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Pubblicato in La degustazione il 02 Gennaio2019

di Federico Latteri

Può un vino rappresentare la tenace volontà di un uomo di raccogliere gli elementi caratterizzanti di un territorio in un’annata e metterli in bottiglia per esprimere la propria concezione di quello che la terra riesce a regalarci? 

Abbiamo provato a trovare una risposta degustando due annate, la 2008 e la 2009, della Ribolla di Josko Gravner, grande vignaiolo friulano che nel corso degli anni ha cercato di comprendere sempre più a fondo la natura in tutti i suoi aspetti. Non ha mai fretta, né avverte la necessità di intervenire ad ogni costo, ma in maniera serena vuole capire di cosa il vigneto ha bisogno nei diversi momenti del suo ciclo vegetativo (ne parlavamo in questo articolo). Le uve, cento per cento Ribolla Gialla, provengono dai vigneti della zona di Oslavia, piccola frazione di Gorizia vicinissima al confine con la Slovenia. La vinificazione viene fatta in anfore di terracotta georgiane interrate, senza controllo della temperatura con lieviti indigeni e una lunga macerazione sulle bucce. Alle fasi di svinatura e torchiatura fa seguito un periodo di almeno 5 mesi di permanenza in anfora dopo il quale inizia la maturazione in grandi botti di rovere che durerà 6 anni. Prima dell’imbottigliamento non vengono fatte né chiarifiche, né filtrazioni. Il vino che si ottiene ha un colore giallo aranciato con riflessi ambrati, è un orange wine, ma a noi piace chiamarlo semplicemente “il bianco macerato di Josko”.

2008 e 2009 sono due annate diverse, ma non diametralmente opposte con la seconda più asciutta e la raccolta in entrambe di una parte delle uve botritizzate. I due vini sono nei calici ad una temperatura di circa 16 gradi, secondo noi perfetta per apprezzare al meglio questa tipologia. Iniziamo ad annusare il calice con la Ribolla 2009 e subito si apre davanti a noi un mondo: complessità, eleganza e intensità che si concretizzano in profumi di frutta a polpa gialla disidratata, corteccia e soprattutto erbe aromatiche come salvia e origano. E’ presente una piacevole traccia balsamica che ricorda l’eucaliptus.

La 2008 ha un’impronta olfattiva simile, ma riscontriamo toni più maturi e la prevalenza di note resinose e mielate. Inoltre, pur avendo un ampio ventaglio di aromi, appare più compressa e meno variegata della 2009. Il palato è ricco di energia e consistente in entrambi i casi con una lieve tannicità che entra a far parte di un gioco di sensazioni in cui freschezza, sapidità e trama gustativa sembrano rincorrersi in un sorso lunghissimo di notevole bevibilità. Pur avendo una certa struttura non stancano mai, è proprio questa la loro forza. La 2008 ci regala una sensazione leggermente più calda, mentre la 2009 è un po’ più articolata, dinamica e varia. Evolveranno per anni, quindi speriamo di poter ripetere quest’esperienza in futuro per scoprire le sorprese che ci riserveranno. A questo punto si dovrebbe parlare di abbinamenti, ma l’unica cosa che vi possiamo dire è che noi abbiamo bevuto la Ribolla con tutto quello che avevamo. Una degustazione interessante ed emozionante. Due vini diversi con un’anima comune, frutto di un grande terroir e della sensibilità di Josko Gravner. Si trovano nelle migliori enoteche e il prezzo parte da 40 euro.

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