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Pubblicato in Numero 117 del 11/06/2009 il 10 Giugno 2009
di Redazione

IL PERSONAGGIO

Paolo Ricagno, torna alla guida del Consorzio di tutela. “L’obiettivo? Miriamo ad una crescita sia numerica che d’immagine”

Asti, obiettivo
100 milioni
di bottiglie

Una presidenza all'insegna del rilancio per riallacciare le fila di quel progetto di “riposizionamento dell'Asti” di cui è stato un genitore. Con questa e altre idee in carniere, Paolo Ricagno è stato eletto nuovamente alla presidenza del Consorzio per la tutela dell'Asti.

Imprenditore di 62 anni, Ricagno non è nuovo agli oneri e onori di questa carica. Era, infatti, già stato presidente nel triennio 2003-2005 e vicepresidente fino a questa nuova elezione.
 

Quali sono le mete di questa nuova esperienza?
“Riprendere il piano di rilancio del nostro prodotto mirando ad una crescita sia numerica che d’immagine. Stiamo lavorando per riuscire a superare la soglia di cento milioni di bottiglie distribuite nel mondo”.

Un impegno non indifferente per il futuro e per il suo ufficio.
“L'impegno e la volontà di fare non mancano. Bisogna crederci fino in fondo. Il futuro è quello che noi siamo e saremo capaci di costruire”.

In questo nuovo contesto economico globale segnato dalla crisi non teme che la congiuntura negativa tocchi anche la vostra fetta di mercato?
“La crisi ci ha interessato relativamente. Continuiamo ad essere leader in Germania, Stati Uniti e Russia. Se flessione c'é stata adesso si tratta di rilanciarsi, di affrontare il mercato in modo nuovo. La mossa da fare è quella di mettere in atto un piano di sviluppo per portare il nostro prodotto nella vita quotidiana dei consumatori, farlo partecipare alla vita del territorio. Non parlo soltanto di partecipazione alle più importanti manifestazioni ma anche avere delle nostre delegazioni nei Paesi dove esportiamo maggiormente”.

Mercato aperto vuol dire concorrenza. Cosa teme di più nello scontro delle bollicine?
“Non si tratta di temere qualcosa. Il nostro è un prodotto unico, aromatico, con delle caratteristiche molto particolari. E' proprio su questo che si deve puntare. Noi ci rivolgiamo ad un consumatore diverso rispetto a quello degli altri prodotti. La vera sfida é aumentare il numero dei nostri consumatori e dei nostri estimatori”.

Per sedurre nuovi consumatori dovrete conoscerli, avere in testa una specie di identikit delle loro abitudini di bevitore.
“Purtroppo molte persone non valutano il nostro prodotto come dovrebbero e questa una nota dolente sulla quale bisogna lavorare. Si pensa che il nostro sia facile soprattutto per quanto riguarda la produzione. In realtà non è affatto così, anzi. Le proprietà presenti in ogni bottiglia non sono così semplici da ottenere e mantenere”.

Non sarà che questa leggerezza da parte di un certo tipo di consumatore sia dovuta al fatto che quando si parla di spumante vengono in mente istantanee legate a candeline, cenoni e tappi che saltano?
“E' necessario lavorare affinché anche questa immagine venga superata”.

Una domanda di gusto adesso: cosa ne pensa dei vini siciliani?
“Negli ultimi anni il settore vitivinicolo siciliano ha fatto passi da gigante. Ammiro il lavoro che è stato fatto in questi dieci anni e quello che si sta facendo e che si farà in futuro. Ammiro l'impegno che è stato profuso da tutto il comparto dell'Isola per raggiungere questo livello di miglioramento così come è accaduto anche qui in Piemonte”.

Luigi Luzzio
 


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