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Pubblicato in Numero 196 del 16/12/2010 il 15 Dicembre 2010
di Redazione

IL PERSONAGGIO

Luca Gardini, il re dei sommelier, sarà consulente della cantina Abraxas. “Entusiasta del territorio e da come le viti vengono curate nel modo più naturale”

Stregato da Pantelleria

Il re dei sommelier ha scelto Pantelleria. Luca Gardini, il giovanissimo neo eletto campione del mondo dalla Wolrd Wide Sommelier Association, sarà il consulente della cantina Abraxas.

Un sodalizio nato da una folgorazione sensoriale che ha colto impreparato il guru dei vini del ristorante Cracco di Milano. L’isola sembrerebbe calzare a pennello sulle doti del romagnolo, soprattutto le sue viti. “Sono rimasto entusiasmato dal territorio e da come le viti vengono curate nel modo più naturale, nel semplice rispetto dell’uva – racconta al suo rientro -. Ho trovato uve di grande identità per grandi vini bianchi e rossi. Pantelleria ha risorse naturali straordinarie, un’energia incredibile una grande anima”. Passeggiando per gli scenari che offre, Gardini ha ritrovato ciò che il carattere dei vini gli aveva anticipato già nel bicchiere. “Mi ha colpito la tranquillità, i paesaggi, l’aria che respiri quando ti alzi la mattina e le stradine tortuose che ti portano alle vigne. Nei vini di Abraxas ho sentito questo. Fini, eleganti, di una rara freschezza. La sapidità che dà loro un aspetto unico, uno stile unico”.

La dimensione ideale che consentirà a Gardini di ispirarsi per assemblaggi e per intervenire nelle vinificazioni, come anticipa: “Insieme all’enologo Nicola Centonze e all’enologo della cantina Michele Augugliaro faremo squadra. Abbiamo l’idea di fare un prodotto ancora migliore, daremo il meglio di quel vino e di questa terra. La Sicilia e Pantelleria in particolare non hanno niente da invidiare ai territori classici italiani del vino”. Obiettivo per il sommelier è quello di portare la piccola isola a diventare leader della produzione per qualità e di valorizzare un brand già forte e caratterizzato. Ad avere conquistato Gardini è stato anche il patron Calogero Mannino, o meglio la sua cucina. “Mi sono trovato a mio agio con lui sin da subito. È un ottimo cuoco. Mi ha viziato con i piatti tipici dell’isola e siciliani. E poi è un personaggio di grande cultura. Siamo due generazioni diverse a confronto, il bello è che lui si lascerà trasportare da me. Mi ha lasciato libero di esprimermi. E mi mette in non poco imbarazzo perché mi chiama maestro”. Neanche è passato un mese è già Gardini parla con trasporto dei vini di cui si prenderà cura. “Di Kuddia del Gallo mi piace la stoffa, è salmastro, iodato. Mare allo stato puro, con incredibili sfumature agrumate e mentolato. Di Kuddia del Moro i suoi frutti rossi, freschi, i tannini corpulenti. È elegante, e fine allo stesso tempo. Vini di grande longevità”.

Le sue attenzioni verranno poi rivolte al Passito. “Per me esiste solo il Classico Passito. Quello esprime tutta l’Isola”, ammette il sommelier. Insomma un grande amore per chi all’età di 13 anni ha scoperto la vocazione di scoprire e raccontare il vino. Un’attitudine che, una volta avuto il privilegio di vedere Gardini all’opera con i suoi sensi, non si può non considerare come un dono di natura, con buona pace di chi cerca costantemente di affinare naso e gusto. “Credo di avere questa sensibilità dalla nascita. Io ho solo capito cosa mi ha dato la mia natura, Poi non so spiegare come tutto avvenga. Semplicemente chiudo gli occhi, non penso niente, mi lascio solo trasportare da quello che percepisco”.

Manuela Laiacona


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