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La degustazione

La viticoltura eroica della Liguria e l’Albarola: “Per troppo tempo un vitigno trascurato”

25 Novembre 2015
Dario_Bosoni Dario_Bosoni


(Dario Bosoni)

di Michele Pizzillo

Dire che è un esempio di viticoltura eroica quando si parla di vigne ligure, non si sbaglia mai. Perché la conformazione del terreno non permette di avere vigne di grande estensione e comode da lavorare; per cui, la scelta manuale è obbligatoria. 

“Per noi va bene così – dice Diego Bosoni, quarta generazione di viticoltori nei Colli di Luni, in provincia di La Spezia – perché possiamo privilegiare la tradizione e lavorare la vigna con rispetto per la natura, tant’è vero che abbiamo scelto di eliminare diserbanti a favore di concimi naturali. Non siamo un’azienda biologica, ma le pratiche agricole che abbiamo scelto di seguire sono proprio quelle delle colture biologiche e della biodiversità che ci permettono di salvaguardare il territorio”.

A queste scelte della famigli Bosoni vanno aggiunte la conformità del terreno, “il microclima fantastico con le Alpi Apuane che proteggono le vigne da venti freddi del Nord, il mare che regala una buona ventilazione e una notevole escursione termica, ottima per la qualità e i caratteri dei vini”, aggiunge Bosoni che nella fornitissima enoteca “Duomo 21”, che fa parte del gruppo TownHouse Hotels, ha presentato quattro dei vini prodotti dall’azienda di famiglia. Partendo da una scoperta recente, il vitigno autoctono Albarola forse per lungo tempo trascurato e impropriamente ritenuto non adatto a produrre un ottimo vino. Tant’è vero che i contadini associavano quest’uva alle altre varietà al momento della trasformazione in vino. Invece Albarola Colli di Luni Doc 2014 di Cantine Lunae è un vino complesso, intenso, con sentori di fiori di campo, macchia mediterranea e agrumi. Mentre il gusto è ampio e di grande freschezza. Invece Etichetta Nera Colli di Luni Doc 2014, è fatto con Vermentino in purezza selezionato in vigneti storici delle colline attorno a Castelnuovo Magra e Ortonovo, nella Liguria che confina con la Toscana. Nell’Etichetta Nera il Vermentino si presenta ricco di complessità, con una struttura che assicura longevità ad un vino dove i tradizionali caratteri del Vermentino si arricchiscono di sentori e profumi che richiamano la macchia mediterranea e la frutta matura.


(Filippo Motta)

Alla degustazione organizzata dall’enoteca “Duomo 21” situata al secondo piano di un palazzo storico che si affaccia sulla piazza del magnifico Duomo di Milano e che custodisce oltre 7.000 bottiglie, Bosoni ha proposto anche due rossi, Niccolò V Colli di Luni doc 2011 e Horae Liguria di Levante Igt 2011. Del primo vino, dedicato al sarzanese Tommaso Parentucelli eletto Papa con il nome di Niccolò V nel 1447, sono state prodotte 26.100 bottiglie ed è un uvaggio di Sangiovese (70%) e il restante 30% di Merlot e Pollera Nera. Un vino speziato con una composta di prugne, ciliegie, eucalipto e tannini morbidi e levigati sostenuti da una gradevole componente sapida. Mentre Horae è un vino ottenuto da uve Massareta, Merlot e Pollera Nera raccolte in un piccolo vigneto situato ai piedi delle colline di Ortonuovo che si presenta con la morbidezza del Merlot che si fonde con la complessità della Pollera Nera e la profondità della Massareta, vitigni autoctoni riscoperti da Paolo Bosoni. E, quindi, si presenta in bocca ampio e intenso con una grande mineralità e tannini morbidi.

Gli ettari vitati delle Cantine Lunae sono 50 di proprietà della famiglia Bosoni (tante piccole vigne di uno o al massimo un ettaro e mezzo) e 30 ettari distribuiti fra oltre cento vignaioli che hanno accettato di bandire in maniera assoluta diserbanti a favore della concimazione organica, la lotta integrata e di raccogliere le uve in cassette, ha sottolineato Bosoni nel corso della degustazione milanese. Aggiungendo che i vignaioli sono affiancati dallo staff tecnico dell’azienda in modo da rivalutare aree vitate particolarmente vocate e, nello stesso tempo, riscoprire vitigni autoctoni dalle grandi potenzialità come Albarola, Massareta, Pollera Nera. Tant’è vero che tre ettari sono destinati a vigneto sperimentale per studiare e sviluppare le caratteristiche dei vitigni tradizionali liguri in collaborazione con la Regione e il Centro nazionale di ricerche di Torino.


(L'enoteca Duomo 21)

La finalità di questa degustazione?
Risponde Filippo Motta, food&beverage manager di TownHouse Hotels: “Valutare i vini che poi inseriamo nella carte dei ristoranti del gruppo. Una valutazione che facciamo volentieri insieme agli esperti e agli appassionati che partecipano alle numerose degustazioni che organizzazione nella nostra suggestiva enoteca”, con i vini accompagnati, secondo i casi, o da una selezione di formaggi e salumi oppure o dai piatti preparati da Alberto Citterio, chef executive del lussuoso TownHouse Duomo, che con sapienza miscela le migliori tradizioni culinarie italiane.