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Pubblicato in Numero 127 del 20/08/2009 il 19 Agosto 2009
di Redazione

IL CASO

Super conto da 850 euroalt per una famiglia milanese in un ristorante della Maddalena. Il titolare: “Hanno scelto prodotti costosi”. Poche settimane fa una coppia di giapponesi truffata in un locale romano

I dispiaceri
della tavola

 Stomaco pieno, ma tasche vuote. A Roma, dove peraltro è saltato agli onori della cronaca il primo caso estivo, userebbero l’espressione “aridaglie”. Che nella sua versione italiana significa: è successo ancora. Già, non sono bastati i clamori della cronaca, con la notizia diffusa su tutti i giornali, né la figuraccia a cui era andato incontro lo sprovveduto ristoratore, per frenare l’impulso di rincarare la dose, ovvero il conto.

Adesso salta fuori che anche sull’isola della Maddalena, un pranzo al ristorante può essere salato oltre ogni aspettativa. Lo sanno, e probabilmente faticheranno a dimenticarlo, quattro milanesi, ovvero due adulti, un ragazzo e una bambina, componenti della stessa famiglia, che durante una vacanza in Sardegna, sull'isola della Maddalena, hanno dovuto fare i conti (è proprio il caso di dirlo, nonostante il gioco di parole) con un conto da 856 euro al ristorante. Roba da chiedere un prestito o sperare in una vincita al lotto se davvero non si vuole tornare a casa con lo stomaco pieno e le tasche vuote. Ma in un’estate afflitta dalla crisi, non è questo l’unico esempio di conto strasalato. Come dire, i riflettori restano accessi sulle casse dei ristoratori e non va dimenticata, peraltro, l’inchiesta secondo cui una parte di loro dichiarerebbe al fisco molto meno di quanto guadagna.
Il primo caso dell’estate, e non erano mancate le polemiche, era scoppiato nella Capitale ai primi di luglio, quando il titolare di un noto ristorante di via Zanardelli, era stato denunciato dagli agenti della polizia per truffa ai danni di due fidanzatini giapponesi in vacanza a Roma. Ai due giovani, infatti, per due pasti completi con vino e acqua, il cameriere aveva presentato un conto di 579,50 euro, al quale, peraltro era stata aggiunta una mancia di 115,50 euro. La conseguenza era stata una denuncia alla polizia, da parte dei due giapponesi, e una lunga scia di proteste e reazioni.
Ma il caso della Maddalena, secondo il responsabile del locale in questione, non ha nulla a che vedere con quel che è successo a Roma. «Hanno chiesto una zona riservata e mangiato prodotti costosi, non credo che il conto sia eccessivo», ha detto. La famiglia milanese ha protestato, ma il responsabile ha comunque tenuto a precisare: «Hanno preso tre bicchieri di vino bianco, due acque minerali, due antipasti con aggiunta di cose extra al menu, un'aragosta (un chilo e 200 grammi) e un branzino». Poi ha aggiunto: «Al ristorante a ogni cliente si porta in visione il cesto del pesce e dell'aragosta, sono loro che scelgono cosa mangiare. Sono cinque anni che operiamo ottenendo dei grossi risultati, quest'anno poi siamo andati incontro a una bellissima stagione con clienti anche da Porto Cervo, come Naomi Campbell, Valeria Marini, Adriano e Ronaldo. E pagano tutti uguali per questo tipo di menu». Dai controlli eseguiti dalla guardia di finanza non sarebbero emerse anomalie.

 

Gaetano Luca La Mantia



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