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Pubblicato in La degustazione il 30 Aprile2013

  

Riprendiamo i nostri brevi commenti ai vini degustati che, ripetiamo, non sono stati scelti secondo alcun criterio bensì in maniera del tutto casuale.

Valle dell'Acate di Acate
Zagra 2012 DOC Sicilia Grillo. Con un tal nome cosa si puà sentire se non zagara? Ma assieme ad altri fiori che si ritrovano al palato molto sapido e con buona acidità. Galante.
Cerasuolo DOCG 2010, Nero al 70% Frappato 30%, che fa acciaio, note di ciliegie sotto spirito e frutti rossi, un palato di bella freschezza e di signorile equilibrio. Classico.
 
Donnafugata di Marsala
Brut metodo classico Chardonnay 70% e Pinot Noir. 28 mesi sui lieviti ed un brut che sembra extra. Piacevole crosta di pane, fiori di campo e note erbacee. Fine perlage. In bocca fresco, buon corpo ed equilibrio acido-minerale. Invitante.
Mille e una notte 2008, DOP Contessa Entellina, Nero d'Avola 90% e il restante le migliori uve aziendali. Un classico d'eccellenza nell'annata che sta per uscire, ricco di confettura, frutti rossi, spezie, complesso e completo. In bocca ancora tannini dolci e un pizzico d'amaro. Raffinato.
 
Caruso e Minini di Marsala
Sachia 2011 Perricone , un solo acciaio che troverete in estate, signorile e delicato, intenso e fresco ed in bocca la stessa delicatezza ed eleganza, tannini presenti ma duttili. Diverso ed interessante.
 
COS di Vittoria
Frappato 2012, il colore è quello suo con sentori giovanili ed agrumati e la stessa giovinezza in bocca, quasi mostosa. Evidente ma piacevole l'acidità. Liceale.
Pithos rosso 2011 Nero d'Avola e Frappato per un Cerasuolo che non può e non vuole chiamarsi così. Quasi 8 mesi di macerazione ed affinamento in anfore di terracotta, che lo fanno respirare sommessamente. Olfatto di piccoli frutti, delicato, fresco, semplice ed affascinante. Bocca complessa, vegetale, tannica ed acida contemporaneamente. Antico.
 
Girolamo Russo di Castiglione di Sicilia
A' Rina 2011 Etna  rosso DOC, un blend di 3 vigne cha fa barriques usate per 1 anno. Un naso minerale, complesso e rotondo per un vino che arriva sulla lingua quasi dolce per poi scatenarsi con i tannini e l'acidità equilibrati ed un bel retrogusto fruttato. Ammiccante.
San Lorenzo 2011 Etna rosso DOC, una bottiglia presa direttamente dalla vasca, un cru con un naso più complesso e maturo del precedente, quasi stessa la bocca, ma tannini che si calmeranno ad ottobre. Aggressivo.
 
Palari di Messina
Rosso del Soprano 2010, Nerello mascalese e cappuccio e Nocera, dal naso pulito, ricco di piccoli frutti, complesso e fascinoso; una bocca di grande armonia, fresca e dal retrogusto impressionante. Signorile.
 
Feudo Principi di Butera di Butera
Riesi DOC 2011, Nero d'Avola 80% e Syrah in botte grande, profumi fruttati, di tabacco, di spezie; in bocca ricco di glicerina, strutturato, potente, armonico. Austero.
Symposio 2011, Cabernet 65% Merlot 30% e Petit Verdot 5% , vino che ancora deve vedere la nascita. Note vegetali, tante spezie, tabacco e ciliegie. Al palato robusto, avvincente ma con ancora qualche spigolo. Balsamico.
 
Tasca d'Almerita di Sclafani Bagni
Tascante 2009, Nerello mascalese che non può dirsi Etna solo perchè ancora non vinificato nel vulcano. Una seconda annata che fa botte per 18 mesi e ci senti fiori di campo, frutti rossi e tanta sciara. Un palato pieno, strutturato ma ancora ricco di tannini. Pensoso.
Sallier de La Tour La Monaca 2009 Syrah con 18 mesi di barriques miste. Naso particolare con note balsamiche, spezie, cioccolato e un fil di fumo; un palato maturo, equilibrato, piacevole. Intrigante.
 
Graci di Castiglione di Sicilia
Quota 600 Etna DOC 2011 di solo Mascalese. Naso pulito, di grande eleganza ed armonia, lo stesso che caratterizza il gusto con piena rispondenza. Accattivante.
Quota 1000 IGP 2010 sempre e solo Mascalese che troverete a settembre, 2 anni di botte ed un naso complesso ed elegante al contempo. Palato già armonico e strutturato. 
 
Feudo Disisa di Monreale
Grillo 2012, solo acciaio da contrada Grisì. Intensità olfattiva ai massimi, un boato di agrumi, zagara, rose e frutta esotica. In bocca acidità e mineralità compensano fiori e frutta rendendo l'insieme armonico ed accattivante. Esplosivo.
 
E per finire una stella di prima grandezza anzi la stella più splendente di tutta la degustazione, un nettare divino nascosto dietro le altre bottiglie, quasi inarrivabile, anche per il prezzo di 350 euro e le sole 180 bottiglie prodotte in cristallo fatto a mano con una gemma incastonata. Parliamo del:
 
Centottanta di Florio. Zibibbo 2009 liquoroso che affina per 3 anni nelle piccole botti del Marsala del '63. Un capolavoro per celebrare i 180 anni della Florio, che deriva da uve scelte pantesche. Al naso e in bocca la ricchezza dei due vini: miele, cioccolato, frutta matura, miele, datteri e potremmo ancora dire tanto, ricchezza e complessità nonché un filo di freschezza inaspettato. Un gioiello da gustare goccia a goccia. Commovente ed incredibile, da provare almeno una volta nella vita.

G.P.

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