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VERSO IL CONCORSO MONDIALE DI BRUXELLES

A Villa Malfitano degustazione formativa per i componenti della giuria. Il direttore della manifestazione: “In Sicilia c’è un grande futuro”. E sull’Etna ...

Palermo
capitale del vino

“Palermo è una capitale simbolo del vino”, parola di Thomas Costenoble. A quasi due mesi dalla finale del Concours Mondial de Bruxelles, in programma nel capoluogo isolano dal 22 al 25 aprile, il direttore del concorso parla in occasione del briefing organizzato mercoledì 17 febbraio presso la “Fondazione Wintaker” a Villa Malfitano.


Una degustazione formativa, quella che si è svolta a Palermo, voluta dalle direzioni dell’Istituto Regionale vite e vino della Regione siciliana e del Concours Mondial de Bruxelles. Scopo dell’incontro, indirizzare la platea dei membri italiani della giuria (giornalisti ed esperti del vino) ad una conoscenza preventiva delle tipologie di etichette che sbarcheranno in città, al fine di favorire una valutazione corretta ed omogenea dei vini che si contenderanno le prestigiose medaglie.

Cosa succede oggi, qui a Villa Malfitano?
“Lo scopo di questa giornata è quello di presentare il concorso e soprattutto, dal momento che si tratta di una manifestazione internazionale, quello di spiegarne la filosofia e preparare i degustatori italiani a conoscere ed assaporare in condizioni ottimali sia i vini siciliani, che quelli italiani che tutti quelli provenienti dal resto del mondo. È un momento di vera formazione dei degustatori”.

Conosce la Sicilia?
“Sì. Quindici anni fa ho fatto qui il mio viaggio di nozze ed ogni occasione è buona per ritornare. Con il concorso c’era tutta la volontà di essere in Italia e, tra le regioni da scegliere come sede dell’evento, quale se non la Sicilia, che conta davvero a livello europeo in fatto di vino. Palermo è una capitale simbolo del vino”.

E i vini siciliani?
“Sì, assolutamente. In diciotto anni ho visto crescere il livello dell’enologia siciliana e dei suoi prodotti. Una crescita intesa non solo come produzione ma anche come qualità dei vitigni. Ottimi sicuramente i vini dolci della zona di Marsala e il Passito di Pantelleria. Lo scorso anno, il Nes delle Cantine Pellegrino di Marsala ha vinto la nostra medaglia ed ha sfondato nel mercato belga”.

Cosa pensa della produzione enologica etnea?
“Tre anni fa abbiamo organizzato una promozione di vini giovani sull’Etna, portando gli acquirenti proprio in quelle zone. È un’area magnifica, sia dal punto di vista enologico che enogastronomico con prodotti come il pistacchio di Bronte”.

Perché un’azienda dovrebbe partecipare al Concours Mondial de Bruxelles?
“Abbiamo fatto diverse indagini tra i professionisti del settore e i consumatori, e abbiamo capito che i tre fattori per decretare il successo di un vino sono la sua origine, i riconoscimenti conquistati e la tipologia stessa del vino. Avere una medaglia del nostro concorso è il simbolo, la garanzia di qualità e diventa, dunque, un vantaggio per il produttore”.

Quali sono le sue riflessioni sulla crisi del vino e il consequenziale calo dei consumi?
“È indiscutibile che ci sia una crisi nel settore, ma i produttori devono affrontarla in due modi: producendo vini di qualità e cercando i giusti canali di sponsorizzazione dei loro prodotti, ad esempio attraverso accurate strategie di marketing. In quest’ottica, partecipare al Concours Mondial de Bruxelles e ricevere una medaglia è importante, dà un valore aggiunto. Negli anni, abbiamo contato un aumento dei partecipanti alla nostra manifestazione, nonostante il fatto che i produttori siano diventati più attenti e oculati nella scelta dei concorsi a cui prendere parte”.

Paola Pizzo


 

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