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Pubblicato in La novità


(Andrea Comella)

di Michele Pizzillo

E se provassimo a rivoluzionare il catering? Non avrebbe finito di esplicitare la sua idea che Andrea Comella, un passato da chef e fondatore nel 2013 di Kitchen Mood, società specializzata nel servizio di catering, che i due compagni di avventura, Gianluca Rigano imprenditore con la passione della cucina e Roberto Borghi, esperto di marketing e trend, si sono trovati subito d’accordo. 

E, in un batter d’occhio, è proprio il caso di dirlo, hanno messo insieme la squadra di chef stellati, una sorta di brand unico, che dovrebbe contribuire a rendere fattibile l’idea del trio Comella-Rigano-Borghi.
In che consiste la rivoluzione del catering immaginata da Kitchen Mood? A pensarci bene, potrebbe anche essere un’idea semplice, ma nessuno ci aveva pensato. “Cosa facciamo?  - dice Comella - Invece di proporre il solito catering, anche se con piatti ben fatti resta un po’ anonimo, noi offriamo colazioni stellate. Cioè, un menù preparato da uno chef a cui la Guida Michelin ha assegnato almeno una stella, con un paio di accezioni però, ma comunque di chef di alto livello. Per fare questo, abbiamo coinvolto 10 chef pronti ad offrire nella location scelta dal cliente, la propria idea di cucina”.


(Eugenio Roncoroni e Diego Rossi)

E visti gli chef coinvolti, la cosa diventa interessante. L’altra sera alla presentazione del nuovo concetto di catering, agli ospiti sono stati serviti piatti firmati da un solo cuoco che, però, in cucina poteva contare sull’aiuto dei colleghi. Ne è venuta fuori una cena eccellente. Ma, in particolare, è emerso che la filosofia di Kitchen Mood può rilanciare il concetto di catering in Italia “conquistando una fetta sempre più ampia di mercato e di credibilità, grazie all’alto livello delle proposte e al dinamismo creativo del nostro team e degli chef che hanno deciso di contribuire a rilanciare il servizio di catering”, dice Comella che ha messo insieme talenti differenti per sviluppare ad arte non solo il menu, ma tutto l’allestimento per dare ad ogni evento uno stile unico. Tant’è vero che il locale scelto per la presentazione di “Kitchen Mood alle Stelle”, un grande laboratorio industriale dismesso situato nella periferia Sud di Milano, dal team creativo della società creata da Comella, è stato così abilmente trasformato che agli ospiti si è presentato come un locale attrezzato per eventi. Grazie alla potenza del dinamismo creativo di professionisti di alto livello che accompagnano Kitchen Mood in questa sorta di rivoluzione del catering.
Dieci gli chef selezionati per offrire un nuovo servizio di catering. I “milanesi” Eugenio Boer di Essenza, Felice Lo Basso del Felix Lo Basso,  Wicky Priyan di Wicky’s, Eugenio Roncoroni con  Beniamino Nespor di Al Mercato, Diego Rossi di Trippa, Giuseppe Zen di Mangiari di Strada, i marchigiani Moreno Cedroni de La Madonnina del Pescatore e Mauro Uliassi del ristorante Uliassi di Senigallia; Marcello Trentini del torinese Magorabin e Cristiano Tomei del lucchese L’imbuto.


(Felice Lo Basso)

Ognuno di questi chef ha un proprio concetto di cucina e quindi è stata una bella sfida per gli ideatori di Kitchen Mood mettere insieme questi talenti differenti per sviluppare un menù ad arte.
Proviamo a sintetizzare le loro proposte.
Eugenio Boer, mezzo olandese e mezzo ligure, per esempio, nel suo Essenza serve una sua particolare cucina fatta dei ricordi e dei suoi incontri con diversi sapori d’Europa acquisiti nel suo peregrinare in grandi locali di tutto il mondo.
Il bistellato Moreno Cedroni ha creato un modo innovativo di reinterpretare il pesce crudo, in praticare creando il “susci” all’italiana nel suo Clandestino, a Portonovo; insomma, è uno chef che propone una cucina esigente incentrata per lo più sul pesce e con la capacità di fondere le materie prime.
Felice Lo Basso che ha già collaudato una contaminazione culinaria tra i prodotti della sua Puglia e quelli altoatesini, a Milano offre una cucina di alto livello, sofisticatamente elaborata, ma con forti ancoraggi alle materie prime italiane: intuizione, fantasia e creatività sono i pilastri della sua proposta enogastronomica.


(Giuseppe Zen)

L’ex criminologo Wicky Priyan è l’esempio di professionista tutta tecnica, disciplina e conoscenza dei segreti della vera cucina giapponese ma arricchita da ingredienti mediterranei, agevolando così l’incontro tra culture differenti che si fondono in un’armoniosa melodia gastronomica.
Forte influenza internazionale, prevalentemente Francia, Spagna e Stati Uniti, invece nella cucina del duo Eugenio Roncoroni-Beniamino Nespor, che sono arrivati insieme Al Mercato di Milano dove inizia la loro avventura mirata ad introdurre una nuova concezione di cucina.
Invece, per i piatti che hanno il sapore della storia ma con una cucina sostenibile caratterizzata dall’uso di verdure e frutta rigorosamente di stagione, dalla ricerca e diffusione delle erbe spontanee e dalla valorizzazione del quinto quarto e dei pesci poveri ci pensa Diego Rossi che a Milano ha aperto Trippa insieme a Pietro Caroli.

Poi c’è il toscano Cristiano Tomei dello stellato L’Imbuto che ama stupire, divertire con gusti semplici ma contestualmente originali come si conviene ad una personalità a cui piace essere riconosciuto come “un artigiano ai fornelli”.
Marcello Trentini ama così sovvertire, che nei piatti di cucina piemontese contemporanea contaminata da mille culture diverse, mette anche ingredienti e tecniche di diverse origini dentro lo stesso piatto.
“Uliassi … cucina di mare” c’è scritto sulla carta del bistellato Mauro Uliassi che nei suoi piatti, con magistrale armonia, fa incontrare il meglio del mare con quei prodotti della terra che rappresentano le migliori tradizioni marchigiane. E, poi, è anche impegnato nel cibo di strada con il truck “Uliassi Street Good” che porta in giro per l’Italia.  


(L'orto commestibile)

La sintesi della cucina popolare italiana è offerta da Giuseppe Zen di Mangiari di Strada che nel Mercato Ticinese sulla nuova Darsena milanese, ha aperto la prima macelleria di carne grass fed e biologica con la cucina diretta dietro il banco per la cottura immediata e un microlab di panificazione che dovrebbe essere il più piccolo forno d’Europa.
E, così, attraverso questa idea di catering, agli eventi chiunque può proporre cucina stellata. E, perché no?, l’orto commestibile che è stato allestito in occasione della presentazione di “Kitchmood alle stelle”.

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