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Pubblicato in Numero 91 del 11/12/2008 il 11 Dicembre 2008
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Capinera

Premio Miglior ristorante

Un confortevole ristorante, uno chef preparato, l’Isola Bella e lo splendido mare di Taormina. Vorremmo sintetizzare con queste poche parole, ma così è troppo semplice e dobbiamo fare un passo indietro. La storia dei migliori passa, nella quasi totalità dei casi, dal confronto e dall’apprendistato con grandi maestri. La personalità farà col tempo la differenza. Se è vero che queste sono le premesse del successo, Pietro D’Agostino (nella foto) non si è fatto mancare nulla. Londra, Ginevra, Montecarlo, navi da crociera negli Stati Uniti, Francia, Torino, sono solo alcune delle sue tappe.
La sua cucina è lineare, fatta di prodotti eccellenti del territorio, soprattutto pesce e verdure. La preferenza è per la valorizzazione della freschezza, della leggerezza, delle cotture a bassa temperatura e delle tecniche che esaltano la qualità degli alimenti, senza però rinunciare a ostriche Belon, foie-gras e caviale. Al ristorante si fa tutto, il pane, i grissini, le paste, i dessert. Il menù è contenuto, non si va oltre le cinque proposte a portata. Eppure, pensate: nelle cucine della Capinera ci sono sei persone per trentacinque coperti. Anche l’acqua ha la sua importanza, tanto da provvedere ad una “carta delle acque” con una ventina tra etichette nazionali ed internazionali, tra le quali Norvegia, Argentina, Regno Unito, Olanda e Sud-Africa. La carta dei vini riporta un migliaio di etichette che comprendono la Sicilia e le principali regioni d’Italia, ma anche il il Nuovo Mondo e i grandi vini francesi. Poi, a ragione, la carta degli oli siciliani. Che dire? Best in Sicily!
 

Capinera

Premio Miglior ristorante

Un confortevole ristorante, uno chef preparato, l’Isola Bella e lo splendido mare di Taormina. Vorremmo sintetizzare con queste poche parole, ma così è troppo semplice e dobbiamo fare un passo indietro. La storia dei migliori passa, nella quasi totalità dei casi, dal confronto e dall’apprendistato con grandi maestri. La personalità farà col tempo la differenza. Se è vero che queste sono le premesse del successo, Pietro D’Agostino (nella foto) non si è fatto mancare nulla. Londra, Ginevra, Montecarlo, navi da crociera negli Stati Uniti, Francia, Torino, sono solo alcune delle sue tappe.
La sua cucina è lineare, fatta di prodotti eccellenti del territorio, soprattutto pesce e verdure. La preferenza è per la valorizzazione della freschezza, della leggerezza, delle cotture a bassa temperatura e delle tecniche che esaltano la qualità degli alimenti, senza però rinunciare a ostriche Belon, foie-gras e caviale. Al ristorante si fa tutto, il pane, i grissini, le paste, i dessert. Il menù è contenuto, non si va oltre le cinque proposte a portata. Eppure, pensate: nelle cucine della Capinera ci sono sei persone per trentacinque coperti. Anche l’acqua ha la sua importanza, tanto da provvedere ad una “carta delle acque” con una ventina tra etichette nazionali ed internazionali, tra le quali Norvegia, Argentina, Regno Unito, Olanda e Sud-Africa. La carta dei vini riporta un migliaio di etichette che comprendono la Sicilia e le principali regioni d’Italia, ma anche il il Nuovo Mondo e i grandi vini francesi. Poi, a ragione, la carta degli oli siciliani. Che dire? Best in Sicily!
 


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