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Pubblicato in Numero 196 del 16/12/2010 il 15 Dicembre 2010
di Redazione

L’AZIENDA

La storia di Claudiu, romeno, e di Baldassarre, di Alcamo: entrambi sono nella squadra dei braccianti di Rallo. Le loro storie e la loro amicizia nata tra gli ulivi

Integrazione in campagna

Claudiu ha 37 anni, è un omone dalle grandi mani e dal sorriso timido. Per essere in Sicilia da soli tre anni parla un italiano invidiabile.

Alcamo è il primo posto in cui è arrivato dalla Romania ed è la stessa cittadina in cui si trova così bene da aver deciso di portare con sé tutta la sua famiglia.
Baldassarre ha 39 anni, ha una statura piccola e non disdegna mai di accompagnare le sue parole franche ad un sorriso altrettanto aperto. E’ nato e vissuto tra le colline alcamesi ed ha sempre rivolto la sua professionalità alla natura come bracciante.
Claudiu e Baldassarre sono due volti della stessa azienda, la Rallo. Un felice connubio di cultura e vita che compone la squadra di lavoro, quattro uomini romeni e quattro italiani. La parola d’ordine è semplicità che va d’accordo con rispetto, gli unici veri valori che possano creare un collante tra chi proviene da così lontano.
“Questa azienda è nostra prima ancora che dei proprietari – ci spiegano subito dopo le presentazioni – se così non fosse non lavoreremmo con lo spirito e l’attenzione con cui zappiamo, coltiviamo e raccogliamo”.
Seduti su un divano è difficile parlare, in mezzo agli ulivi invece, circondati dai frutti del loro lavoro, le parole fuoriescono con più naturalezza e si fanno concrete. “Viviamo in affitto, ma lavoriamo nella stesa azienda, pranziamo insieme e trascorriamo le ore del lavoro in totale armonia. Spesso ci vediamo anche fuori dall’orario lavorativo, per mangiare insieme alle nostre famiglie “ racconta Claudiu. Baldassarre invece, mi rivela che Claudiu per lui è come un fratello. C’è stima e rispetto nelle sue parole, quelle di chi ha vinto la timidezza iniziale e si lascia andare al racconto “Per lavorare bene bisogna dare la massima disponibilità e fiducia reciproca. C’è dialogo tra di noi e questo per me è importante”.

Chi condivide la fatica sa bene che gioie e dolori vanno a braccetto, come Piero Fuoco, il caposquadra del gruppo dei braccianti Rallo. “Abbiamo avuto molti operai a lavorare qui, ma l’unione che c’è tra gli attuali membri dello staff non si era mai creata prima. Certo la raccolta delle olive è un’attività dura perché, anche se i pettini pneumatici sono un grande strumento di lavoro, servono tante braccia per sistemare e spostare di continuo i teli per la caduta delle olive”. Poi fa un attimo di pausa e con un sorriso aperto aggiunge:   “Ognuno ha le proprie responsabilità, ma tutti si aiutano in caso di bisogno. Tra di noi ci potranno anche essere differenze di provenienza, ma gli obiettivi sono gli stessi”.
La storia che abbiamo raccontato non è solo  una felice realtà, ma rappresenta anche una condizione rara. Infatti, in un panorama di lavoratori stagionali, spesso sottopagati specie se stranieri, l’azienda Rallo ha fatto propri i valori di interculturalità, trasmettendo i principi di una convivenza pacifica nel suo gruppo di dipendenti, promuovendo l’assoluta integrazione. È così che la famiglia Vesco dimostra di essere consapevole che la propria ricchezza va ben oltre l’esclusiva qualità della materia prima.

Laura Di Trapani

 


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