo alla città di Alba e al colore del vino, sostituendo così il nome originale che è “Incrocio Dalmasso XV/31”.
L’orgoglio di Marco e, ovviamente della sorella Micaela, è quello di aver creato Albarone, prodotto da uve Albarossa in purezza. Si tratta di uve sottoposte ad una scrupolosa selezione in vigneto, a cui segue un processo di appassimento di una parte della produzione, integrata al momento della pigiatura con l’uva fresca rimasta a maturare sulla pianta, con l’obbiettivo di produrre un vino longevo, di grande struttura, con la possibilità di proporre sensazioni e aromi nuovi – senza sottovalutare le emozioni – nel panorama vitivinicolo piemontese. Un sogno che Marco ha cominciato ad accarezzare nel 2007 e che oggi si è ormai concretizzato con Albarone che è diventato il fiore all’occhiello della sua cantina. Senza dimenticare che Bricco Bonfante (il nome del colle di Nizza Monferrato dove è cresciuta la famiglia Bonfante) – dice Marco – è il nome del nostro cru più importante di Barbera che dal 2012 ha acquisito la denominazione “Nizza docg”

Alla degustazione organizzata a Milano, Marco Bonfante ha voluto dare una dimostrazione di come si possono produrre vini che, dice “rispecchiano il nostro gusto. Così i vini bianchi sono secchi, fruttati, minerali ma senza affinamento in legno perché devono rispecchiare le caratteristiche del vitigno che cerchiamo di esaltare nelle selezioni. Le uve bianche più importanti sono Cortese, Arneis, Moscato e Sauvignon Blanc. I vini rossi sono secchi, fruttati, di grande struttura, ma soprattutto eleganti ed equilibrati. L’affinamento in legno deve essere complementare alla struttura del vino senza mai sovrastarla. Le uve rosse più importanti sono Nebbiolo, Barbera, Albarossa, Cabernet Sauvignon e Brachetto”. E aggiunge: “Pur non avendo la certificazione biologica, la passione per la terra ci impone lavorazioni a basso impatto ambientale, l’eliminazione di pesticidi e diserbanti nonché, per assicurarci l’alta qualità, bassa resa per ceppo, selezione delle uve prima e durante la raccolta, attenta e curata vinificazione, maniacale attenzione alla pulizia e sanità in cantina”. Ovviamente, per tutta la produzione Bonfante che comprende anche il Barolo Bussia. Tutto percepito dalla degustazione milanese che Bonfante ha proposto con piatti come battuta di fassona, risotto all’alberone, brasato di manzo e un dolce a base di cioccolato fondente. Cominciando, in modo informale, con un bel Gavi come benvenuto e concludere con una veloce degustazione di ottima Grappa. Al centro di tutto, però, 5 splendidi rossi di cui 4 ottenuti da uve Albarossa in purezza.

Albarone 2011 Piemonte Doc Albarossa

Albarossa in purezza per un vino che già stupisce per il suo colore violaceo intenso. A cui seguono profumi di ciliegia matura, prugna, frutti di bosco, spezie, con una nota balsamica. In bocca, poi, arriva un’ondata potente di vino molto caldo per la componente alcolica in perfetto equilibrio con quella acida, tannico ma morbido e una presenta una concentrazione di frutto eccezionale di mora e prugna matura. E’ un vino maestoso che può essere degustato anche dopo 25 anni dalla vendemmia. Noi l’abbiamo provato con il dessert a base di cioccolato fondente, è perfetto. Ma alternandolo anche che le altre proposte della cucina.

Albarone 2014 Piemonte Doc Albarossa

Colore rosso con intensi riflessi violacei. Avvolgenti, al naso, i profumi di ciliegia matura, prugna, frutti di bosco e spezie e la bella nota balsamica. In bocca esprime tutta la sua potenza per il tasso alcolico, per un eccellente tannino ancora vivo e la componente acida intensa e in perfetto equilibrio con tutta la struttura di un vino straordinario anche per la sua capacità di sopportare un lungo invecchiamento. Un grande rosso che si abbina perfettamente a piatti di carne molto strutturati come il guanciale con riduzione di vino rosso o lo stracotto di vitello.
Eccezionale l’abbinamento con pappardelle al sugo di cervo e castagne. Con l’affinamento
è molto interessante l’accostamento con i dessert. L’abbiamo trovato perfetto con il risotto all’Alberone.

Albarone 2015 Piemonte Doc Alberone

Vino di ottima struttura di colore violaceo intenso. Profumi fruttati con piacevoli nuance speziate e balsamiche e, in più, una piacevolissima nota agrumata. Gusto secco e caldo, con sentori quasi dolciastri che anticipano una bella nota di cioccolato fondente. E’, inoltre, polposo, tannico ma morbido e presenta una concentrazione di frutto eccezionale. È molto persistente, con una dolcezza che rivela un gusto di mora e prugna matura. Questo vino comincia ad esprimere la sua reale complessità proprio adesso che ha già 6 anni di affinamento e, continuerà ad essere così buono per almeno 2-3 decenni. Perfetto con piatti di carne molto strutturati come lo stracotto di vitello.

Albarone 2016 Piemonte Doc Albarossa
Una vera e propria bomba di piacere alla degustazione milanese questo Alberone che ha praticamente surclassato le già straordinarie vendemmie 2015 e 2014. Tant’è vero che al naso offre uno spettacolo di profumi fruttati sostenuti da belle note speziate e balsamiche. La sua potenza in bocca si esprime con i tannini morbidi, l’eccezionale concentrazione fruttata, la persistenza delle note dolci di mora e prugna maturi. Ci è sembrato ancora molto giovane, visto che può invecchiare per almeno per 25-30 anni. Gli abbinamenti giusti sono quelli già citati per i vini dei millesimi 2011, 2014 e 2015.

Duedidue 2016 Monferrato Doc rosso

E’ un vino nato per sottolineare la perfetta intesa che c’è tra Marco e Micaela e, così, hanno pensato di unire due vitigni, Barbera (35%) e Cabernet Sauvignon (50%), per produrre un altro cru della cantina. Questo nome racchiude la diversità dei due uvaggi che si completano a vicenda, esaltando le caratteristiche di uno e dell’altro, con Albarossa a fare la figura del terzo incomodo (o dell’arbitro?) con il suo 15%. Le uve sono vinificate separatamente, come pure separatamente sono stati affinati in barriques di legno francese dai 12 ai 15 mesi. Dopo l’assemblaggio, il vino imbottigliato viene lasciato affinare in bottiglia per un anno. Nel bicchiere il Duedidue si presenta di colore rosso porpora intenso. Al naso ha intensi profumi speziati, di frutti rossi e peperone che ben si sposano con un delicato sentore di vaniglia dovuto all’affinamento in barrique. Al palato è strutturato, avvolgente, con una buona nota tannica data dal Cabernet e dall’Albarossa. L’ottimo equilibrio tra acidità, corpo e alcol fa del Duedidue un vino che può essere conservato per oltre 15 anni.

Michele Pizzillo

Marco Bonfante
Strada Vaglio Serra, 72 – Nizza Monferrato (AT)
T. 0123-456787
www.marcobonfante.com
info@marcobonfante.com