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Pubblicato in La ricerca il 10 Ottobre 2011
di Redazione

Selezione clonale dei vitigni. E’ il nuovo fronte sul quale è impegnata l’azienda vitivinicola calabrese Librandi.

Del resto il “pallino” per la sperimentazione non è nuovo alla famiglia che negli ultimi anni ha intensificato la ricerca affiancandola alla produzione di vini di ottima qualità.  “L’esigenza di migliorare le caratteristiche delle varietà autoctone calabresi è da sempre stata una delle priorità dell’azienda Librandi. – spiega l’agronomo Davide De Santis – Ed a questo mira la selezione clonale. Una volta individuato il “ceppo” migliore, lo si potrà poi moltiplicare”.
L’attività di selezione clonale è stata condotta “nel campo di omologazione che si trova a Rocca di Neto, in provincia di Crotone. - spiega l’agronomo – Qui sono ospitati presunti cloni delle cultivar Gaglioppo, Magliocco dolce, Arvino e Pecorello, frutto della precedente attività di preselezione condotta sulle tre varietà”. Ma la selezione clonale non è l’unica attività di ricerca che sta impegnando l’azienda Librandi. Ci sono anche le microvinificazioni sperimentali: “Consistono – prosegue sempre Davide - nel vinificare piccole quantità di uva, solitamente cento chili, impiegando attrezzature e tecniche simili a quelle delle grandi cantine”.

 Attività che ha diversi scopi: “Valutare innanzitutto le potenzialità enologiche e le caratteristiche chimico-fisiche e sensoriali di vitigni rari rinvenuti sul territorio e coltivati in campi sperimentali. E poi applicare diverse tecniche di vinificazione ad uno stesso vitigno per individuare le modalità che permettono di esprimerne al meglio le sue potenzialità”. Tra i primi risultati c’è ad esempio quello sul Pecorello, “i due cloni di questa cultivar in selezione – spiega l’agronomo - non presentano comportamenti agronomici ed enologici diversi. Entrambi risultano essere produttivi e buoni accumulatori di zuccheri”. Tutte attività dunque che mirano al  “recupero ed alla valorizzazione di vitigni autoctoni della Calabria”.

S.P.


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