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Pubblicato in La degustazione il 25 Novembre 2020
di Giorgio Vaiana
Fulvio Piccinino

di Fosca Tortorelli

Artemisia, 75% di vino minimo, zucchero, alcol etilico, spezie e decine di erbe aromatiche, tra cui genziana, issopo, sambuco, ginepro, angelica, maggiorana, non è una formula magica, ma l’insieme delle componenti che danno vita ad una bevanda antica e alquanto affascinante: il Vermouth.

Le suggestioni sono molte e fare vermouth è una vera e propria arte, dove sensibilità, palato, olfatto sono fattori che permettono di scegliere i giusti ingredienti per creare una sinfonia armonica. L’assenzio - storicamente coltivato in Piemonte - insieme a erbe officinali e altre tinture dà vita a questo vino “conciato” il cui nome deriva dalla lingua germanica del vino absentiatium (Wermut: termine tedesco con cui viene indicata l’artemisia maggiore), ossia vino con rosmarino e assenzio. All’ombra della Mole Antonelliana il vermouth ha acquisito le piacevoli caratteristiche che lo hanno reso famoso, diventando mito e ancora oggi non ha ancora smesso di stupire. Da vino medicinale a re dell’aperitivo, ingrediente per cocktail o unico protagonista, accompagna la nostra immaginazione in un mondo elegante e concreto fatto di conoscenza. A partire dal riconoscimento dell’IG del 2017 come Vermouth di Torino a quanti nel resto di Italia si divertono nel creare questo inebriante vino conciato. Un ruolo sociale che richiama alla memoria l’ora del Vermouth di fine ottocento e che oggi può riportare l’attenzione delle nuove generazioni, vista la sua bassa gradazione alcolica e i suoi coinvolgenti profumi e sentori.

Un approccio nuovo ed efficace che trova stimolo concreto nel seminario esperienziale di Fulvio Piccinino, indiscusso maestro del settore, da anni impegnato in progetti di ricerca e rivalutazione del vermouth di Torino e in seminari per la diffusione di una consapevole e sana cultura del bere. Nasce così il progetto dal titolo “Esperienza Vermouth”, un incontro stimolante che intreccia la teoria con la pratica, portando i partecipanti a ricoprire il ruolo di veri e propri vermuttieri.

Un percorso divertente e interattivo alla scoperta dei diversi tipi di vermouth, scoprendo aneddoti, curiosità storiche e produttive su questa eccellenza liquoristica. Non solo uno ma tanti vermouth, ogni partecipante avrà a disposizione il suo vino, le tinture di erbe, frutti e spezie per realizzare il proprio vermouth, e potrà scegliere gli ingredienti che preferisce per creare la propria ricetta segreta e portare a casa con sé la propria bottiglietta di Vermouth di Torino con etichetta personalizzata in ricordo dell’esperienza.
Un percorso multisensoriale affascinante ed inebriante, dove è possibile vedere, toccare e annusare dall’assenzio alla genziana, per scoprire, degustare e riconoscere le eccellenze del territorio e i tanti piccoli produttori che hanno compreso l’importanza della qualità. Vino, erbe, cultura e fantasia, diventando un poco botanici e un poco alchimisti per riappropriarsi di questo aperitivo glocal, come momento di scambio e di svago; una magica alchimia che unisce i principali saperi dell’uomo moderno e racchiude in sé i segreti e gli aromi delle spezie provenienti da tutto il mondo.


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