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Pubblicato in La provocazione il 11 Agosto 2011
di Redazione

Faccio parte di quelli che non rinunciano al latte quotidiano. E quest’articolo è rivolto a chi come me lo beve ogni giorno o quasi.

Ma perché il latte fresco (quello che dovete consumare entro pochi giorni) costa praticamente il doppio di quello a lunga conservazione? Si può giustificare una differenza così marcata? Un litro di latte fresco parzialmente scremato al supermercato costa circa un euro e 40 centesimi. Quello a lunga conservazione 80-90 centesimi ma talvolta anche a prezzi più bassi perché oggetto di offerte promozionali. Mi è capitato tra le mani qualche brick anche a 65 centesimi. Mentre non troverete mai il latte fresco a prezzi da promozione. Mi chiedo: come mai? Il latte a lunga conservazione dura tre mesi, spesso arriva da lontano e il rapporto tra chi lo produce e lo consuma si allunga nel tempo. Per cui il costo dovrebbe tenere conto anche di questi aspetti. Quello fresco è quasi a chilometro zero, il lasso di tempo tra chi lo munge e chi lo beve è davvero breve. Produzione, vendita, consumo. Tutto in pochi giorni. Se questo non basta, entra in gioco la qualità del latte? Tale da giustificare che un litro possa costare addirittura il doppio? E se è così, come sembra, che latte beviamo quando è a lunga conservazione?

F. C.
 


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