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Per Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino il 2009 è stato un anno difficile. Ma per il 2010 le premesse sono buone

Le anteprime
toscane

di Andrea Gabbrielli

Per i tre grandi vini toscani Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino, che da poco hanno terminato la manifestazione annuale Anteprime Toscane, il 2009 è stato un anno complesso e difficile. Fermo o quasi, per buona parte del primo semestre, il mercato solo dopo l'estate, tra fine settembre e ottobre, si è rimesso nuovamente in moto.


Chi più chi meno, tutti si aspettano che nel 2010 la tendenza volga nuovamente al bello ma sarà difficile per molte aziende perché prezzi in ribasso, consumi in calo e aumento dell'offerta, non aiutano di certo. Il Consorzio Vino Chianti Classico ha dichiarato una contrazione della commercializzazione pari al 15%. Il Consorzio del Vino Nobile per bocca del suo presidente, Federico Carletti, ha osservato che pur avendo mantenuto lo stesso livello di vendite dell'anno precedente cioè 11 milioni di bottiglie, di cui otto di Nobile e tre di Rosso,  si è verificata "una perdita di valore consistente anche perché c'è stato un sensibile transito dalle bottiglie dei produttori a quelle degli imbottigliatori". Quanto al Brunello, l'effetto degli scandali è stato praticamente inesistente. Basti pensare al dato delle fascette che dal 1 gennaio al 31 dicembre 2009 sono arrivate a 7 milioni 180 mila per il Brunello di Montalcino, contro le 6 milioni 850 mila dello stesso periodo del 2008, con un aumento del 4,82%. Certo, fascette non vuol dire bottiglie vendute e in ogni caso il dato non dà certo conto dei prezzi medi che a Montalcino, come altrove in Toscana, sono calati Comunque tutte e tre le zone affrontano il futuro con le cantine piene sì, ma fortunatamente di vino buono. Tralasciando le annate in invecchiamento su cui il giudizio positivo è già agli atti, i primi test sul 2009 delle terre del Gallo Nero sono più che positivi grazie ad una buona complessità aromatica e a valori che fanno ipotizzare un Chianti Classico adatto all'invecchiamento. Medesimo giudizio positivo, 4 stelle su 5, sia a Montepulciano che a Montalcino "E' stata una vendemmia 2009 di buon livello - ha spiegato il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino Patrizio Cencioni - nonostante le quantità di uve raccolte e vinificate abbiano registrato una contrazione del 15% rispetto al 2004". Quest'anno i montalcinesi hanno festeggiato con una formella celebrativa dell'annata disegnata dagli autori di "The Drops of God" (Le gocce di Dio), un popolarissimo fumetto manga giapponese che parla di vino e 4.300.000 copie vendute. Nel corso della anteprima Chianti Classico Collection è stata rilanciata la notizia della definitiva separazione tra Chianti Docg e Chianti Classico Docg dopo quasi 80 anni di difficile convivenza. "Dopo 78 anni si è riusciti a trovare una soluzione  - ha spiegato Giuseppe Liberatore, direttore del Consorzio Vino Chianti Classico - rompendo definitivamente un cordone ombelicale tra due vini distinti senza battaglie legali o soluzioni non unanimemente condivise, ma con la consapevolezza reciproca delle proprie differenze e delle proprie originalità. Un fatto - conclude il direttore - che può essere definito decisamente come storico". Infatti secondo la nuova legge 164 "nella zona di produzione del Vino Chianti Classico non si possono impiantare e iscrivere vigneti all'albo del Chianti Docg, né produrre vini Chianti e Chianti Superiore".

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