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Pubblicato in Numero 38 del 06/12/2007 il 06 Dicembre 2007
di Emanuele Di Bella
    IL PRODOTTO

foto_broccoli.jpgIn Sicilia la zona più produttiva è il territorio di Cerda. Si distinguono per colore: quello bianco tipico romanesco, quello verde coltivato al di qua dello Stretto e il violetto della zona di Catania

Cavolfiore...
cioè broccolo


L’esperienza dei contadini, prima ancora delle tecniche codificate dalle scienze agrarie moderne, mirava a sfruttare al meglio le risorse del terreno, scopriamo allora che laddove venivano coltivati carciofi, venivano prodotti anche i cavolfiori. Si tratta di una varietà di cavolo a fusto eretto che, tra grandi foglie oblunghe, genera un grande infiorescenza tondeggiante di colore biancastro, verde e anche violetto.
È un ortaggio che troviamo nei mercati da settembre ad aprile, si chiamano infatti settembrini ottobrini, quelli prodotti nei relativi mesi, ma nel nostro dialetto siciliano vengono detti comunemente “broccoli”. In Italia se ne producono in grande quantità. In Sicilia la zona più produttiva così come per i carciofi, è il territorio di Cerda, in particolare la zona di Catalfamo.
Per garantire la fertilità del terreno si alterna ogni uno o due anni, la produzione di carciofi a quella di broccoli, associata a coltivazione di cipolle o leguminose (fave, lenticchie, piselli e altro). Questa è una pratica che i contadini usavano anche 30 o 40 anni fa e consente al terreno, depauperato dal carciofo, che essendo molto prolifico sfrutta parecchio le sostanze nutritive presenti, di recuperare le materie nutritive perdute. In realtà oggi, attraverso l’uso di sostanze non proprio salutari, è possibile trovare il cavolfiore nelle nostre tavole anche in estate, ma a noi piace associare il profumo di calde minestre ai vetri appannati degli inverni della nostra infanzia.
L’azienda Bosco Ficuzza da sette anni presente a Cerda, ci dice Vito Badaglia, uno dei soci, è tra le poche aziende italiane a produrre broccoli biologici. Rifornisce diverse regioni italiane e in particolare esporta a San Vendemmiano in provincia di Padova, che esporta a sua volta in Austria e in Svizzera. Difatti i prodotti della Bosco Ficuzza sono sottoposti anche alla certificazione Bio-Swiss, una certificazione diversa, essendo la Svizzera Paese extracomunitario.
I broccoli si distinguono per colore, c’è quello bianco tipico romanesco e dell’Italia in genere, quello verde prodotto in Sicilia e ultimamente, il violetto coltivato nella zona di Catania. Da un punto di vista nutrizionale non esiste differenza tra le varie tipologie, il cavolfiore è un alimento a basso contenuto calorico, ricco di vitamina A e C, ma ciò che lo caratterizza è la notevole quantità di potassio che favorisce il buon funzionamento degli enzimi digestivi e delle fibre muscolari. Ultimamente sono state individuate delle componenti anti-ossidanti che riducono le insorgenze di tipo cancerogeno, in particolare del cancro al colon.
Il broccolo cresce in climi temperati, ma teme moltissimo il caldo. Le alte temperature infatti lo fanno crescere a dismisura, nel giro di pochi giorni può passare da un peso di 500 grammi a uno di tre chili e a quel punto il valore di mercato precipita inesorabilmente verso il basso. Per questo motivo se possiamo fissare a 1,50 euro il prezzo medio del cavolfiore, dobbiamo considerare che si tratta di un prezzo molto variabile.


Aurora Rainieri

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