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Pubblicato in Numero 116 del 04/06/2009 il 03 Giugno 2009
di Redazione

IL DIBATTITO

Un accordo fra Assovini e Cantine sociali per l'imbottigliamento anche oltre lo Stretto. Come avviene per il Proseccoalt

Doc Sicilia,
verso
il compromesso

Un compromesso che potrebbe portare dritti dritti al via libera, da parte di tutte le parti in causa, del discusso disciplinare per la Doc Sicilia. L'Assovini da una parte e i produttori che fanno capo alle cantine sociali, infatti, si muovono verso un accordo che porterà, secondo i bene informati, all'imbottigliamento oltre i confini regionali con la stessa denominazione Doc Sicilia.

Una garanzia accordata, questo prevede l'accordo, a chi possa dimostrare di aver imbottigliato vino siciliano fuori dall'Isola per almeno due negli otto anni precedenti all'entrata in vigore del disciplinare.
Questa possibilità sembra tra l'altro essere una strada obbligata, visto che la normativa non ammette, così come permesso dall'articolo 5 dell'attuale disciplinare provvisorio, che "eventuali deroghe all'imbottigliamento fuori zona di produzione delle uve, saranno concesse dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, sentito il parere della Regione Sicilia, alle ditte che hanno già commercializzato vino sfuso ad Igt Sicilia nei tre anni precedenti all'entrata in vigore del presente disciplinare e comunque per un periodo non superiore ai tre anni". Insomma nessuna mezza misura: il vino Doc Sicilia o si potrà imbottigliare oltre lo Stretto oppure questa pratica non sarà consentita. Il fatto è che per dare il via libera all'iter burocratico che porterà all'approvazione definitiva è necessario il sì del 66 per cento dei produttori e un disciplinare come quello attualmente proposto rischia di non ottenere un'adesione di questo tipo. L'escamotage potrebbe essere proprio questo sistema, d'altra parte quella siciliana non sarebbe l'unica Denominazione d'origine controllata con questa caratteristica. Lo stesso Prosecco, nato come Doc veneto, adesso viene imbottigliato anche in Piemonte. Ma quella è una storia fra ricchi.

 

Marco Volpe


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