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Pubblicato in Numero 58 del 24/04/2008 il 23 Aprile 2008
di Emanuele Di Bella
    NOVITÀ DAI CAMPI

campagna1_hp58.jpgTrecento milioni dall’Unione europea per evitare lo spopolamento delle aree rurali. E dal 2001 ad oggi boom di agriturismo

Ritorno alla campagna

Sono 300 milioni di euro i fondi messi a disposizione dall’asse 3 e 4 del Psr (piano di sviluppo rurale) della Regione siciliana per evitare lo spopolamento delle campagne dell’Isola.
Di questi 158 milioni saranno destinati alle aziende, la parte restante sarà utilizzata per i servizi per il collegamento tra le imprese. I fondi, destinati al miglioramento della qualità della vita e alla “creazione di attività” nelle aree rurali, riguarderanno la “Zona C” e la “Zona D” della Sicilia. campagna2_dentro58.jpg
Strumento privilegiato per il ripopolamento sono le aziende agrituristiche, una realtà che in Sicilia registra un costante aumento: 21 in più rispetto al 2006, 233 in più rispetto al 2001 di cui la maggior parte sono concentrate nella provincia di Messina e Siracusa. Nel 2001 gli agriturismo in Sicilia erano 170 con 1.799 posti letto e 5.416 posti nella ristorazione, oggi (i dati risalgono alla fine del 2007) invece sono 403 con 5.506 posti letto e 16.509 posti nella ristorazione.
I dati sono emersi nel corso del seminario organizzato da Euromed Carrefour Sicilia in collaborazione con il dipartimento Interventi infrastrutturali, assessorato regionale Agricoltura e foreste nell’ambito del progetto “Come la Pac (politica agricola comunitaria) raccoglie le sfide della strategia di Lisbona”. Un progetto cofinanziato dalla direzione generale agricoltura della Commissione europea nell’ambito della linea di finanziamento “Sostegno a favore di azioni di informazione nel settore della politica agricola comune”.
Proprio le aziende agrituristiche rappresentano uno strumento per coinvolgere maggiormente di chi vive nelle aree rurali ma anche uno stimolo per gli investimenti.
cartabellotta_dario_58.jpgIl censimento presentato nel corso del seminario mostra una forte incidenza di questo tipo di attività nella provincia di Messina dove gli agriturismo attivi sul territorio sono 91, segue Siracusa, con 71 aziende, 65 in provincia di Palermo, 52 nel Catnaese, 41 in provincia di Ragusa, 31 nel trapanese, 19 sia in provincia di Enna che di Agrigento, 14 nel nisseno. A spiegare i dati Diego Carta, del dipartimento infrastrutturale dell’assessorato Agricoltura e Foreste e responsabile per il settore agriturismo. “La maggior parte degli agriturismo si trova in provincia di Messina e Siracusa perché offrono strutture sia in prossimità del mare che della montagna – ha commentato Carta -. Il numero delle strutture è aumentato notevolmente negli ultimi anni offrendo nuovi sbocchi occupazionali. Si tratta soprattutto di agriturismo a conduzione diretta, una parte anche a conduzione familiare. È una realtà in fermento e anche di buona qualità: a tre aziende infatti sono state
conferite 4 spighe ovvero il massimo riconoscimento nel settore”.
Sul tema è intervenuto anche il dirigente generale del dipartimento interventi infrastrutturali dell’assessorato Agricoltura e Foreste, Dario Cartabellotta “la battaglia fondamentale per il recupero delle aree rurali si combatte su due piani, quello dell’organizzazione e dell’aggregazione. Per promuovere il settore occorre un servizio multifunzionale, che permetta di valorizzare tutte le opportunità presenti sul territori, penso alla realizzazione di coltivazioni per biodisel per autofinanziare il fabbisogno energetico delle aree rurali, ma anche a una rete telematica che metta insieme gli agriturismo dell’isola trasformandoli in una valida alternativa alla grande ristorazione”.



Ciro Frisco

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