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Pubblicato in Numero 116 del 04/06/2009 il 03 Giugno 2009
di Redazione

QUI LONDRA

Tour a Vinopolis nel quartiere Borough: 3 mila metri quadrati per raccontare la storia della bevanda. Spazio anche alle degustazioni

La città del vino

Quartiere Borough, Londra. A pochi passi dal London Bridge e dal ristrutturato Globe Theatre di Shakespeare, sorge Vinopolis, 3.000 mq di struttura per raccontare la storia del vino nei secoli agli appassionati e ai neofiti.


Vinopolis nasce nel 1999 dall’incessante richiesta da parte degli inglesi di conoscere questa bevanda più a fondo. Ieri come oggi infatti, sono proprio loro i maggiori compratori ed estimatori di vino all’estero, non avendo mai ottenuto grossi risultati nella produzione in terra britannica.
Ed è con l’intento di accrescere la cultura, che nasce una città del vino a Londra, quasi museo o santuario per gli appassionati. Qui si comincia dall’abc della degustazione e si ripercorre la cultura del vino nei secoli.
 
All’ingresso scegliamo la soluzione che più ci si addice tra il ricco ventaglio di offerte. Si può infatti degustare vino, apprendere dall’audio guida mentre si assaggia o infine partecipare ad una breve lezione di degustazione (piccolo corso intensivo che ne spiega le fasi principali). Vi è inoltre un tour esclusivo completamente dedicato ai distillati.
Muniti di guida ci accingiamo a varcare la soglia dell’ingresso. La prima sala è pensata per raccontare il vino nella storia, cominciando dai primi recipienti contenenti vino, ritrovati in Georgia sul monte Ararat e continuando il percorso fino alla Mesopotamia e agli egizi.
Oltrepassando la soglia della prima sala, ci accorgiamo che cambia anche il sottofondo musicale dell’audio guida in una tarantella con tanto di mandolini a segnalarci che siamo in Italia. All’interno, la ricostruzione di un tempio greco con statue degli dèi (tutto evoca gli antichi romani) tra cui spicca Bacco. Su una parete vengono proiettati video dei luoghi del vino più famosi nel nostro paese, come le langhe o la campagna toscana che si possono osservare comodamente seduti a cavallo di una vespa originale trasformata in sedile.
Proseguendo, sono molte le regioni del mondo su cui si sofferma la guida. La Francia occupa una spazio di tutto rilievo, con una piramide di crus del 1855 con all’apice i 5 premiers gran cru classès bordolesi. Proseguendo nelle altre sale si continua con la zona del Rodano, la Borgogna, con i rossi a base di pinot nero ed infine lo champagne raccontato attraverso la figura di Dom Perignon.
Ancora Europa con la Spagna e il Portogallo raccontate nelle cartine geografiche. Una veloce carrellata al nord con i fiumi di Riesling e, parlando di Germania e Ungheria di Tokay. Gli Stati Uniti ed in particolare la California delle basse temperature per produrre vini biologici. Sud America e i vini andini del Cile e dell’Argentina dove si sviluppa la nuova tecnologia. L’Africa delle recenti soddisfazioni, grandi vini per territori affascinanti. Infine l’Asia dei vini emergenti, l’India dei progressi in campo vitivinicolo, la nuova Zelanda, osannata per il sauvignon blanc, per finire con l’Australia dei vecchi vitigni autoctoni coltivati con tecniche moderne. Loro è la frase “Dio si annoierebbe se dovesse bere sempre Lafitte”.
Terminata la passeggiata per le vie del mondo assaggiando qua e là veniamo guidati nella sala degli aromi, dove sono riprodotti i principali sentori del vino (miele, mirtillo, pesca), ma anche i difetti (zolfo o il caratteristico odore di tappo).
La città del vino non è solo il tour, è ristoranti, wine bar e degustazioni organizzate settimanalmente. Gli appassionati possono prenotare attraverso internet e godersi una verticale di champagne o una degustazione dello stesso vitigno prodotto in diverse zone del mondo.
Vinopolis non vuole essere certamente un approfondimento sulla tematica, tutt’altro. Rappresenta invece, una piccola carrellata generica sul vino. Ogni regione è trattata con la superficialità necessaria a rappresentare tutto il mondo in poche sale.
Sono molti gli spunti di riflessione e le considerazioni che suscita Vinopolis, una su tutte la diversità, gli antipodi. Da una parte la storia, dall’altra la freschezza dell’inesperienza, da una parte vini muscolosi dall’altra delicatezza e profumi. Se il tesoro del mondo è la diversità, questo concetto si dispiega indubbiamente anche nel vino. 
 

Laura Di Trapani


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