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Pubblicato in Notizie flash il 02 Settembre2022

Si è conclusa dopo un mese la Fiera regionale di Oliveri, in provincia di Messina, che ha pescato molteplici talenti tra gli artigiani di vari settori e ha reso loro un servizio di utilità per una ripartenza di negoziazione fieristica e anche ai destinatari residenti e in vacanza dall'1 al 31 agosto.

Espressioni commerciali virtuose da tutta Italia e anche straniere hanno orchestrato all’unisono una “performance” che ha avuto l’attenzione e la lode di un parterre connazionale ed estero. Il carisma naturale da attribuire a tutto il contenitore trova sfogo e simbiosi nella programmazione logistica. L’Expo Oliveri 2022 si è chiusa dopo aver affrontato il mese estivo più caotico nel campo sportivo, ben gestito sotto ogni aspetto e non solo nella fascia d’apertura cancelli (ore 19-1) e ha impreziosito la cittadina balneare del versante tirrenico di Messina ampliando sempre più la forbice del turismo. L’indice di gradimento di una manifestazione, dove non si paga biglietto d’ingresso, si misura comunque dagli agglomerati di presenze davanti agli espositori, dai tour interminabili davanti ai punti di ristoro per tutti i gusti tra i prodotti tipici del food e del bere ed ovviamente dal volume delle vendite, su cui le attività si sono dichiarate in modo quasi esterrefatto, con toni magnifici e a formula piena. La soglia di 400 mila unità in visita del 2019 è stata sorpassata, considerando che nella sola settimana di Ferragosto la fruizione dei turisti è raddoppiata fino a circa 100 mila presenze. L’apparato organizzativo di “Eurofiere” che porta la firma di Giusy D’Amico e famiglia ha raffigurato un piano di rifioritura di queste aziende che si sono sentite finalmente al centro di un mondo in fermento, quello del lavoro da cui sono state strappate per tanto tempo per la pandemia, quello dei rapporti umani con la clientela interfacciandosi e ascoltando il suono delle voci e il mondo degli acquisti che agevolano l’economia, anzi sono linfa vitale. Leggere negli sguardi delle persone la gioia di ritrovarsi anche semplicemente a fare shopping o degustare in un giocoso spazio comune è una conquista per chi ha impiantato l’evento e per il comune stesso di Oliveri che ha offerto i comfort del caso tra ricettività alberghiera e costiera, di ristorazione aggiuntiva e di commercio.

A tal proposito, Eurofiere conta di poter fare affidamento nel 2023, come quest’anno, sul contributo del patrocinio del Municipio locale e dell’Assessorato regionale alle Attività produttive. Tra i partecipanti la convocazione di esercenti e produttori è stata realizzata seguendo i criteri qualitativi sia per la creatività della casa, dei giardini e dello stile anche nell’abbigliamento sia per appagare languori o sfizi nei percorsi culinari tra Street food e cibi più delicati e ricercati per esempio tra le attività di conserve, marmellate e creme spalmabili. I tagli di carne messinese si sono mischiati allo stand della porchetta di Ariccia, tutto servito in panini corposi da mangiare voracemente e concludere con il dessert a base di pistacchio di Bronte o con la frutta secca dei fratelli di Castroreale. Tra Palermo, Adrano (CT) ed Enna il passo è breve, se si voleva optare per l’aperitivo a base di melagrana abbinato alle olive o per farsi la bocca dolce con le creme di nocciola e cioccolato bianco. Gli artisti ceramisti o i loro venditori di tipiche opere che vengono richieste e distribuite a livello internazionale o ancora l’artista del marmo con preziosi soprammobili hanno incorniciato la maestria del comprensorio peloritano e della provincia catanese. Ma non dimentichiamo la Calabria con i prodotti di salumificio piccanti, la Campania con i gioielli in corallo e la Lombardia con altri monili e incisioni. Ognuno con la sua esperienza e formazione ha elargito un pizzico di paese, di famiglia, di fatica, di tradizione e di cultura. Si prospettano per l’edizione del prossimo anno novità riguardanti sia le evoluzioni aziendali che si inquadreranno mediante studi ed indagini di mercato sia la nobilitazione di chi coltiva e tutela la terra di appartenenza.

C.d.G.

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