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Pubblicato in La degustazione il 09 Marzo2022
I vigneti Klipfel

di Marco Sciarrini

Di territori che emanano fascino solo a nominarli non ce ne sono tanti, Uno di questi è sicuramente l’Alsazia.

L’occasione di parlarne è stata il Digital tasting “L’Alsazia di Famille Helfrich tra uomini, terroir e passione”. Un incontro, seppur virtuale, per mettere a confronto tre etichette di vari territori per scoprire l’anima di questa regione. L’appuntamento ha visto la partecipazione di Romina Romano country manager Italia di Famille Helfrich e dell’enologo Nicolas Haeffelin. La Famille Helfrich inizia la sua storia nel 1979, ed oggi possiede Domaine di proprietà nei territori più vocati per la produzione di vini fermi e Crémant, dalla Valle della Loira a Bordeaux, e dal Languedoc – Roussillon, Provenza e Valle del Rodano, fino in Borgogna nonché in Jura. Nota per i suoi vini bianchi, l’Alsazia è fra le regioni vinicole più settentrionali della Francia, si trova a circa 500 chilometri a est di Parigi, e i vigneti si estendono per una lunghezza di circa 120 chilometri tra il Reno e il massiccio dei Vosgi, che riparano le vigne dai venti gelidi, una terra di confine con la Germania. Rispetto ad altre zone della sua stessa latitudine, il clima è piuttosto caldo e secco e le piogge sono meno frequenti. Situati ad un'altitudine compresa fra i 170 e i 420 metri, i vigneti godono di un microclima ideale per la coltivazione oltre che del Riesling di altre fra le varietà più aromatiche al mondo come Gewürztraminer e Moscato Bianco.

(Il collegamento)

Il vigneto alsaziano è caratterizzato da colline di un’altezza media tra i 200 e i 400 metri e sono 15.500 gli ettari vitati che compongono l’Aoc. La composizione dei suoi terreni è molto diversificata, include sedimenti granitici, sabbiosi, scistosi, vulcanici, argillosi, marnosi e calcarei. La pianura ai piedi delle vette dei Vosgi è invece di origine alluvionale, molto fertile e poco adatta alla coltivazione della vite. Nei suoli ricchi di argilla e marna, i vini tendono generalmente ad avere una struttura maggiore, mentre in quelli calcarei e sabbiosi si ottengono vini più delicati ed eleganti. Nei suoli scistosi e ricchi di ardesia, i vini, ed in particolare i Riesling, tendono ad avere un carattere più minerale. Il territorio del Riesling di Alsazia, storicamente sempre conteso da Francia e Germania, ha combattuto anche un’altra disputa su quale fosse il migliore tra i due, vista la comune cultura nella produzione di Riesling di alto livello e la vicinanza tra le due aree. Spesso si dice che in Alsazia si producono vini tedeschi in stile francese, anche per una diversa vinificazione più “secca”. A sfatare questa teoria e a parlare di filosofie enologiche diverse è Romina Romano: "In Alsazia, contrariamente a quanto accade in Germania, lo zucchero dell'uva è completamente trasformato in alcol, producendo quindi vini secchi e più corposi rispetto a quelli tedeschi". Se c’è un fil rouge che unisce Francia e Germania nella produzione di Riesling è per Romina "la scelta di non utilizzare botti, se non raramente, e di evitare la fermentazione malolattica con lo scopo di preservare il carattere di ogni varietà". Il nobile vitigno Riesling rappresenta da sempre una delle sfide che più appassionano Famille Helfrich, una realtà internazionale che mantiene salda la sua dimensione familiare, con la presenza attiva di Frédric e Anne-Laure, i figli di Joseph Helfrich. Tra le realtà guidate dalla famiglia alsaziana in terra natia vi sono tre interpreti della viticoltura di qualità capaci di esprimere altrettanti Riesling di grande carattere e non solo: André Lorentz, Domaine Viticole de la Ville de Colmar e Klipfel. Questa la degustazione:

Klipfel Riesling Alsace Aop 2020

Con l’acquisizione delle vigne del prestigioso Clos Zisser, Martin Klipfel crea la sua proprietà nel 1824 a Barr. Suo figlio Eugène è un vero pioniere nella viticultura alsaziana, precursore nel 1921 nella produzione delle Vendanges Tardives e Sélections de Grains Nobles, 60 anni prima dell’ufficializzazione della menzione. Louis contribuirà allo sviluppo del Domaine e all’immagine della Maison, il tutto associato alla presidenza di associazioni e comitati vinicoli. L’unione della figlia Andrée Klipfel a André Lorentz, membro dell’Accademia del Vino di Francia, contribuisce ad accrescere il prestigio commerciale dell’azienda in Francia e all’estero. Fino al 2016 la Maison è stata condotta da Jean-Louis Lorentz-Klipfel, accompagnato dalle sue tre figlie Anne-Sophie, Marie e Amélie. A guidare Klipfel, con i suoi 40 ettari di vigneti, è oggi un'altra famiglia del mondo del vino, quella di Joseph Helfrich. La tenuta si estende dal Basso Reno all'Alto Reno, tra i Vosgi e la “Plaine d'Alsace”, da Marlenheim a nord a Thann a sud. La diversità dei suoli rispetta a pieno la conformazione dei terreni della regione. 100% Riesling, nasce a Barr ai piedi dei Vosgi, in uno dei vigneti più a nord della Francia, in Alsazia. Un vino che incarna il mosaico di suoli di questo territorio, di colore giallo paglierino con riflessi dorati, al naso è fresco, fruttato con note agrumate, e sensazioni minerali, di idrocarburo e pietra focaia. Al palato è fresco sulle note fruttate olfattive con una spiccata mineralità, che si protrae in un lungo finale.

Ville de Colmar Alsace Riesling Aop 2020

Domaine Viticole de la Ville de Colmar è stata fondata nel 1895 dal famoso ampelografo Chrétien Oberlin, il Domaine Viticole de la Ville de Colmar nel cuore dell’Alsazia. Oberlin fondò l'Institut Oberlin nel 1895 e dedicò tutta la sua vita alla scoperta di trattamenti contro la fillossera, che in quegli anni stava devastando i vigneti in Europa, ma fu anche pioniere della clonazione e sviluppò un vitigno a bacca rossa che porta il suo nome, "Oberlin", ed è tutt’ora coltivato. Alla sua morte, il patrimonio di Oberlin (vigneto e case) fu donato al Comune di Colmar. Gustave Burger ne prese in mano le redini e, seguendo le orme di Oberlin, fondò l'Ava (Associazione Viticoltura Alsazia), che è ancora oggi l'organizzazione preposta alla promozione e allo sviluppo dei Vini Alsaziani. Il vigneto dell'istituto, Clos Saint Jacques, è stato ampliato negli anni '80 e il Domaine de La Ville de Colmar si estende attualmente su 28 ettari. Negli anni '70, il governo francese ha creato un "Istituto nazionale di ricerca per la viticoltura e la vinificazione" nella città di Colmar. L'istituto fu ribattezzato Domaine Viticole de la Ville de Colmar e divenne un'impresa commerciale. Jean-Rémy Haeffelin, la cui famiglia occupa di vinificazione dal 1560, fu nominato nuovo direttore e produsse la prima annata nel 1980. Il Domaine è stato acquisito da Famille Helfrich nel 2011 ma Jean-Rémy ha continuato a dirigere la tenuta con il figlio Nicolas, persona di fiducia di Joseph Helfrich e del suo gruppo. Oggi la vinificazione avviene nella modernissima cantina situata proprio dietro il palazzo dove Oberlin ha stabilito il suo istituto. Più dell'80% delle vigne sorgono su colline con esposizioni meridionali e sudorientali, dove si trova un mosaico di suoli e sottosuoli che differiscono da un luogo all'altro, granito, calcare, argilla e arenaria. La diversità dei suoli e delle esposizioni dona una complessità unica ai vini firmati Domaine Viticole de la Ville de Colmar. A dettare il carattere è anche l’età media dei vigneti, che è di 35 anni: tra i filari più vecchi vi sono proprio quelli di Riesling.
Riesling 100%. La produzione è in regime biologico e dal 2023 sarà certificato. Nasce dalle uve di vigneti situati su un suolo composito, argilloso e pietroso con esposizione a sud. Prima di essere imbottigliato trascorre un periodo di affinamento sulle fecce fini. Di colore giallo paglierino tenue con riflessi dorati, al naso un bouquet fruttato di pera, agrumi e fiori bianchi, biancospino, e ampie sensazioni di idrocarburo, al palato ha una freschezza dinamica, buon equilibrio, con un finale lungo e persistente sulle note olfattive. di tutte le sue componenti gustative.

André Lorentz Riesling Alsazia Aop 2020

I vini del Domaine André Lorentz sono l’omaggio a una storia d’amore, quella tra l’omonimo viticoltore alsaziano e la sua amata Andrée, erede dell’azienda Klipfel. Martin Klipfel creò la sua proprietà nel 1824 con l’acquisizione delle vigne del prestigioso Clos Zisser. Suo figlio Eugène è stato un vero e proprio pioniere nella viticultura alsaziana, precursore nel 1921 nella produzione delle Vendanges Tardives e Sélections de Grains Nobles, 60 anni prima dell’ufficializzazione della menzione. L’unione tra la figlia Andrée Klipfel e André Lorentz contribuì ad accrescere il prestigio della maison, membro dell'Académie du Vin de France, negli anni Cinquanta André Lorentz scelse di dedicarsi al dare un nuovo impulso alla tenuta Klipfel sviluppandone gli aspetti commerciali e incrementando il numero di iniziative per promuovere il vino d'Alsazia, dentro e fuori dai confini per la Francia. Trenta gli ettari di propietà, con viti di un’età media di 20 anni, a Barr, nel cuore dell'Alsazia. L’etichetta rappresenta la diversità dei terreni della proprietà, a Barr, con i diversi colori. 100% Riesling. Di colore giallo paglierino chiaro con riflessi dorati, al naso è fresco, fruttato, con note agrumate ed esotiche di ananas e pompelmo, e di fiori bianchi, accenni di idrocarburo, al palato sapidità ed acidità spiccate e molto verticali ma non muscolose, tornano le sensazioni fruttate e minerali.

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