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Pubblicato in La degustazione il 18 Aprile2013

Un assaggio in anteprima durante i giorni del Vinitaly.

Un esperimento che riguarda i vini senza solfiti. È il nuovo progetto in cui è coinvolto l'enologo Riccardo Cotarella, oltre ad altri produttori e personalità del mondo del vino. Ventiquattro le aziende che vi  hanno aderito, tra cui Falesco e Colpetrone che  parallelamente alle produzioni con un utilizzo minimo di solforosa, hanno voluto testare un nuovo modo di vinificare.  Due le annate prese a campione, 2011 e 2012. E varie le tipologie. Dal Sagrantino al Sangiovese, dal Negroamaro al Petit Verdot.

Un lavoro delicato che parte in primis dalla vigna e dal volere ottenere le uve "perfette".  Dalla vigna alla cantina è la prima vinificazione a fare la differenza in quanto comporta un abbassamento repentino della temperatura da +30 gradi a – 30 gradi e un conseguente utilizzo di lieviti per abbattere la flora. In questo modo le caratteristiche del vino rimangono intatte. Nel  nostro "blind tasting", infatti, la differenza tra  i vini senza solfiti e i vini con pochi solfiti è già evidente dalle note olfattive, che poi si ripropongono  anche al palato.  I vini risultano strutturati,  ma allo stesso tempo molto più immediati, e caratterizzati da una facile beva. In particolare, nei vini rossi in genere molto tannici, come ad esempio il Sagrantino,  il non utilizzo della solforosa rende i tannini meno spigolosi e più morbidi. Anche i vini bianchi sono caratterizzati da una leggerezza costante e da aromi primari subito riconoscibili.  Insomma un progetto davvero interessante che verrà presentato ufficialmente nei prossimi mesi. 

Maria Antonietta Pioppo

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