Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
La degustazione

Roma da bere: al Palazzo dei Congressi tutto esaurito per il primo evento sul beverage

27 Settembre 2019
IMG_20190923_160811 IMG_20190923_160811

di Marco Sciarrini, Roma

Si è celebrata a Roma la prima edizione del Roma Bar Show al Palazzo dei Congressi dell’Eur. 

Primo appuntamento che ha conclamato Roma come la Capitale del bere bene con il più grande evento nazionale dedicato al beverage, evento del beverage e della mixology Industry ideato e organizzata da Ribs, Andrea Fofi, Fabio Bacchi, Leonardo Leuci, The Jerry Thomas Project e Giuseppe Gallo. I numeri della manifestazione sono impressionanti: quasi diecimila presenze, 28 tasting room, 8 Academy Lab, 10 seminari, il più grande seminario Mixology con Marian Beke mai fatto con oltre 800 partecipanti in un unico auditorium, 15 tonnellate di ghiaccio distribuito,14mila bottiglie di acqua distribuite, 185 stand, circa 8mila metri quadrati coperti tra piazzale, piano primo e secondo più la terrazza,  3 Finali Italiani (Patron e Montenegro e Bar Black Game di Fernet Branca, arrivo della gara ciclistica La Classica by Martini, il primo technical lab di Buchi al mondo per Barman.

Diverse le Masterclass, conferenze, eventi fuori salone, gli stand delle aziende del settore, liquori, vini, spiriti, birra, distillati, i migliori bartender  lo street food, e al nuovo trend del momento, il food pairing, ovvero il sapiente e ricercato abbinamento tra food e drink, ed anche al caffè. Tra le masterclass fari puntati sulle eccellenze italiane, dal Vermouth di Torino Superiore Gamondi al metodo Vecchia Romagna e la Riserva Tre Botti, dai rosoli di Giardini D’Amore all'Anice Secco Varnelli. Non poteva mancare l’omaggio per il centenario del Negroni, nelle interpretazioni dei migliori bartender italiani, un seminario sulla spirit culture messicana con Roberto Artusio e due icone dei distillati d’agave Hipocrates Nolasco Cancino e Ulises Torrentera. Jim Meehan ha presentato il suo Manuale del Bartender, Alex Frezza la storia e segreti del liquore Strega. Patrick Pistolesi, Remy Savage (miglior bartender europeo nel 2018), Jared Brown con una lezione sul gin, Simone Caporale miglior barman del mondo per molte edizioni,  Antonio Parlapiano, Filippo Sisti, Flavio Angiolillo, Cristian Bugiada, Riccardo Rossi, Tony Pescatori, Pietro Collina, Davide Segat, Daniele Liberati. 

“Il progetto Roma Bar Show – spiegano gli organizzatori – nasce dall'esigenza del trade, delle aziende e degli addetti ai lavori, di ritrovarsi e confrontarsi in un evento italiano di profilo internazionale con lo scopo di elevare le attività della spirit industry e della mixology in Italia. Fin da questa prima edizione, la manifestazione ha l’obiettivo di divenire la fiera leader in Italia dedicata al mondo del bar, del beverage e dell’accoglienza”.

Tra i molti stand abbiamo apprezzato:


(L'amaro Venti)

Per il gruppo Rinaldi 1957: l’Amaro Venti. Amaro con solo botaniche raccolte in Italia. Venti ingredienti botanici, una per regione, scelte dalla famiglia Rivolta per raccontare una storia tutta Italiana: Campania–Limoni; Sicilia–Arance; Sardegna–Mirto; Abruzzo–Genziana; Veneto–Achillea; Liguria–Foglie di Ulivo; Basilicata–Basilico; Piemonte–Taraceto; etc. Un’interpretazione moderna dei classici amari, creato seguendo i metodi liquoristici tradizionali. Venti nasce da una profonda conoscenza delle botaniche che lo compongono e delle loro proprietà aromatiche. Infatti, primo passaggio fondamentale è la corretta lavorazione, tritatura e assemblaggio delle erbe. A seguire avviene una macerazione a freddo, per circa un mese, in soluzione idroalcolica, dopo una prima filtrazione vengono aggiunti zucchero e acqua per portare il liquido alla gradazione desiderata, segue quindi un periodo di riposo in bottiglia per permettere l’unione degli aromi e il raggiungimento del profilo di gusto definitivo. La rosa dei venti esprime il viaggio aromatico attraverso l’Italia. Un racconto che unisce il nostro Paese da sud a nord; partendo dal mare e arrivando ai monti.

Whisky Laphroaig 10 Years Old Single Malt . Distillato nello stesso modo da quasi 75 anni. Il malto d'orzo viene essiccato su un fuoco di torba, torba che proviene esclusivamente dall'isola di Islay e che conferisce al Laphroaig il suo particolare sapore. Il risultato è un whisky corposo dal gusto affumicato e una dolcezza sorprendente. Colore  oro scintillante con note di torba fumosa con iodio e varie sfumature speziate  e vaniglia dolce con sentori di liquirizia, in bocca corposo e dolce con note salate e torbate, vaniglia, rovere e spezie. Finale lungo, asciutto e persistente con note catramose e di iodio. Da oltre 200 anni la Laphroaig produce whisky e questo 10 anni è il loro marchio di fabbrica. 


(Limonio)

Limonio, azienda con sede a Partinico in provincia di Palermo. Un percorso che, coi frutti coltivati direttamente in azienda, numerosi i prodotti di qualità su cui spicca l’Amaro realizzato tramite l’infusione in alcol di bucce di arance amare, erbe e radici, servito freddo a una temperatura che oscilli tra i -5 e i -8 gradi, gradazione 32%. Gli Ingredienti sono infuso di erbe e radici di macchia mediterranea e alcool proveniente dalla distillazione di uve da vino siciliano, zucchero e acqua. Di colore bruno mielato, con sentori di macchia mediterranea e terra bagnata, buona la persistenza, risulta morbido e armonico al palato.


(Gianfranco Spada del Vermouth del Professore)

Vermouth del Professore distillato dalla Distilleria Quaglia. Un vermouth autentico, prodotto in maniera tradizionale e che rappresenta lo stile in voga fin dalla fine del 1700 primi 1800, con materie prime naturali di assoluta qualità. Classico, Rosso Chinato, e soprattutto il Vermouth di Torino Superiore limited edition, il Barolo 2013 “Vigneto Cerretta” di Ettore Germano è alla base del Vermouth Superiore Del Professore. La struttura e la finezza dei profumi e l’impronta elegante dei suoi tannini si arricchiscono della complessità delle spezie, attraverso lavorazioni artigianali. Le principali botaniche Assenzio, Rabarbaro, Vaniglia, China, chiodi di garofano.


(Katia Consentino ed Emanuela Russo di Giardini d'amore)

Giardini d’Amore Liquori,  piccolo laboratorio artigianale di Roccalumera, a pochi chilometri da Taormina (ME), La storia di questo progetto nasce nel 2011 quando si presenta la possibilità di rilevare un vecchio opificio di un anziano artigiano locale, imparando da lui tecniche e ricette.E' un brand di liquori artigianali di alta gamma realizzati da tre giovani imprenditori siciliani che sono riusciti a imbottigliare gli intensi colori e profumi del Mediterraneo. Un tributo alla tradizione italiana dei liquori reinterpretata con un gusto moderno con un’attenzione alla qualità, alla naturalezza e all’eccellenza delle materie prime in buona parte di produzione propria. In particolare è stata presentata la nuova creazione dell’Azienda Femmes un’essenza femminile estratta da un solo pregiato ingrediente, il più dolce degli agrumi, il Mandarino.