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Pubblicato in Numero 117 del 11/06/2009 il 10 Giugno 2009
di Redazione

L'AZIENDA

L'azienda Cambria di Furnari nasce nel 1864 e oggi  è guidata dai fratelli Nino e Franco. L'obiettivo? Valorizzare il territorio. Se ne parlerà il 14 nel corso di un convegno

Un secolo e mezzo
e non sentirlo

Nasce nel 1864 ma solo da quindici anni ha deciso di puntare sull'alta qualità. È l'azienda Cambria di Furnari, in provincia di Messina, gestita dai fratelli Nino e Franco Cambria e da Nancy Astone. Un management giovane che ha deciso di basare la propria strategia sulla tradizione e sul legame col territorio.

"Tutto è nato da una vendemmia del 1864, tanto ricca da portare il nonno di mio padre a vendere il vino fuori dalla provincia di Messina - spiega Nino Cambria, direttore generale dell'azienda -, una cosa molto particolare e difficile per quei tempi". Allora il vino veniva venduto sfuso e delle 100 bottiglie preparate, ne è rimasta in azienda solo una. "Da quel momento il nostro vino iniziò a girare e ad essere apprezzato", prosegue l'imprenditore. E così dalla provincia dello Stretto i vini Cambria hanno fatto il giro del mondo. "Oggi siamo presenti presso l'horeca di Usa, Svizzera, Germania e Giappone, dove abbiamo un canale aperto da oltre 5 anni", spiega Nancy Astone, responsabile marketing dell'azienda e moglie di Nino Cambria.
Un successo che parte dal vigneto, oltre venti ettari destinati a Nero d'Avola, Grecanico, Chardonnay, Syrah, Catarratto, Inzolia, Grillo, Nocera e Nerello Mascalese. Parte dell'uva proviene anche da 5 ettari di altri proprietari che vengono supportati in tutti i momenti dell'annata viticola, dalle lavorazioni del terreno, alla potatura, alla vendemmia. Vengono così ottenuti nove vini. Un Nero d'Avola e un Grecanico entrambi in purezza, della linea Suaviter, un bianco e un rosso della linea Bazia, un Nero d'Avola e un Inzolia della linea Terre di Sicilia e tre vini della linea top, che porta il nome dell'azienda. "La linea Cambria nasce 15 anni fa da una ricerca di altissima qualità", prosegue il manager. Più precisamente si tratta di uno Chardonnay in purezza e due rossi che subiscono un leggerissimo passaggio in barrique: un Syrah in purezza e il Rosso del Levriero che è un blend di Nero d'Avola e Syrah.
Ma oltre all'aspetto produttivo, seguito in tutte le fasi da Franco Cambria, l'azienda vuole puntare sul turismo enologico. "Siamo consapevoli che è necessario un lavoro di squadra per ottenere dei risultati efficaci e duraturi - precisa Nino Cambria -, per questo abbiamo deciso di mettere tutti gli attori dello sviluppo economico del territorio attorno ad un tavolo organizzando un convegno sulla viticoltura sommersa di Furnari". L'appuntamento è per domenica 14 alle 9,30 presso il Palazzo Dioscuri di Tindari, dove oltre alle relazioni tecniche di esperti è prevista la partecipazione delle amministrazioni. "Da trent'anni a questa parte nell'area si è assistito ad un boom edilizio che ha portato ad un'estirpazione indiscriminata dei vigneti che prima caratterizzavano il territorio - conclude l'imprenditore -. Oggi quello che rimane deve essere assolutamente valorizzato e comunicato ad un turista esigente che vuole conoscere dove e come nasce il vino che sta bevendo".

Riccardo D'Anna


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