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Pubblicato in Numero 107 del 02/04/2009 il 01 Aprile 2009
di Redazione

LO STUDIO

Vinexpo/Iwsr: entro il 2012 la produzione crescerà di quasi il 4 per cento. E gli statunitensi diventeranno i primi consumatori al mondo

Vino? Non c'è crisi
che tenga

Con il vino non c'è crisi che tenga. Sì, perché da uno studio di Vinexpo/Iwsr, emerge tutta la forza del settore anche in un periodo di grande difficoltà economica a livello mondiale. Secondo la ricerca, tra il 2008 e il 2012, la produzione sarà protagonista di un netto incremento.

Una crescita che potrebbe raggiungere il 3,83%, in seguito all'aumento dei consumi del 6%, con un fatturato complessivo che si stabilizzerà a 166,1 miliardi di dollari, garantendo più della metà della produzione mondiale con i tre Paesi maggiori, Francia, Italia e Spagna.
Tutto ciò dimostra come per il vino gli effetti della crisi economica a livello globale saranno limitati, anche se almeno di riflesso peserà il momento no del 2009. Intanto, emerge che nel 2007, l'Italia è diventata, con 299 milioni di casse, il primo consumatore di vino fermo al mondo a scapito della Francia, sua storica antagonista. Ma entro il 2012 il primato, secondo lo studio, sarà degli Usa che raggiungeranno il tetto dei 313,8 milioni di casse consumate. I dati di Vinexpo dimostrano che nella top 10 dei consumatori ci sono la Federazione russa (8/a con 69,8 milioni di casse) e la Cina (9/a con 63,6 milioni di casse) che assorbiranno più del 58% della crescita mondiale tra il 2008 e il 2009. Il Vinitaly di Verona sarà l'occasione per mettere ancora una volta in luce come l'Italia non è da meno a livello mondiale per produzione di vini pregiati famosi in tutto il mondo. E che il vino sia quasi un antidoto contro la crisi lo hanno detto sia il presidente di VeronaFiere Luigi Castelletti (un'intervista è stata pubblicata da Cronache di Gusto nel numero del 19 marzo) sia il direttore Giovanni Mantovani.
 

Rita Vecchio


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