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Pubblicato in Numero 24 del 30/08/2007 il 29 Agosto 2007
di Emanuele Di Bella
    IL PRODOTTO/2

L’Interdonato, nato dagli innesti di un colonnello al seguito dell’eroe dei due mondi, al centro di una festa nel Messinese. Adesso si vanta del marchio Igp, è un presidio Slow food, ma qualche anno fa ha rischiato di sparire…
limone_interdonato.jpg
La rivincita
del limone garibaldino


Curiosa storia per un limone essere un garibaldino. Eppure è tutto vero. Chi lo ha generato era un colonnello messinese, Giovanni Interdonato, che dopo la spedizione dei Mille, decise di ritirarsi ad Alì Terme (Messina) nella sua villa di Fiumedinisi, in contrada Reitana, per coltivare una grande passione: gli agrumeti.
Dalla sperimentazione di un innesto tra cedro e il limone ariddaru nacque questo prodotto, subito apprezzato per le sue qualità: grande pezzatura (più di 400 grammi a “pezzo”), buccia sottile, dolcezza dell’albedo ereditata dal cedro, basso contenuto di acido citrico, polpa ricca di succo e di vitamina C e il particolare periodo di maturazione (settembre-ottobre, quando sul mercato non si hanno prodotti concorrenti).
colonnello_giovanni_interdonato.jpgEcco quindi le caratteristiche dell’Interdonato della riviera ionica messinese, uno dei trentuno presidi Slow Food e da due anni a questa parte anche un Igp, in qualità di terzo limone insieme ai cugini di Sorrento e di Siracusa. E proprio per festeggiare questo anniversario che a Nizza di Sicilia, sempre nel Messinese, si è svolta la prima edizione della Festa del limone Interdonato il 24, 25 e 26 agosto. “All’inizio della festa – commenta orgoglioso il presidente del consorzio, Attilio Interdonato, discendente diretto del colonnello-inventore – sapevamo che c’erano le premesse per una buona riuscita, ma sinceramente non pensavamo di ottenere simili risultati. Il nostro intento era proprio quello di risvegliare un sentimento di partecipazione e di adesione alla causa che coloro che operano nell’ambito del consorzio hanno sposato già da tempo: ritornare a parlare del nostro limone come il protagonista della vita sociale ed economica della riviera ionica”.
Al centro della manifestazione: congressi, spettacoli, workshop e laboratori del gusto “le quattro stagioni du fruttu finu” e mini stage di degustazione curati dalla Condotta Valdemone di Slow Food guidata da Saro Gugliotta riservati esclusivamente all’agrume della riviera ionica. “Abbiamo voluto dedicare questi laboratori – spiega Gugliotta – non soltanto al semplice prodotto, ma anche a tutti i suoi derivati che consentono di poterlo gustare tutto l’anno anche al di fuori della semplice stagione di maturazione”. Conserve, torte, limonate, crema di limoncello e numerose altre specialità sono state apprezzate dal numeroso pubblico intervenuto, che ha conosciuto questo prodotto nelle sue proprietà organolettiche.attilio_interdonato.jpg
Un grande successo, quindi, per un frutto che è stato soggetto ad una forte crisi negli anni ’70, quando a fare da padrone sul mercato erano i Paesi del Mediterraneo e del Sud America; il limone Interdonato ha rischiato di scomparire dal mercato e da quel mondo contadino che su di esso aveva costruito la propria fortuna. “Grazie al consorzio di tutela – continua Attilio Interdonato - il prezzo del limone, un tempo drammaticamente basso, ha iniziato a lievitare. Sono arrivati i primi segnali di vita da parte di un mercato che sembrava completamente sopito e che invece attendeva soltanto di essere sollecitato adeguatamente, seguendo l’evoluzione dei gusti e delle tendenze dei consumatori. Abbiamo puntato tutto sulle peculiarità organolettiche e sulla storia del prodotto. Il risultato di tutto questo si è materializzato due anni fa con il riconoscimento europeo del prezioso marchio Igp e con la partecipazione ai più importanti eventi internazionali del settore agrumicolo in cui il limone ha riscosso sempre un grandissimo successo”.
Ecco quindi un ottimo esempio di come un prodotto destinato a scomparire o quasi, ritrovi il successo meritato in ambito locale ed internazionale. Il prossimo passo del limone garibaldino? Varcare le Alpi per giungere in Svizzera, oltrepassare la Manica per sbarcare in Inghilterra dove sicuramente si tufferà in una tazza di tè. Infatti, numerose sono le proposte dei buyers provenienti da questi due Paesi.


Laura Di Trapani

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