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Pubblicato in Numero 149 del 21/01/2010 il 20 Gennaio 2010
di Redazione

L’AZIENDA

Dopo il successo nel campo floro-vivaistico, la famiglia Faro punta sul settore vitivinicolo. Obiettivo della nuova azienda “Pietradolce”, a Castiglione di Sicilia è il rispetto delle tradizioni

Fior di vini

Un’esperienza trentennale maturata nel settore florovivaistico, con un’azienda diventata leader a livello europeo per la produzione e commercializzazione di piante mediterranee e tropicali. Poi una nuova sfida: puntare anche sui vini. È per questo che circa cinque anni fa nasce l’azienda vinicola “Pietradolce” della famiglia Faro.


La zona di produzione è  il versante Nord dell’Etna, tra Solicchiata e Passopisciaro, in territorio di Castiglione di Sicilia. È su questo versante, tra i 600 e gli 800 metri d’altitudine, che si estendono gli 11 ettari di proprietà, in parte costituiti da vigne ad alberello di Nerello Mascalese. A gestire l’azienda è il figlio, il giovane Michele Faro. “L'idea di dedicarci al vino – spiega -  nasce innanzitutto dalla passione per il vino stesso,  per l'agricoltura ed anche per il mio desiderio di riavvicinamento alla tradizione familiare, in quanto i miei nonni si occupavano entrambi di viticoltura sull'Etna”. Consulente dell’azienda è il noto enologo Carlo Ferrini.
“Lui è stato il nostro consulente fin dall'inizio del progetto – precisa Michele Faro – ha sposato appieno quella che era la nostra idea di vino dell'Etna e cioè di un vino che si rifacesse alla tradizione, sia in campagna che in cantina, e che fosse davvero l'espressione rispettosa di un grande terroir qual è l'Etna”. Ferrini effettuò le prime prove di vinificazione sia nel 2005 che nel 2006 con lo scopo di capire quale fosse la giusta strada da percorrere. Con le idee molto più chiare in tal senso, si vinificò il  2007 “Archineri”, un Etna Rosso al 100% Nerello Mascalese, imbottigliato nel marzo 2009. Cinque mila le bottiglie prodotte per un vino che da subito riuscì a dare delle grandi soddisfazioni. “Il nostro Etna Doc Archineri 2007 (unico vino da noi prodotto) ha già vinto i Tre bicchieri del Gambero Rosso 2010, e le altre guide gli hanno attribuito buoni punteggi – prosegue Michele Faro -. I nostri vini riescono ad esprimere i sapori ed i profumi tradizionali dell'Etna, senza però escludere totalmente i mezzi e le tecniche moderne. Facciamo inoltre vini cercando di limitare al massimo gli interventi in cantina ed in campagna quasi tutte le nostre lavorazioni sono effettuate a mano. Per quanto riguarda i vitigni utilizzati le nostre vigne sono composte tutte da Nerello Mascalese con piccole percentuali di Nerello Cappuccio. Buona parte di queste sono rappresentate da ceppi vecchi ad alberello di 50-60 anni. Riteniamo, infatti, che la forma di allevamento ad alberello (tipicamente etnea) dia risultati superiori rispetto alla spalliera”. In un momento economico come quello attuale dove si respira aria di crisi in tutti i settori soprattutto in quello agricolo, quella dell’Azienda Faro può apparire come una scelta audace. Di ciò ne è pienamente convinto lo stesso Michele che confida come a spingere la sua famiglia su questa strada sia stata “la passione e la coscienza di voler portare avanti un progetto di nicchia e di alta qualità. Una ‘boutique winery’ come potrebbe dire qualcuno”. Per quanto riguarda il futuro la famiglia Faro si auspica di “continuare sulla strada intrapresa in termini di qualità. La critica sembra a tal proposito darci ragione – conclude Michele-. In termini quantitativi, invece, l'idea potrebbe solo essere quella di arrivare, a pieno regime, ad una produzione di circa 25-30 mila bottiglie”.

Gianna Bozzali



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